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Carrara
Laureati pagati 8 europer seguire i disabiliApuafarma: è il contratto
Cinzia Carpita
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La sede di ApuafarmaLaureati, impegnati come educatori sociali in un settore molto delicato come l'assistenza ai disabili oppure a bambini e adulti che vivono situazioni di disagio. E una paga di appena 8 euro lorde all'ora. E' quanto percepiscono questi laureati, o i loro colleghi Ose (operatori socio educativi, ex precari) all'Apuafarma. «E' poco, ma applichiamo il contratto di lavoro Anaste concordato con i sindacati», dicono il direttore Francesco Buffoni e il responsabile del settore Giuseppe Brizzi
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CARRARA. Laureati, impegnati come educatori sociali in un settore molto delicato come l'assistenza ai disabili oppure a bambini e adulti che vivono situazioni di disagio. E una paga di appena 8 euro lorde all'ora. E' quanto percepiscono questi laureati, o i loro colleghi Ose (operatori socio educativi, ex precari) all'Apuafarma. «E' poco, ma applichiamo il contratto di lavoro Anaste concordato con i sindacati», dicono il direttore Francesco Buffoni e il responsabile del settore Giuseppe Brizzi.
Uno spaccato sull'occupazione. E siccome al giorno d'oggi è difficile trovarla, succede anche che dopo la laurea, master e tirocini vari, si accetta il posto di lavoro seppure a bassa retribuzione, pur di averlo. Spesso, nel campo degli operatori socio educativi l'obiettivo è la libera professione, per cui il lavoro magari part-time in qualche azienda come può essere Apuafarma, diventa un'occasione importante per accumulare esperienza.
Contratto da 8 euro all'ora. Apuafarma ha applicato il contratto privatistico sociale Anaste (associazione nazionale strutture terza età). «Retribuzioni non eque - ammette il direttore Buffoni - rispetto al ruolo che gli educatori svolgono. E c'è chi integra con altre attività. I nostri 47 educatori, sono tutti part-time». L'80% di ruolo e altri a tempo determinato che vengono utilizzati ad esempio nel periodo scolastico per il sostegno. «25 educatori Ose sono impegnati sulle disabilità - dice Buffoni - e 4 sul disagio territoriale. Tutti a tempo indeterminato come organico stabile. Con quelli a tempo determinato fanno un totale di 47 unità. Su 30 ore settimanali arrivano a percepice circa 880 euro mensili netti». Il part-time oscilla infatti dalle 24 alle 30 ore alla settimana, mentre il full-time (che non riguarda gli educatori dell'azienda) è di 38 ore. Apuafarma riconosce che il lavoro degli educatori è particolarmente delicato e impegnativo, ma non può alzare gli stipendi.
Educatori: fra i cuochi e i farmacisti. Brizzi fa un raffronto: «Ci sono altri contratti per il settore sociale. Quello delle cooperative, quello del turismo, quello dell'Anpas, che prevedono 13 mensilità e retribuzioni più basse del contratto Anaste che ha anche 14 mensilità. Lo abbiamo scelto e lo applichiamo in modo integrale, con accordo sindacale. Quello degli educatori è un lavoro pesante: si occupano di disabili gravi in carico al Servizio sociale del Comune, vanno a domicilio, nelle scuole, nei centri di aggregazione. Una parte di questi operatori sono ex maestri approdati a questa professione e diventati Ose. Per noi sono educatori professionali a tutti gli effetti. Come i laureati, che sono meno di venti. E li abbiamo tutti inquadrati subito al sesto livello, che è il più alto. Finita la stabilizzazione dei precari, ora per i concorsi ci vuole la laurea in scienze della formazione, in pedagogia o psicologia».
«Un educatore sociale, entra quindi come part-time con circa 800 euro mensili per 24 ore settimanali (e 14 mensilità). Altro personale di Apuafarma è full-time (38 ore, 14 mensilità): come quello farmaceutico con contratto specifico. Un farmacista collaboratore entra con 1.300 euro al mese; un cuoco con circa 1.100 euro».
Ma il raffronto più significativo è quello orario lordo: «Un cuoco prende 7,86 euro - dice il direttore di Apuafarma - un farmacista 12,12 euro; un educatore professionale formato di sesto livello 8,53 euro l'ora». Dal primo ottobre scorso gli educatori hanno avuto anche un leggero aumento di stipendio...
Ma se il contratto di lavoro ha i suoi confini, Apuafarma non può fare proprio nulla per migliorare le buste paga per gli operatori del sociale?
Brizzi spiega che hanno un rimborso carburante e il riconoscimento di parte delle ore previste, nel caso che non vengano effettuate tutte a causa di impedimenti del paziente a essere seguito.
Buffoni: bilancio in affanno. Il direttore allarga le braccia: «La società gestisce i servizi con risorse proprie. Quest'anno arriveremo all'equilibrio di bilancio, ma con affanno, e solo perché i costi di alcuni servizi possono essere coperti con le entrate che ci derivano dai servizi cimiteriali, da sette farmacie del territorio, dai corrispettivi comunali per vari servizi di assistenza e delle mense scolastiche. Abbiamo aggravi di costi perché il disagio sociale sta crescendo nel territorio: non seguiamo solo le dasabilità ma anche le problematiche familiari. Le scuole tendono a surrogare la mancanza di insegnanti di sostegno con il nostro personale, con oneri finanziari consistenti che pesano sul bilancio di Apuafarma».
Uno spaccato sull'occupazione. E siccome al giorno d'oggi è difficile trovarla, succede anche che dopo la laurea, master e tirocini vari, si accetta il posto di lavoro seppure a bassa retribuzione, pur di averlo. Spesso, nel campo degli operatori socio educativi l'obiettivo è la libera professione, per cui il lavoro magari part-time in qualche azienda come può essere Apuafarma, diventa un'occasione importante per accumulare esperienza.
Contratto da 8 euro all'ora. Apuafarma ha applicato il contratto privatistico sociale Anaste (associazione nazionale strutture terza età). «Retribuzioni non eque - ammette il direttore Buffoni - rispetto al ruolo che gli educatori svolgono. E c'è chi integra con altre attività. I nostri 47 educatori, sono tutti part-time». L'80% di ruolo e altri a tempo determinato che vengono utilizzati ad esempio nel periodo scolastico per il sostegno. «25 educatori Ose sono impegnati sulle disabilità - dice Buffoni - e 4 sul disagio territoriale. Tutti a tempo indeterminato come organico stabile. Con quelli a tempo determinato fanno un totale di 47 unità. Su 30 ore settimanali arrivano a percepice circa 880 euro mensili netti». Il part-time oscilla infatti dalle 24 alle 30 ore alla settimana, mentre il full-time (che non riguarda gli educatori dell'azienda) è di 38 ore. Apuafarma riconosce che il lavoro degli educatori è particolarmente delicato e impegnativo, ma non può alzare gli stipendi.
Educatori: fra i cuochi e i farmacisti. Brizzi fa un raffronto: «Ci sono altri contratti per il settore sociale. Quello delle cooperative, quello del turismo, quello dell'Anpas, che prevedono 13 mensilità e retribuzioni più basse del contratto Anaste che ha anche 14 mensilità. Lo abbiamo scelto e lo applichiamo in modo integrale, con accordo sindacale. Quello degli educatori è un lavoro pesante: si occupano di disabili gravi in carico al Servizio sociale del Comune, vanno a domicilio, nelle scuole, nei centri di aggregazione. Una parte di questi operatori sono ex maestri approdati a questa professione e diventati Ose. Per noi sono educatori professionali a tutti gli effetti. Come i laureati, che sono meno di venti. E li abbiamo tutti inquadrati subito al sesto livello, che è il più alto. Finita la stabilizzazione dei precari, ora per i concorsi ci vuole la laurea in scienze della formazione, in pedagogia o psicologia».
«Un educatore sociale, entra quindi come part-time con circa 800 euro mensili per 24 ore settimanali (e 14 mensilità). Altro personale di Apuafarma è full-time (38 ore, 14 mensilità): come quello farmaceutico con contratto specifico. Un farmacista collaboratore entra con 1.300 euro al mese; un cuoco con circa 1.100 euro».
Ma il raffronto più significativo è quello orario lordo: «Un cuoco prende 7,86 euro - dice il direttore di Apuafarma - un farmacista 12,12 euro; un educatore professionale formato di sesto livello 8,53 euro l'ora». Dal primo ottobre scorso gli educatori hanno avuto anche un leggero aumento di stipendio...
Ma se il contratto di lavoro ha i suoi confini, Apuafarma non può fare proprio nulla per migliorare le buste paga per gli operatori del sociale?
Brizzi spiega che hanno un rimborso carburante e il riconoscimento di parte delle ore previste, nel caso che non vengano effettuate tutte a causa di impedimenti del paziente a essere seguito.
Buffoni: bilancio in affanno. Il direttore allarga le braccia: «La società gestisce i servizi con risorse proprie. Quest'anno arriveremo all'equilibrio di bilancio, ma con affanno, e solo perché i costi di alcuni servizi possono essere coperti con le entrate che ci derivano dai servizi cimiteriali, da sette farmacie del territorio, dai corrispettivi comunali per vari servizi di assistenza e delle mense scolastiche. Abbiamo aggravi di costi perché il disagio sociale sta crescendo nel territorio: non seguiamo solo le dasabilità ma anche le problematiche familiari. Le scuole tendono a surrogare la mancanza di insegnanti di sostegno con il nostro personale, con oneri finanziari consistenti che pesano sul bilancio di Apuafarma».
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