Il dolore
NUOVO PIANO URBANISTICO CONTESTATO
«No ad altre colate di cemento»
Cinzia Carpita
No ad altro cemento per costruire abitazioni, tutela delle aree agricole, un territorio a basso impatto ambientale e, soprattutto, la partecipazione dei cittadini alle scelte dell'ente locale
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CARRARA. E' il messaggio che diversi comitati di cittadini hanno mandato all'amministrazione Zubbani ieri, in un incontro svoltosi a palazzo civico sulle linee del nuovo piano strutturale per la Carrara del futuro, ma non solo: nella lista del malcontento ci sono le antenne della telefonia, i ponti storici, la vicenda Politeama, porto commerciale e porto turistico.
A dare voce ai comitati e associazioni, Mario Venutelli (segretario della sezione apuo lunense) e l'ing. Giovanni Giromella di Italia Nostra; Angela Ricci dei Radicali di Carrara; Marco Lucetti dell'Ageparc (associazione dei gestori di parchi e campeggi), Roberto Mallegni del comitato Anderlino, Flavio Franciosi del comitato di via Bulderini; Bianca Micheli Pellegrini del comitato per la salvaguardia dei ponti della Bugia e di Groppoli; Riccardo Canesi (ecologisti del partito democratico) del comitato per la salvaguardia del litorale apuano; Gianni Lagomarsini di Coldiretti; Claudia Bienaimè per Legambiente; una rappresentante del comitato Politeama.
Secondo Angela Ricci dei radicali Carrara corre il rischio di avere periferie degradate a ree dormitorio.
L'ex deputato dei verdi, Riccardo Canesi sostiene che il sindaco Zubbani si sta arroccando «su posizioni di debolezza» e a proposito della variante al piano strutturale, dice no all'espansione dell'edilizia abitativa. «Siamo la città più vecchia d'Italia, due morti per ogni nato. E a parte il bisogno di spazi commerciali che può avere un senso se collocati in aree già urbanizzate o dismesse, desta molta perplessità l'ulteriore previsione di crescita delle volumetrie destinate alle abitazioni in una città ormai stabile demograficamente da circa 50 anni (65.000 abitanti), anzi in leggero declino. Se le nuove volumetrie abitative previste dalla Variante 2009 fossero destinate ad edilizia economica, sociale e convenzionata potremmo essere in buona parte d'accordo ma ciò non accade perché, se andrà bene, tale tipologia di abitazioni (quella più richiesta da chi ha bisogno di case) riguarderà meno del 10 % del nuovo costruito». Un appello a favore del verde nel territorio, e poi la critica al Comune che, dice Canesi, «rinuncia a pianificare tutto il fronte mare in viale da Verrazzano (tra il Carrione e il Lavello)», affidandolo all'Autorità Portuale. Il suo è un "no" deciso all'ampliamento dello scalo mercantile: «Chi ha case in viale Da Verrazzano invece di vedere il mare vedrebbe container». Canesi ha annunciato un convegno, entro l'anno, sul consumo del suolo e l'edilizia.
Claudia Bienaimè facendo un raffronto tra l'attuale Piano Pontuale che risale al 1997 e la variante, dice che questa porterà un milione di metri cubi in più, in termini di edificazioni. «Un piano che tende a costruire», «a consumare il territorio» nel quale, afferma la Bienaimè, ci sarebbero «aree di società immobiliari o vicine all'amministrazione».
Gianni Lagomarsini dice che la Coldiretti è stata ascoltata una paio di anni fa dall'amministrazione, ma che poi le istanze dlela categoria sarebbero rimaste inascoltate, «non solo su Anderlino, ma anche per aree agricole più propriamente dette». Ritiene che l'agricoltura dovrebbe essere considerata come elemento di conservazione del territorio, «invece non si parla di filiera corta che può avere un ruolo importante, rispetti ai servizi e alla tutela dell'ambiente. Oggi l'agricoltura cerca di essere più vicina al consumatore, ne è un esempio l'azienda agricola di Abderlino».
Una voce, quella dell'Ageparc, si alza anche dalla Partaccia: «Siamo terrorizzati dal progetto del porto turistico a levante del Carrione», dice Marco Lucetti. I timori? «Impatto ambientale. Forte erosione a levante. Renderebbe non balneabile una lunga fascia di litorale».
Roberto Mallegni per gli abitanti di Anderlino ribadisce: la protesta contro la variante che trasforma l'Aurelia Sud da area agricola ad area per commercio e servizi (mentre l'area a nord resta paesaggistica); i timori di espropri, di inquinamento acustico e da polveri se aumenterà il traffico in quella zona, e del rischio idraulico per quella parte di territorio ai piedi della collina di Monteverde. Il comitato chiede la sospensione della variante.
Bianca Micheli Pellegrini porta il no del comitato all'abbattimento dei ponti storici della Bugia e di Groppoli. Ma parla anche dell'area di San Martino: dove vedrebbe bene la nuova piscina (anziché a Fossone) all'interno di un polo sportico.
Flavio Franciosi a nome di abitanti di via Bulderini a Marina, che hanno raccolto 340 firme, chiede una ulteriore regolamentazione degli impianti per la telefonia mobile. Gli abitanti di quella via protestano contro un'antenna che dovrebbe sorgere in un terreno privato «vicino alle case».
Il comitato Politeama, ricorda che il teatro Verdi, ora inagibile, «era il più grande e il più bello della Toscana. Oggi la città ne è privata. Come comitato andiamo avanti».
Mario Venutelli ha concluso: «Gli amministratori ci ascoltino. Il territorio non ha bisogno di nuove volumetrie edilizie, vanno tutelati i paesaggi agricoli. Se siamo "Zona Franca Urbana" è perché siamo fra le città più scalamate».
A dare voce ai comitati e associazioni, Mario Venutelli (segretario della sezione apuo lunense) e l'ing. Giovanni Giromella di Italia Nostra; Angela Ricci dei Radicali di Carrara; Marco Lucetti dell'Ageparc (associazione dei gestori di parchi e campeggi), Roberto Mallegni del comitato Anderlino, Flavio Franciosi del comitato di via Bulderini; Bianca Micheli Pellegrini del comitato per la salvaguardia dei ponti della Bugia e di Groppoli; Riccardo Canesi (ecologisti del partito democratico) del comitato per la salvaguardia del litorale apuano; Gianni Lagomarsini di Coldiretti; Claudia Bienaimè per Legambiente; una rappresentante del comitato Politeama.
Secondo Angela Ricci dei radicali Carrara corre il rischio di avere periferie degradate a ree dormitorio.
L'ex deputato dei verdi, Riccardo Canesi sostiene che il sindaco Zubbani si sta arroccando «su posizioni di debolezza» e a proposito della variante al piano strutturale, dice no all'espansione dell'edilizia abitativa. «Siamo la città più vecchia d'Italia, due morti per ogni nato. E a parte il bisogno di spazi commerciali che può avere un senso se collocati in aree già urbanizzate o dismesse, desta molta perplessità l'ulteriore previsione di crescita delle volumetrie destinate alle abitazioni in una città ormai stabile demograficamente da circa 50 anni (65.000 abitanti), anzi in leggero declino. Se le nuove volumetrie abitative previste dalla Variante 2009 fossero destinate ad edilizia economica, sociale e convenzionata potremmo essere in buona parte d'accordo ma ciò non accade perché, se andrà bene, tale tipologia di abitazioni (quella più richiesta da chi ha bisogno di case) riguarderà meno del 10 % del nuovo costruito». Un appello a favore del verde nel territorio, e poi la critica al Comune che, dice Canesi, «rinuncia a pianificare tutto il fronte mare in viale da Verrazzano (tra il Carrione e il Lavello)», affidandolo all'Autorità Portuale. Il suo è un "no" deciso all'ampliamento dello scalo mercantile: «Chi ha case in viale Da Verrazzano invece di vedere il mare vedrebbe container». Canesi ha annunciato un convegno, entro l'anno, sul consumo del suolo e l'edilizia.
Claudia Bienaimè facendo un raffronto tra l'attuale Piano Pontuale che risale al 1997 e la variante, dice che questa porterà un milione di metri cubi in più, in termini di edificazioni. «Un piano che tende a costruire», «a consumare il territorio» nel quale, afferma la Bienaimè, ci sarebbero «aree di società immobiliari o vicine all'amministrazione».
Gianni Lagomarsini dice che la Coldiretti è stata ascoltata una paio di anni fa dall'amministrazione, ma che poi le istanze dlela categoria sarebbero rimaste inascoltate, «non solo su Anderlino, ma anche per aree agricole più propriamente dette». Ritiene che l'agricoltura dovrebbe essere considerata come elemento di conservazione del territorio, «invece non si parla di filiera corta che può avere un ruolo importante, rispetti ai servizi e alla tutela dell'ambiente. Oggi l'agricoltura cerca di essere più vicina al consumatore, ne è un esempio l'azienda agricola di Abderlino».
Una voce, quella dell'Ageparc, si alza anche dalla Partaccia: «Siamo terrorizzati dal progetto del porto turistico a levante del Carrione», dice Marco Lucetti. I timori? «Impatto ambientale. Forte erosione a levante. Renderebbe non balneabile una lunga fascia di litorale».
Roberto Mallegni per gli abitanti di Anderlino ribadisce: la protesta contro la variante che trasforma l'Aurelia Sud da area agricola ad area per commercio e servizi (mentre l'area a nord resta paesaggistica); i timori di espropri, di inquinamento acustico e da polveri se aumenterà il traffico in quella zona, e del rischio idraulico per quella parte di territorio ai piedi della collina di Monteverde. Il comitato chiede la sospensione della variante.
Bianca Micheli Pellegrini porta il no del comitato all'abbattimento dei ponti storici della Bugia e di Groppoli. Ma parla anche dell'area di San Martino: dove vedrebbe bene la nuova piscina (anziché a Fossone) all'interno di un polo sportico.
Flavio Franciosi a nome di abitanti di via Bulderini a Marina, che hanno raccolto 340 firme, chiede una ulteriore regolamentazione degli impianti per la telefonia mobile. Gli abitanti di quella via protestano contro un'antenna che dovrebbe sorgere in un terreno privato «vicino alle case».
Il comitato Politeama, ricorda che il teatro Verdi, ora inagibile, «era il più grande e il più bello della Toscana. Oggi la città ne è privata. Come comitato andiamo avanti».
Mario Venutelli ha concluso: «Gli amministratori ci ascoltino. Il territorio non ha bisogno di nuove volumetrie edilizie, vanno tutelati i paesaggi agricoli. Se siamo "Zona Franca Urbana" è perché siamo fra le città più scalamate».
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