Il Tirreno

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Treni pieni e in ritardo, studenti infuriati

Margherita Mazzarella
<strong>FOLLA.</strong> Binari e vagoni stracolmi
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FOLLA. Binari e vagoni stracolmi

Infuriati gli studenti massesi che fin dalle prime ore della mattina, quasi tutti i giorni, aspettano il treno decine di minuti. La loro (dis)avventura comincia in molti casi alle sette, a volte prima, alla volta dell'università di Pisa

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MASSA. Infuriati gli studenti massesi che fin dalle prime ore della mattina, quasi tutti i giorni, aspettano il treno decine di minuti. La loro (dis)avventura comincia in molti casi alle sette, a volte prima, alla volta dell'università di Pisa.
La stazione è affollatissima, e purtroppo anche i treni. E quei 50 minuti che separano Massa da Pisa San Rossore sono un calvario: gli studenti salgono sui primi treni, quelli delle 7 e 10 e delle 7 e 26, e poi ancora su quello delle 8 e 4 quando i vagoni sono già pieni, dalle fermate precedenti decine e decine di ragazzi sono già sul treno con la stessa destinazione. Da Massa a Pisa quasi 4 euro buttati via, e se le lamentele di chi ha l'abbonamento sono contenute, per chi paga il biglietto quelle due-tre volte a settimana la rabbia è molta: «Spendo quattrini per andare a Pisa - si sfoga Andrea Di Nino, uno studente massese iscritto alla facoltà di scienze politiche - si può tollerare anche il fatto che i treni siano poco puliti, nonostante ci sia molto da dire anche su questo, ma è il colmo che io debba pagare il biglietto per poi rimanere in piedi per quasi un'ora di tempo». A confermare il disagio e i ritardi, nelle prime ore della mattina, quasi tutti i giorni, sono gli stessi dipendenti della stazione. Anche al bar assicurano che i problemi ci sono: i dipendenti assistono all'accalcamento dei ragazzi diretti a Pisa sui binari e poi, ahimè, sui treni. Forse un sacrificio aggiuntivo di cui gli studenti farebbero volentieri a meno: «È giusto essere in regola col biglietto - sottolinea un altro giovane studente, Michele Balloni - perché il servizio c'è, anche se i treni sono pochi e in condizioni pietose. Ma dover addirittura pagare per viaggiare in piedi, è inammissibile. Di fatto, molti di noi sono costretti ad andare a Pisa, o per rispettare l'obbligo di frequenza o comunque per migliorare la qualità dello studio universitario e devono fare i conti ogni giorno con i treni stracolmi».

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