Gioco
Manifestazione
«No alle svastiche», i Carcsfilano nelle vie del centroScongiurati gli scontri
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Il corteo dei Carc ha toccato tutti gli istituti del centroErano una trentina i ragazzi di Carc e Associazione solidarietà proletaria che si sono ritrovati sotto il Comune per cancellare le svastiche che nelle ultime settimane sono comparse davanti agli istituti scolastici del centro città
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MASSA. Erano una trentina i ragazzi di Carc e Associazione solidarietà proletaria che si sono ritrovati sotto il Comune per cancellare le svastiche che nelle ultime settimane sono comparse davanti agli istituti scolastici del centro città. Gli antifascisti - come amano definirsi - si sono armati di spugne, detersivi, pennelli e secchi di vernice e hanno cancellato quei simboli nazisti «che tanto disturbano una città che della Resistenza ha fatto un proprio credo». Alcuni operai della Provincia però nel primo pomeriggio avevano già cancellato le scritte davanti alle scuole.
Il corteo, partito verso le 18, ha toccato l'istituto d'Arte, l'Aldo Salvetti, il Toniolo e si è chiuso davanti al classico. Tra slogan, colpi di pennello imbevuto di colla e manifesti svastiche e croci celtiche sono sparite. E al posto dei cartelli di Lotta studentesca è comparso l'articolo della Costituzione che vieta la ricostituzione del partito fascista e l'apologia del fascismo.
Tensione alta fin dalle prime ore del pomeriggio con alcune camionette dei carabinieri che sostavano in largo Matteotti in attesa del raduno dei Carc e della partenza del corteo. Il timore era che i ragazzi dell'estrema sinistra potessero entrare in contatto con quelli dell'estrema destra, che guarda caso avevano organizzato una manifestazione (vedi articolo in basso) in piazza Mercurio. A una manciata di metri di distanza. Invece è andato tutto bene. Anche perché la manifestazione era stata autorizzata dalla questura. Certo che il traffico del centro ha subito un forte rallentamento.
Carc e Asp, ma c'erano anche altri gruppi di sinistra, hanno cominciato a nascondere le croci celtiche dall'istituto d'arte. Un lavoro certosino che i ragazzi sentivano di dover fare. Anche perché avevano una motivazione in più: quelle 12 persone indagate per la manifestazione nata spontaneamente dopo che mani - rimaste ignote - avevano disegnato una svastica sul volto di Aldo Salvetti ritratto nel murales dedicato all'eroe partigiano.
La manifestazione è finita intorno alle 19 davanti al classico. Prima di andare a casa i giovani di sinistra hanno coperto una sfilza di manifesti di Ls, hanno intonato Bella ciao. Poi l'urlo: «Basta svastiche».
Il corteo, partito verso le 18, ha toccato l'istituto d'Arte, l'Aldo Salvetti, il Toniolo e si è chiuso davanti al classico. Tra slogan, colpi di pennello imbevuto di colla e manifesti svastiche e croci celtiche sono sparite. E al posto dei cartelli di Lotta studentesca è comparso l'articolo della Costituzione che vieta la ricostituzione del partito fascista e l'apologia del fascismo.
Tensione alta fin dalle prime ore del pomeriggio con alcune camionette dei carabinieri che sostavano in largo Matteotti in attesa del raduno dei Carc e della partenza del corteo. Il timore era che i ragazzi dell'estrema sinistra potessero entrare in contatto con quelli dell'estrema destra, che guarda caso avevano organizzato una manifestazione (vedi articolo in basso) in piazza Mercurio. A una manciata di metri di distanza. Invece è andato tutto bene. Anche perché la manifestazione era stata autorizzata dalla questura. Certo che il traffico del centro ha subito un forte rallentamento.
Carc e Asp, ma c'erano anche altri gruppi di sinistra, hanno cominciato a nascondere le croci celtiche dall'istituto d'arte. Un lavoro certosino che i ragazzi sentivano di dover fare. Anche perché avevano una motivazione in più: quelle 12 persone indagate per la manifestazione nata spontaneamente dopo che mani - rimaste ignote - avevano disegnato una svastica sul volto di Aldo Salvetti ritratto nel murales dedicato all'eroe partigiano.
La manifestazione è finita intorno alle 19 davanti al classico. Prima di andare a casa i giovani di sinistra hanno coperto una sfilza di manifesti di Ls, hanno intonato Bella ciao. Poi l'urlo: «Basta svastiche».
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