Il Tirreno

La Lotta di Nca

«Non ci muoviamo»

Una manifestazione dei lavoratori di Nca
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Una manifestazione dei lavoratori di Nca

Barricati nel ministero dell'economia a Roma. Pronti a trascorrerci la notte pur di avere dal ministro Scajola un impegno sul futuro dei loro cantieri. Protagonisti della protesta il sindaco Angelo Zubbani, il collega di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, i sindacati nazionali, e alcune tute blu

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CARRARA. Barricati nel ministero dell'economia a Roma. Pronti a trascorrerci la notte pur di avere dal ministro Scajola un impegno sul futuro dei loro cantieri. Protagonisti della protesta il sindaco Angelo Zubbani, il collega di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, i sindacati nazionali, e alcune tute blu. Un'occupazione inziata nel tardo pomeriggio, dopo l'incontro sulle commesse pubbliche.
Il sindaco «barricato» in attesa di Scajola. Ha aspettato il termine della riunione. E, insieme al collega di Castellamare, i sindacati (nazionali e la Fiom provinciale) e alcuni lavoratori di Castellamare, il sindaco Zubbani si è seduto nel parlamentino del ministero dell'economia. Pronto ad aspettare anche tutta la notte un messaggio dal ministro Scajola. O meglio la data per un incontro certo in quel di Roma per parlare delle commesse pubbliche e del futuro assetto societario di Nca.
«Da qui non mi muovo - ci ha detto Zubbani a tarda sera - attendiamo che il ministro, che attualmente è in volo, si prenda un impegno preciso visto che per Nca si tratta di una doppia partita, sulle commesse e sull'assetto societario. Quindi non sono disposto a tornare a Carrara con un nulla di fatto».
E quindi bisognerà attendere stamani per sapere la decisione di Scajola. Intanto è già fissato, per il 10 dicembre, lo sciopero nazionale della cantieristica.
«Le nuove commesse? Solo sulla carta». Nessun nuovo carico di lavoro. Nessuna commessa cantierabile. «Solo carta straccia»: dice Paolo Gozzani segretario della Fiom. Dal tavolo romano della cantieristica non arrivano spiragli per il futuro di Nca. Per la Fiom la strada è una sola: continuare il blocco del varo. È stata una giornata frenetica quella al tavolo nazionale della cantieristica. Un clima ad alta tensione e, ad accomunare le due realtà produttive, (Carrara e Castellamare), l'incertezza del futuro. Eppure di commesse, al tavolo coordinato dal funzionario del ministero Andrea Bianchi, si è parlato. Sono venute fuori le piattaforme Eni, un po' di navi militari e anche le carceri galleggianti.
«Ma si tratta di commesse non cantierabili, cioè non di carichi di lavoro pronti a partire - spiega Marco Battistini della Fim Cisl - Siamo molto delusi: ci aspettavamo si parlasse di commesse pubbliche in grado di dare una risposta concreta alla crisi. Ma invece si è trattato di un incontro tecnico, senza alcun segnale politico».
Rincara la dose Paolo Gozzani della Fiom.
«Quelle commesse, ad oggi, rappresentano solo della carta straccia - sbotta - non c'è alcuna certezza, nessun lavoro a breve termine. E questo non ci fa certo ben sperare per il futuro del cantiere».
Adesso decidono i sindacati. Insomma proprio lì a Roma dove si attendeva la distribuzione di commesse destianate a dare ossigeno al settore, è arrivata un'altra fumata nera per i Nuovi Cantieri Apuania. E adesso la palla passa nelle mani del sindacato: saranno le rsu a decidere, nella riunione già convocata per domattina alle 9 e 30, cosa fare. Se mettere la firma nel documento proposto dal governo (e rimasto pressoché invariato tranne l'introduzione, al punto 5, dell'aggettivo «singolarmente» riguardo alla partecipazione di minoranza di governo e regione nel capitale della società) e, soprattutto, se andare avanti con il blocco del varo.
Per la Fiom non ci sono dubbi: la nave, finita, dell'ultima commessa Grimaldi, non deve uscire dal cantiere.
«Non siamo ancora riusciti a definire l'assetto societario del cantiere e neppure ad avere nuove commesse: a questo punto per noi è necessario continuare la lotta con il blocco del varo. Comunque decideranno i lavoratori: voglio però ricordare che quelli di Castellamare hanno firmato un documento simile a quello che ci è stato presentato, e da 40 giorni sono in cassa integrazione a zero ore». Battistini, Fim Cisl, rimanda tutto alla riunione di domattina: «Saranno le rsu a decidere il da farsi, in questo momento siamo delusi».
A.V.

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