Attenzione
Caos per le luci di natale
Luci di Natale, scoppia il caos
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CITTA’ IN FESTA. Quest’anno le piazze potrebbero rimanere buieE luce fu. Facile a dirsi, più difficile a farsi. L'8 dicembre via ufficiale alla luminaria con molti "se" e "ma". Perché mentre alcune strade si vestiranno a festa, altre rimarranno tristemente buie. Qualcuna, invece, sarà illuminata per metà, come via Cavour: luci solo nella parte pedonale, dove i negozi che si dividono la spesa sono molti. Capitolo a parte le piazze: l'amministrazione non ha ancora deciso come addobbarle. E la cosa solleva non poche polemiche
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MASSA. E luce fu. Facile a dirsi, più difficile a farsi. L'8 dicembre via ufficiale alla luminaria con molti "se" e "ma". Perché mentre alcune strade si vestiranno a festa, altre rimarranno tristemente buie. Qualcuna, invece, sarà illuminata per metà, come via Cavour: luci solo nella parte pedonale, dove i negozi che si dividono la spesa sono molti. Capitolo a parte le piazze: l'amministrazione non ha ancora deciso come addobbarle. E la cosa solleva non poche polemiche.
E tutto ruota intorno ai soldi. Le casse comunali sono vuote e non va meglio per i commercianti. Così sborsare un centinaio di euro per addobbare la città diventa un sacrificio troppo grande. E quindi addio luci. Marina, questo Natale, non sarà un tripudio di colori, come lo scorso anno: qualche illuminazione in piazza Betti e nelle centralissime vie Colombo e via Rossi e nulla di più. «Molti commercianti - spiega il fioraio Andrea Lazzini, presidente del centro commerciale naturale - non se la sono sentita di spendere». Problemi con cui devono fare i conti anche i negozianti del centro città. E non è soltanto questione di soldi. C'è di più: mancano organizzazione e programmazione, per cui a poco più di un mese da Natale, ancora non si sa se e come verranno addobbate piazza Matteotti e piazza Aranci, né commercianti e cittadini hanno idea degli eventi che potrebbero colorare le brevi giornate di dicembre. È vero i negozianti si sono già messi al lavoro, almeno alcuni lo hanno fatto, per addobbare le loro vetrine e nelle vie centrali si sono accordati per raccogliere i soldi, scegliere le ditte e illuminare le strade. Ma alcuni punti interrogativi rimangono. Nerella Giusti è la titolare dell'omonimo negozio di fotografia in piazza Matteotti e davvero non le manda a dire: «Scopro durante una recente riunione che potremmo consorziarci per avere contributi dalla Camera di commercio. Fino ad ora nessuno lo aveva detto. Il Comune ci ha proposto di allacciare alla rete tre fili di luci, in prossimità dei lampioni, ma alcuni negozi rimarrebbero al buio. Ha quindi lanciato l'idea di addobbare l'ulivo sulla rotatoria, ma nulla di definitivo. Aspettiamo ancora i preventivi del Comune anche se a pagare saremo noi». Da Babi, la boutique, di Piazza Aranci, nessuno sa nulla di luci e addobbi, nonostante l'assessore alla cultura garantisca: «Abbiamo contattato negozi e banche per avere dei contributi, ma non abbiamo ricevuto risposta». Paolo Arpagaus, titolare dell'omonimo bar pasticceria e vicepresidente del centro commerciale naturale cittadino, punta il dito contro la poca organizzazione: «La mia è una tirata d'orecchio all'amministrazione e ai colleghi commercianti per la scarsa operatività: «Il Comune - aggiunge - non può sedersi ad un tavolo con 10mila euro, né si può pensare a Natale a novembre. Serve una riflessione vera per non decidere sempre in extremis».
E tutto ruota intorno ai soldi. Le casse comunali sono vuote e non va meglio per i commercianti. Così sborsare un centinaio di euro per addobbare la città diventa un sacrificio troppo grande. E quindi addio luci. Marina, questo Natale, non sarà un tripudio di colori, come lo scorso anno: qualche illuminazione in piazza Betti e nelle centralissime vie Colombo e via Rossi e nulla di più. «Molti commercianti - spiega il fioraio Andrea Lazzini, presidente del centro commerciale naturale - non se la sono sentita di spendere». Problemi con cui devono fare i conti anche i negozianti del centro città. E non è soltanto questione di soldi. C'è di più: mancano organizzazione e programmazione, per cui a poco più di un mese da Natale, ancora non si sa se e come verranno addobbate piazza Matteotti e piazza Aranci, né commercianti e cittadini hanno idea degli eventi che potrebbero colorare le brevi giornate di dicembre. È vero i negozianti si sono già messi al lavoro, almeno alcuni lo hanno fatto, per addobbare le loro vetrine e nelle vie centrali si sono accordati per raccogliere i soldi, scegliere le ditte e illuminare le strade. Ma alcuni punti interrogativi rimangono. Nerella Giusti è la titolare dell'omonimo negozio di fotografia in piazza Matteotti e davvero non le manda a dire: «Scopro durante una recente riunione che potremmo consorziarci per avere contributi dalla Camera di commercio. Fino ad ora nessuno lo aveva detto. Il Comune ci ha proposto di allacciare alla rete tre fili di luci, in prossimità dei lampioni, ma alcuni negozi rimarrebbero al buio. Ha quindi lanciato l'idea di addobbare l'ulivo sulla rotatoria, ma nulla di definitivo. Aspettiamo ancora i preventivi del Comune anche se a pagare saremo noi». Da Babi, la boutique, di Piazza Aranci, nessuno sa nulla di luci e addobbi, nonostante l'assessore alla cultura garantisca: «Abbiamo contattato negozi e banche per avere dei contributi, ma non abbiamo ricevuto risposta». Paolo Arpagaus, titolare dell'omonimo bar pasticceria e vicepresidente del centro commerciale naturale cittadino, punta il dito contro la poca organizzazione: «La mia è una tirata d'orecchio all'amministrazione e ai colleghi commercianti per la scarsa operatività: «Il Comune - aggiunge - non può sedersi ad un tavolo con 10mila euro, né si può pensare a Natale a novembre. Serve una riflessione vera per non decidere sempre in extremis».
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