Il Tirreno

SICUREZZA IN CENTRO CITTA’

«Le forze dell'ordine ci aiutino»

Chiara Sillicani
<strong>IL LUOGO.</strong> Polemiche per il caos in via Dante nelle serate del weekend
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IL LUOGO. Polemiche per il caos in via Dante nelle serate del weekend

Massa non conosceva più sabato sera così movimentati. Per anni i giovani hanno eletto Marina come luogo di incontro: le serate trascorrevano in riva al mare. Ma da qualche mese le cose sono cambiate. Il cuore della movida giovanile si è spostato nel centro della città, in via Dante, all'ombra del Duomo

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MASSA. Serate troppo vivaci e movimentate tanto che qualcuno pensa di ricorrere alla vigilanza privata. Uomini in divisa, pagati di tasca propria dagli esercenti pubblici, per tenere sotto controllo la situazione. In effetti, per i titolari di locali è vita dura, un gatto che si morde la coda. Perché bar, ristoranti ed enoteche richiamano gente, ma tra la folla, si sa, c'è chi non si contiene. Qualche bicchiere di troppo, urla, spintoni e talvolta anche calci e schiaffi.

E i sabato sera spesso degenerano. I residenti in via Dante hanno alzato la voce più di una volta e nei mesi scorsi sono passati alle vie di fatto con esposti contro i locali. Adesso a dire la loro sono proprio loro, i gestori dei locali. In prima fila Giuseppe Pieretti, proprietario e ideatore di "Pane e Pomodoro". Perché le risse, la confusione, i ragazzi ubriachi, i bivacchi sulle scalinate del Duomo danneggiano non solo l'immagine della città, ma anche quella dei locali. Dopo l'episodio di venerdì con un ragazzo picchiato a sangue senza aver aperto bocca, tanto meno alzato un dito, Pieretti ci tiene a mettere i puntini sulle "i". «Chiediamo scusa ai residenti, nessuno poteva prevedere questo exploit di via Dante. Dobbiamo comunque porre rimedio al problema - spiega - appoggiandoci ad istituzioni e forze dell'ordine». Un appello, una richiesta d'aiuto: «Durante le settimane le pattuglie passano, almeno una volta, lungo via Dante, in direzione monti mare. Il sabato non si vedono, la loro presenza, invece, potrebbe essere un deterrente. Chiediamo aiuto anche al Prefetto - aggiunge Pieretti - la città è tornata a vivere, si è definita una identità che dobbiamo valorizzare salvaguardando però gli investimenti di chi in via Dante ha casa o ha aperto un'attività».

L'idea di assumere vigilantes? Pieretti ne ha parlato più volte ai colleghi. «Questa estate qualcuno - racconta - aveva scelto di assumere una persona che all'entrata del locale controllasse i clienti. Mi chiedo però - aggiunge, non senza un leggero accento provocatorio - perché, nonostante io paghi le tasse contribuendo alla spesa pubblica, debba poi accollarmi i costi della vigilanza privata?». Un'ipotesi comunque da non scartare, ma seconda rispetto alla richiesta di una più massiccia presenza di forze dell'ordine.

Per un centro città vivace, ma sicuro.

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