Attenzione
POLITICA TRA I BANCHI
Studenti in piazza, ma divisi
Chiara Sillicani
Non stupisce vedere gli studenti in strada, ma è stata la divisione tra destra e sinistra a conferire alla manifestazione di ieri mattina un clima anni' 70. I ragazzi dell'Onda raccolti in piazza Garibaldi, la piazza di sinistra per eccellenza e quelli di Lotta studentesca sotto il Comune. Divisione, sì, ma senza scontri o strascichi polemici
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MASSA. Forse per la particolare cura che amministrazione e forze dell'ordine hanno impegnato perché i due cortei non si incontrassero. Percorsi paralleli, mai incrociati. L'Onda ha sfilato di fronte a tutti gli istituti scolastici cittadini, Lotta Studentesca, dal piazzale di fronte all'Oviesse, lungo viale Chiesa, ha raggiunto il teatro. Giovani e giovanissimi: ragioni diverse e modi diversi di misurarsi con i problemi e di intendere l'istituzione scolastica. Onda studentesca scende in piazza in occasione della giornata internazionale degli studenti, senza bandiere, per ribadire che se c'è un luogo in cui la democrazia deve essere di casa, quello è la scuola. È un no secco alla riforma Gelmini quello che si leva da Piazza Garibaldi, un no «all'aziendalizzazione della scuola - spiega Filippo Ricci - che qualcuno pretende di gestire come un'impresa: bilancio quadrato a fine anno ed efficienza produttiva». In piazza Garibaldi, accanto ai giovani dell'Onda, il movimento costituitosi lo scorso anno, in risposta proprio alla riforma Gelmini, c'è anche la Rete degli studenti, il sindacato di chi vive nella scuola, alle prese con la formazione. È la rete degli studenti ad aver organizzato il colorato concerto che ieri mattina ha fatto da colonna sonora alla manifestazione di piazza Garibaldi. «Il comune - spiega Angelica Ratti, coordinatrice della Rete - ci ha offerto il patrocinio, ha messo a disposizione il palco e la corrente elettrica». Il resto lo hanno fatto loro, i ragazzi.
In piazza anche i giovani dello scientifico per ribadire il loro no al badge e quelli dell'alberghiero per chiedere ancora una volta aule, laboratori e palestra. E poco più avanti, sotto il Comune, ci sono i ragazzi di Lotta studentesca, prolungamento di Forza Nuova nel mondo della scuola. Francesco Mangiaracina, il responsabile di Lotta studentesca, quando si tratta di spiegare i motivi della protesta, ha le idee chiare: «edilizia scolastica e un netto sì al crocifisso in aula». Se per Angelica Ratti è un «simbolo religioso e la religione è un fatto personale, la scuola deve rimanere laica», per Francesco è strumento per la definizione dell'identità personale e collettiva. «Ora molti si pronunciano contro Bruxelles - precisa - ma quando si è trattato di sottoscrivere il trattato di Lisbona nessuno si è opposto».
Non è stata una protesta dal sapore internazionale quella di ieri mattina, tutt'altro. I manifestanti di Lotta studentesca, circa un centinaio, hanno puntato il dito contro gli sprechi e i mancati investimenti nell'edilizia scolastica. «Il consigliere provinciale Cesare Micheloni - preannuncia Francesco - collabora con noi ed è disponibile a presentare un'interpellanza su questi temi: un vero successo». Ma proprio la divisione toglie alla protesta la sua forza impattante. Perché due cortei? «Avevamo già fissato lo sciopero» spiegano da Lotta studentesca. «Manca la condivisione di una piattaforma comune» ribadisce la Rete. E il rischio è che in piazza scendano ancora una volta destra e sinistra, prima degli studenti.
In piazza anche i giovani dello scientifico per ribadire il loro no al badge e quelli dell'alberghiero per chiedere ancora una volta aule, laboratori e palestra. E poco più avanti, sotto il Comune, ci sono i ragazzi di Lotta studentesca, prolungamento di Forza Nuova nel mondo della scuola. Francesco Mangiaracina, il responsabile di Lotta studentesca, quando si tratta di spiegare i motivi della protesta, ha le idee chiare: «edilizia scolastica e un netto sì al crocifisso in aula». Se per Angelica Ratti è un «simbolo religioso e la religione è un fatto personale, la scuola deve rimanere laica», per Francesco è strumento per la definizione dell'identità personale e collettiva. «Ora molti si pronunciano contro Bruxelles - precisa - ma quando si è trattato di sottoscrivere il trattato di Lisbona nessuno si è opposto».
Non è stata una protesta dal sapore internazionale quella di ieri mattina, tutt'altro. I manifestanti di Lotta studentesca, circa un centinaio, hanno puntato il dito contro gli sprechi e i mancati investimenti nell'edilizia scolastica. «Il consigliere provinciale Cesare Micheloni - preannuncia Francesco - collabora con noi ed è disponibile a presentare un'interpellanza su questi temi: un vero successo». Ma proprio la divisione toglie alla protesta la sua forza impattante. Perché due cortei? «Avevamo già fissato lo sciopero» spiegano da Lotta studentesca. «Manca la condivisione di una piattaforma comune» ribadisce la Rete. E il rischio è che in piazza scendano ancora una volta destra e sinistra, prima degli studenti.
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