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Lavoro
Eaton, spiragli per la cigsIl ministero potrebbe dire sìalla cassa integrazione nel 2010
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IN CORTEO. Manifestazione dei lavoratori ex Eaton nelle strade della cittàUn tavolo tecnico a Firenze, intorno al quale si sono seduti l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, quelli provinciali al lavoro e allo sviluppo economico, Raffaele Parrini e Paolo Baldini. E con loro il sindaco Roberto Pucci
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MASSA. Un tavolo tecnico a Firenze, intorno al quale si sono seduti l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, quelli provinciali al lavoro e allo sviluppo economico, Raffaele Parrini e Paolo Baldini. E con loro il sindaco Roberto Pucci. Per fare il punto su Eaton e in particolare sulle garanzie economiche ai lavoratori. Presente anche Sofit, l'agenzia di scouting che, per conto della multinazionale americana, deve trovare soggetti per la reindustrializzazione. Un tavolo tecnico, certo. Ma anche qualcosa di più. Perché da quella riunione le istituzioni escono con la possibilità della cassa integrazione straordinaria.
E quella sarebbe una bella boccata d'ossigeno per i lavoratori. Perché la cassa integrazione in deroga, quella che garantirebbe la regione toscana, diminuirebbe dal secondo anno del 10%, colpendo e non poco le tasche dei dipendenti Eaton. In realtà la possibilità che lo Stato non conceda il secondo anno di cassa integrazione dipende da quanto prevede la legge in materia.
La normativa, infatti, stabilisce, che dopo il primo anno dalla crisi o dalla chiusura dei battenti, il 30% dei lavoratori abbia trovato una sua ricollocazione nel mercato. Abbia insomma ottenuto un nuovo lavoro, altrimenti niente cassa.
Ma per Eaton le cose non stanno andando così ed entro la fine dell'anno è praticamente impossibile che il 30% dei dipendenti abbia trovato un nuovo impiego. Ecco perché la Regione si è fatta avanti rassicurando i lavoratori. «Se lo Stato, non vi garantisce il secondo anno, ci penseremo noi con la cassa in deroga»: questo il messaggio.
Ma dal tavolo tecnico di ieri si aprono spiragli perché sia il Ministero dello sviluppo economico, anche per il 2010 a tirare fuori i soldi, garantendo la cassa straordinaria. E questo per tre motivi.
Prima di tutto siamo in periodo di crisi nera per l'industria e per la meccanica in particolare e pensare ad un reinserimento in un anno, anche se solo per una parte dei lavoratori, è davvero dura.
Non solo, ma i vari soggetti coinvolti nella questione Eaton avrebbero dimostrato di fare la loro parte. «Abbiamo organizzato corsi formativi, seminari - spiega l'assessore Parrini - i lavoratori stanno studiando per ottenere l'Ecdl, la patente per il computer. E tutto con la collaborazione del Comune».
Anche i sindacati - parola del segretario provinciale Fiom Alessio Castelli - ci stanno mettendo del loro. «Con i finanziamenti regionali - spiegano - abbiamo organizzato corsi per l'apprendimento del programma di disegno tecnico Cad». Insomma, si fa il possibile per formare i lavoratori.
Poi c'è un terzo elemento che si chiama Solari, l'azienda che potrebbe assumere 25 dipendenti. Le tre cose avrebbero fatto prendere in considerazione alla Stato la possibilità di garantire per il prossimo anno la cassa integrazione. Senza dover ricorrere alla Regione. Una possibilità per ora a cui - anche il sindaco Pucci lo sottolinea - «continuamo a lavorare fattivamente».
C.S.
E quella sarebbe una bella boccata d'ossigeno per i lavoratori. Perché la cassa integrazione in deroga, quella che garantirebbe la regione toscana, diminuirebbe dal secondo anno del 10%, colpendo e non poco le tasche dei dipendenti Eaton. In realtà la possibilità che lo Stato non conceda il secondo anno di cassa integrazione dipende da quanto prevede la legge in materia.
La normativa, infatti, stabilisce, che dopo il primo anno dalla crisi o dalla chiusura dei battenti, il 30% dei lavoratori abbia trovato una sua ricollocazione nel mercato. Abbia insomma ottenuto un nuovo lavoro, altrimenti niente cassa.
Ma per Eaton le cose non stanno andando così ed entro la fine dell'anno è praticamente impossibile che il 30% dei dipendenti abbia trovato un nuovo impiego. Ecco perché la Regione si è fatta avanti rassicurando i lavoratori. «Se lo Stato, non vi garantisce il secondo anno, ci penseremo noi con la cassa in deroga»: questo il messaggio.
Ma dal tavolo tecnico di ieri si aprono spiragli perché sia il Ministero dello sviluppo economico, anche per il 2010 a tirare fuori i soldi, garantendo la cassa straordinaria. E questo per tre motivi.
Prima di tutto siamo in periodo di crisi nera per l'industria e per la meccanica in particolare e pensare ad un reinserimento in un anno, anche se solo per una parte dei lavoratori, è davvero dura.
Non solo, ma i vari soggetti coinvolti nella questione Eaton avrebbero dimostrato di fare la loro parte. «Abbiamo organizzato corsi formativi, seminari - spiega l'assessore Parrini - i lavoratori stanno studiando per ottenere l'Ecdl, la patente per il computer. E tutto con la collaborazione del Comune».
Anche i sindacati - parola del segretario provinciale Fiom Alessio Castelli - ci stanno mettendo del loro. «Con i finanziamenti regionali - spiegano - abbiamo organizzato corsi per l'apprendimento del programma di disegno tecnico Cad». Insomma, si fa il possibile per formare i lavoratori.
Poi c'è un terzo elemento che si chiama Solari, l'azienda che potrebbe assumere 25 dipendenti. Le tre cose avrebbero fatto prendere in considerazione alla Stato la possibilità di garantire per il prossimo anno la cassa integrazione. Senza dover ricorrere alla Regione. Una possibilità per ora a cui - anche il sindaco Pucci lo sottolinea - «continuamo a lavorare fattivamente».
C.S.
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