Il Tirreno

la Ztl non c’entra

Via S. Maria, chiusi 7 negozi

Alessandra Vivoli
Via Santa Maria: tanti negozi chiudono
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Via Santa Maria: tanti negozi chiudono

Se è vero che il commercio ai tempi della crisi si misura dal numero di saracinesche abbassate e fondi sfitti, quello che arriva dal centro storico della città è un vero e proprio grido di allarme

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CARRARA. Sette attività chiuse in via Santa Maria e cartelli con scritto «vendesi» e «affittasi» un po' dovunque, da via Mazzini (dove chiudono i parrucchieri Arya) a piazza Alberica. I commercianti, quelli che resistono, si rimboccano le maniche e - questa è la novità - non danno la colpa alla Ztl. Anzi. E intanto c'è anche chi, invece, pensa ad ampliare l'attività.

Morìa di negozi nel centro storico.
Una volta era considerato il salotto buono della città. Adesso il centro storico fa i conti con la crisi che si fa sentire soprattutto nel mondo del commercio.
Via Santa Maria, la strada che conduce al Duomo passando davanti alla storica dimora di Emanuele Repetti, è un esempio lampante della morìa di negozi che ha investito il centro città.
Sette attività non esistono più: una, il Centro foto aperto con grande coraggio, e altrettanto grandi progetti, da due giovani versiliesi, ha chiuso i battenti dopo nemmeno un anno di attività. Altri hanno resistito più a lungo, come il negozio di antiquariato, e parecchi fondi sono in affitto con le serrande chiuse ormai da anni.

Nuova Venti si è ristretto.
Proprio in via Santa Maria c'è un «caso» commerciale particolare: un negozio, Nuova Venti, che dal fondo storico e grandissimo (del mitico negozio Martini) ha traslocato proprio pochi metri accanto. In un fondo decisamente ridotto rispetto alla collocazione originale. «Questa è stata una scelta dettata dalle condizioni in cui versa la città - spiega il titolare Gianni Sergiampietri - In questa strada il passeggio si è drasticamente ridotto negli ultimi anni, giovani se ne vedono sempre meno e quindi mantenere un negozio come quello che gestivo prima era diventato improponibile».
Un ridimensionamento che, spiega Sergiampietri, non ha nulla a che vedere con la Ztl in centro.
«Sarebbe assolutamente ingiusto prendersela con la pedonalizzazione del centro - spiega - anche perché la crisi c'era da prima e non credo che la chiusura al traffico abbia peggiorato le cose. Certe situazioni, fondi sfitti e serrande chiuse, esistono da anni: sono lo specchio della crisi ma anche di un commercio che qui in città è poco concentrato, ci sono strade dove per tre negozi aperti e in attività ci sono più del doppio di fondi chiusi».

La boutique Alex pensa ad ampliarsi.
La sua titolare, Alessandra Caffaz, è diventata famosa per la battaglia contro la Ztl. La sua boutique, Alex, rappresenta una realtà commerciale che va controcorrente: perché qui di clientela ne passa davvero parecchia. E gli affari vanno bene, nonostante la crisi.
Dopo il calo dei mesi estivi («giugno e luglio sono stati davvero terribili» commenta la Caffaz) il negozio lavora a pieno ritmo e pensa in grande: «Magari potessimo ampliarci - dice la titolare - un po' di spazio in più ci servirebbe proprio. Ma rimanendo sempre in piazza Alberica».

Martinelli: funziona la fidelizzazione dei clienti.
È uno dei negozi simbolo del centro storico. E, proprio in via Santa Maria, la boutique Martinelli ha da poco rinnovato i locali mantenendo intatta la tradizione del negozio, ma con un occhio alla modernità. Una vera e propria sfida. «Noi nel centro storico ci crediamo - dicono dalla boutique Martinelli - ma è chiaro che in questo periodo bisogna fare i conti con la crisi. Certo una strada con tanti fondi chiusi non è troppo invitante ma a fare la differenza, in momenti come questi, sono i clienti fidelizzati, quelli che da anni ci conoscono e acquistano da noi». Ma a fare la differenza è anche l'impegno dei commercianti stessi: «In vista del Natale - concludono da Martinelli - siamo pronti alle aperture domenicali e ad aderire alle varie iniziative per portare sempre più gente in città».

Via Mazzini protesta: niente mercato e strada chiusa.
Davvero un lunedì nero per il commercio. Al grido d'allarme del centro storico si aggiunge la protesta di via Mazzini dove bancarelle non ce ne sono più ma ogni lunedì, ormai da qualche settimana, la strada è chiusa da una transenna: inibita al traffico e al parcheggio. Una situazione che ha fatto insorgere il comitato spontaneo dei commercianti di via Mazzini, costituitosi nel mese d'agosto per sensibilizzare gli amministratori affinché lasciassero la strada a disposizione del mercato del lunedì.
E adesso, dopo il trasloco delle bancarelle, il comitato denuncia: «la mancanza d'organizzazione dei responsabili alle dislocazioni dei banchi, perché da alcune settimane il tratto finale di Via Mazzini, pur rimanendo interdetto al traffico non è occupato da alcun banco».
«È una situazione insostenibile e irragionevole - scrive un promotore del comitato, Lamberto Bugliani della ricevitoria lotto di via Mazzini - con la strada chiusa e senza la presenza dei banchi, la zona sembra una di quelle delimitate per una pestilenza, non si vede nessuno, le attività commerciali stanno subendo altri danni, non ci rimane che chiudere anche noi come i barbieri».
Quanto basta per alimentare la protesta di via Mazzini dove, a detta del comitato formato dai commercianti: «non passa più nessuno». «I dirigenti e i funzionari che hanno eseguito tali ordinanze dove sono? - prosegue la nota del comitato - Sarebbe così semplice spalmare tutti i banchi per la superficie a disposizione, ma per questo c'è bisogno di tempo e di ragionamento».

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