Italia
CRISI NERA IN CITTA’
Commercio, chiusure in centro
Margherita Mazzarella
I negozi del centro sono in crisi: tra chiusure definitive, nuovi esercizi che aprono per abbassare la saracinesca dopo pochi mesi e cessioni di attività, i commercianti che stanno sfiorando il fallimento sono decine, soprattutto nel settore alimentare e in quello della ristorazione
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. In realtà tra piazza Aranci, via Cairoli, via Dante e le altre viuzze piastronate del centro, il numero totale delle attività è invariato da anni perché continuano a spuntarne di nuove che purtroppo fanno ben presto a sparire di scena.
A dire il vero negli ultimi mesi una decina di negozi ha chiuso i battenti. In questi giorni tocca ad almeno altri due: il ristorante "Sorsi e bocconi", di fronte al loggiato del Duomo, espone da settimane un cartello di "chiusura per ferie" che cela invece la decisione di chiudere l'attività, e lo storico negozio di alimentari "Ceccarelli" di piazza Conca, re del baccalà dal 1915, sta cedendo l'attività. E la responsabilità è anche del Comune, in particolare dei vigili urbani, che sembrano negli ultimi tempi essersi letteralmente accaniti con chi in centro ci lavora. La mancanza dei parcheggi, unita ad una viabilità poco funzionale ed alle tante, troppe multe che fioccano ogni giorno per divieto di sosta, costringe chi ha un negozio a non lavorare.
I clienti si fermano pochi minuti e scappano perché non vogliono beccarsi una multa. A detta di molti commercianti i vigili starebbero, quasi appostati, nascosti tra via Dante e piazza Conca, o tra via Cairoli e via Guidoni per cogliere gli automobilisti in flagrante. «Non è possibile che una persona che lascia l'auto ferma vicino al negozio due minuti per comprare un filone di pane venga multata - ha detto Sandro Ceccarelli, titolare della storica bottega di piazza Conca - né che persone già in fila al bancone vengano invitate dai vigili col blocchetto in mano ad andarsene immediatamente. In questo modo io non lavoro più, dato che di parcheggi non ce ne sono, né vicini né lontani: stando così le cose, anche i clienti più affezionati preferiscono comprarlo al supermercato il pane, se devono pagarlo i 38 euro della multa per divieto di sosta». E lo zelo dei vigili a qualcuno sembra davvero eccessivo: «Ieri mattina un camion che è arrivato da me alle 9,30, quindi in ritardo di mezz'ora rispetto all'orario consentito per il carico e scarico - ha raccontato Ceccarelli - è stato invitato dai vigili a percorrere tutta via Cairoli a retromarcia, per non passare dalla Conca, come giustamente previsto dal codice della strada. Un fornitore che arriva da lontano, può anche ritardare mezzora, e allora che deve fare, non passare dal mio negozio a consegnare la merce?».
Dello stesso parere anche i commercianti che ancora ce la fanno a sbarcare il lunario: «La crisi economica che stiamo attraversando tutti non dipende certo dal Comune - ha detto Guglielmo Ceccarelli, titolare del "Caffè degli Aranci" di via Dante - Anche l'aumento dei canoni di affitto dei fondi del centro, che per 40 mq non sono mai inferiori a 2000 euro mensili si fa sentire, ma l'amministrazione non ci aiuta: se un cliente rischia una multa di 78 euro per scendere al volo e bere un caffè lasciando l'auto in divieto, senza creare intralcio, sceglierà un bar altrove, è ovvio». Particolarmente accanito contro questa situazione il fotografo Raffaele Nizza, che al suo negozio sotto i loggiati del Duomo vede affluire sempre meno gente: «Il centro storico è morto - ha detto - anche per colpa di questo accanimento dei vigili: una persona che posteggia un attimo l'auto ai piedi della scalinata del Duomo per ritirare delle foto non disturba nessuno, come non disturbano nessuno le mamme che nel pomeriggio vengono a prendere i bambini a catechismo. In questo quartiere praticamente soltanto io e il parrucchiere riusciamo ancora a stare a galla. I vigili di Massa lavorano soltanto qui, con turni quasi standard, creati ad arte, tra le 9 e le 12 del mattino e tra le 15 e le 19 del pomeriggio».
A dire il vero negli ultimi mesi una decina di negozi ha chiuso i battenti. In questi giorni tocca ad almeno altri due: il ristorante "Sorsi e bocconi", di fronte al loggiato del Duomo, espone da settimane un cartello di "chiusura per ferie" che cela invece la decisione di chiudere l'attività, e lo storico negozio di alimentari "Ceccarelli" di piazza Conca, re del baccalà dal 1915, sta cedendo l'attività. E la responsabilità è anche del Comune, in particolare dei vigili urbani, che sembrano negli ultimi tempi essersi letteralmente accaniti con chi in centro ci lavora. La mancanza dei parcheggi, unita ad una viabilità poco funzionale ed alle tante, troppe multe che fioccano ogni giorno per divieto di sosta, costringe chi ha un negozio a non lavorare.
I clienti si fermano pochi minuti e scappano perché non vogliono beccarsi una multa. A detta di molti commercianti i vigili starebbero, quasi appostati, nascosti tra via Dante e piazza Conca, o tra via Cairoli e via Guidoni per cogliere gli automobilisti in flagrante. «Non è possibile che una persona che lascia l'auto ferma vicino al negozio due minuti per comprare un filone di pane venga multata - ha detto Sandro Ceccarelli, titolare della storica bottega di piazza Conca - né che persone già in fila al bancone vengano invitate dai vigili col blocchetto in mano ad andarsene immediatamente. In questo modo io non lavoro più, dato che di parcheggi non ce ne sono, né vicini né lontani: stando così le cose, anche i clienti più affezionati preferiscono comprarlo al supermercato il pane, se devono pagarlo i 38 euro della multa per divieto di sosta». E lo zelo dei vigili a qualcuno sembra davvero eccessivo: «Ieri mattina un camion che è arrivato da me alle 9,30, quindi in ritardo di mezz'ora rispetto all'orario consentito per il carico e scarico - ha raccontato Ceccarelli - è stato invitato dai vigili a percorrere tutta via Cairoli a retromarcia, per non passare dalla Conca, come giustamente previsto dal codice della strada. Un fornitore che arriva da lontano, può anche ritardare mezzora, e allora che deve fare, non passare dal mio negozio a consegnare la merce?».
Dello stesso parere anche i commercianti che ancora ce la fanno a sbarcare il lunario: «La crisi economica che stiamo attraversando tutti non dipende certo dal Comune - ha detto Guglielmo Ceccarelli, titolare del "Caffè degli Aranci" di via Dante - Anche l'aumento dei canoni di affitto dei fondi del centro, che per 40 mq non sono mai inferiori a 2000 euro mensili si fa sentire, ma l'amministrazione non ci aiuta: se un cliente rischia una multa di 78 euro per scendere al volo e bere un caffè lasciando l'auto in divieto, senza creare intralcio, sceglierà un bar altrove, è ovvio». Particolarmente accanito contro questa situazione il fotografo Raffaele Nizza, che al suo negozio sotto i loggiati del Duomo vede affluire sempre meno gente: «Il centro storico è morto - ha detto - anche per colpa di questo accanimento dei vigili: una persona che posteggia un attimo l'auto ai piedi della scalinata del Duomo per ritirare delle foto non disturba nessuno, come non disturbano nessuno le mamme che nel pomeriggio vengono a prendere i bambini a catechismo. In questo quartiere praticamente soltanto io e il parrucchiere riusciamo ancora a stare a galla. I vigili di Massa lavorano soltanto qui, con turni quasi standard, creati ad arte, tra le 9 e le 12 del mattino e tra le 15 e le 19 del pomeriggio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
