Il Tirreno

PROSTITUZIONE AI RAGGI X

Affittava ai trans, casa confiscata

Affittava ai trans, casa confiscata

Le hanno confiscato la casa da oltre un anno perché ha affittato l'immobile a un brasiliano che di mestiere faceva il viados e che soprattutto era clandestino. La donna, una sessantenne massese difesa dall'avvocato Enzo Frediani, per la locazione chiedeva cinquecento euro (poi passati a 600)

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MASSA. Cifra che secondo il suo legale testimonia la sua buona fede (la casa è a Marina di Massa, 70 metri quadri più giardino) anche perché la signora abita distante dall'immobile confiscato e non guida l'automobile. La pigione poi è una delle sue poche fonti di reddito, visto che vive con l'anziano padre e non lavora per accudirlo.

Nonostante la buona fede, però, ha trascurato la sua proprietà e in caso di condanna questo potrebbe costarle l'immobile. Quella casetta era diventata un'abitazione a luci rosse, dove è vero che abitava il trans finito alla sbarra per sfruttamento della prostituzione, ma operavano almeno una decina di brasiliani che adescavano i clienti in via Verdi e poi li portavano a Marina. Un giro troppo grande per passare inosservato, tanto che un anno fa i carabinieri si sono messi davanti all'abitazione e hanno controllato chi erano i frequentatori. Poi li hanno anche fermati al termine delle loro prestazioni per farsi raccontare quello che accadeva dietro quelle mura. Da lì il blitz dei militari con l'arresto di Sula (il nome d'arte del trans ormai 47enne), la confisca dell'immobile e l'inizio dei guai per la sessantenne.

L'inchiesta, prima condotta dal sostituto procuratore Leonardo Tamborini poi passata nelle mani della collega Alessandra Conforti, riguardava, oltre al mondo della prostituzione maschile, anche l'immigrazione clandestina. Quando sono entrati nel villino i carabinieri avevano trovato quattro brasiliani. La casa era tutto fuorché ben tenuta. Ma gli affari andavano talmente bene che i transessuali stavano adibendo ad alcova un capanno per gli attrezzi. Un vero e proprio tugurio, ma la richiesta di prestazioni sessuali era tale (in un mese sono stati identificati un centinaio di clienti) che era dura anche trovare una decina di metri quadri dove poter esercitare. I carabinieri avevano trovato decine di falli di gomma in ogni angolo della casa. Alcuni erano finiti anche in giardino.

Un giro pazzesco, con tariffe - come hanno detto i clienti che ieri hanno testimoniato in tribunale - che andavano dai 70 ai 20 euro. Impossibile da non vedere, anche se la sessantenne giura di essere stata all'oscuro di quello che accadeva in casa sua. Anche sulla clandestinità del viados Frediani spera che l'obbligo di dimora a Massa possa essere utile per la sua difesa.

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