Nemico Invisibile
Violenza sulle donne, già dieci casi denunciati
Daniele Della Bona
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Violenza alle donne, è emergenzaAnche a Carrara (e in generale in tutta la Provincia) la violenza sulle donne è un nemico invisibile che ogni anno miete numerose vittime e contro cui spesso si infrange una legislazione inadeguata a fronteggiare questa piaga sociale
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CARRARA. Anche a Carrara (e in generale in tutta la Provincia) la violenza sulle donne è un nemico invisibile che ogni anno miete numerose vittime e contro cui spesso si infrange una legislazione inadeguata a fronteggiare questa piaga sociale.
Questo il quadro che è emerso ieri nel corso dell'incontro in Comune, dedicato alla giornata mondiale contro la Violenza sulle donne, indetta dalle Nazioni Unite.
«Nella sola città di Carrara - ha ricordato Andrea Ronchey, comandante del reparto operativo dei Carabinieri - abbiamo avuto quest'anno 10 denunce per violenza sessuale (nel 2008 i casi sono stati 16, ndc), 54 per lesioni dolose e 24 per percosse; a questo dato vanno poi aggiunti i numerosi di casi di donne che vanno in ospedale con strane lesioni giustificate con racconti piuttosto fantasiosi. Senza contare - ha aggiunto Ronchey - che oltre il 90 per cento delle donne che subisce una violenza, in particolare quelle a sfondo sessuale, non denuncia il proprio aggressore. Alla luce di questo i "soli" 10 casi denunciati a Carrara sono tutt'altro che pochi».
Un quadro che viene ribadito anche da Cristina Lattanzi, avvocato specializzato nella difesa di donne vittime di violenze: «I casi di violenza a Carrara sono tantissimi e purtroppo in aumento: si passa da semplici violenze verbali fino ad arrivare a casi atroci. Ho fronteggiato storie di donne che si sono ritrovate, loro malgrado, con caviglie o braccia spezzate; ricordo il caso di una donna rimasta senza denti perché il marito, da cui si stava separando, le aveva strappato l'impianto odontotecnico di cui vantava le spese di acquisto».
Storie assurde, che rimangono spesso avvolte in un silenzio assordante e che in molti casi incontrano ulteriori ostacoli nella legge stessa. «Nelle situazioni di violenza in famiglia - ha spiegato la Lattanzi - accade spesso che la madre maltrattata si rivolga al giudice per avere la costudia esclusiva del figlio. Purtroppo, però, l'attuale orientamento della giurisprudenza italiana non prevede che i minori siano sottratti a situazioni e ad ambienti di violenza, anche se in presenza di conclamati episodi di violenza perpetrati ai danni della madre. Addirittura si possono avere casi per cui la madre, cercando di sfuggire a situazioni di pericolo, viene accusata del reato di rapimento di minore: un'aberrazione della legge».
In merito a quest'ultimo punto la commissione sulle pari opportunità del Comune, presieduta da Rigoletta Vincenti, proporrà una variazione della norma in favore dell'affidamento materno esclusivo. «Stiamo inoltre lavorando - ha concluso la Vincenti - per proporre l'introduzione di un fondo speciale, a livello nazionale o regionale, che istituisca un reddito minimo di solidarietà ale donne che hanno subito violenza».
Questo il quadro che è emerso ieri nel corso dell'incontro in Comune, dedicato alla giornata mondiale contro la Violenza sulle donne, indetta dalle Nazioni Unite.
«Nella sola città di Carrara - ha ricordato Andrea Ronchey, comandante del reparto operativo dei Carabinieri - abbiamo avuto quest'anno 10 denunce per violenza sessuale (nel 2008 i casi sono stati 16, ndc), 54 per lesioni dolose e 24 per percosse; a questo dato vanno poi aggiunti i numerosi di casi di donne che vanno in ospedale con strane lesioni giustificate con racconti piuttosto fantasiosi. Senza contare - ha aggiunto Ronchey - che oltre il 90 per cento delle donne che subisce una violenza, in particolare quelle a sfondo sessuale, non denuncia il proprio aggressore. Alla luce di questo i "soli" 10 casi denunciati a Carrara sono tutt'altro che pochi».
Un quadro che viene ribadito anche da Cristina Lattanzi, avvocato specializzato nella difesa di donne vittime di violenze: «I casi di violenza a Carrara sono tantissimi e purtroppo in aumento: si passa da semplici violenze verbali fino ad arrivare a casi atroci. Ho fronteggiato storie di donne che si sono ritrovate, loro malgrado, con caviglie o braccia spezzate; ricordo il caso di una donna rimasta senza denti perché il marito, da cui si stava separando, le aveva strappato l'impianto odontotecnico di cui vantava le spese di acquisto».
Storie assurde, che rimangono spesso avvolte in un silenzio assordante e che in molti casi incontrano ulteriori ostacoli nella legge stessa. «Nelle situazioni di violenza in famiglia - ha spiegato la Lattanzi - accade spesso che la madre maltrattata si rivolga al giudice per avere la costudia esclusiva del figlio. Purtroppo, però, l'attuale orientamento della giurisprudenza italiana non prevede che i minori siano sottratti a situazioni e ad ambienti di violenza, anche se in presenza di conclamati episodi di violenza perpetrati ai danni della madre. Addirittura si possono avere casi per cui la madre, cercando di sfuggire a situazioni di pericolo, viene accusata del reato di rapimento di minore: un'aberrazione della legge».
In merito a quest'ultimo punto la commissione sulle pari opportunità del Comune, presieduta da Rigoletta Vincenti, proporrà una variazione della norma in favore dell'affidamento materno esclusivo. «Stiamo inoltre lavorando - ha concluso la Vincenti - per proporre l'introduzione di un fondo speciale, a livello nazionale o regionale, che istituisca un reddito minimo di solidarietà ale donne che hanno subito violenza».
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