Il dolore
Furto
Rubano cassaforte al Copac
Cinzia Carpita
◗
La porta e il cancello danneggiati del magazzino Copac nel centro Tuscania e una veduta della sede della cooperativa alimentareDi notte sfondano il cancello del magazzino ma arrivano gli agenti di vigilanza Inseguimento ad Avenza
3 MINUTI DI LETTURA
AVENZA. Rubano di notte la cassaforte del magazzino alimentari Copac di Avenza, la caricano su un furgone, ma scoperti dalla vigilanza notturna, fuggono a forte velocità, e dopo pochi chilometri perdono il carico e il portellone del mezzo. Riescono tuttavia a dileguarsi. Ora li stanno attivamente cercando polizia e carabinieri. Gli uomini dell'Arma hanno recuperato il forziere, ancora chiuso.
Tutto questo è accaduto l'altra notte poco dopo le 22, quando alla centrale operativa dell'istituto di vigilanza La Polizia Privata, è scattato l'allarme collegato al magazzino Copac situato nel centro Tuscania ad Avenza nei pressi dell'Esselunga.
Subito è stata inviata sul posto una pattuglia dell'istituto di vigilanza. Gli egenti arrivati al magazzino hanno notato che uno dei cancelli era divelto, e improvvisamente un furgone Iveco di colore bianco è uscito all'impazzata, sgommando e rischiando anche di scontrarsi con l'auto di servizio della vigilanza.
Gli agenti, insospettiti, lo hanno seguito in direzione di Massa, perdendone però le tracce nella zona dell'ex Dalmine. Del fatto, hanno avvisato subito la Questura di Massa che ha inviato pattuglie nella zona. Sono intervenuti anche i carabinieri di Massa e di Carrara.
Sono stati eseguiti accertamenti presso il magazzino Copac, dove si è recato nella stessa notte, avvisato dell'accaduto, il presidente Giorgio Coli di 62 anni. «Ho constatato che il cancello - racconta Coli - era stato sfondato, l'ingresso del magazzino era stato forzato, la cassaforte, che è anche pesante, era sparita. I ladri devono essere andati a colpo sicuro, perché nei cassetti dell'ufficio c'erano circa 300 euro in contanti, ma non sono stati toccati. Gli "ignoti", hanno preso la cassaforte, contenente documenti interni del magazzino e circa mille euro»: una cifra che pare servisse solo per la corrente amministrazione. «Infatti - spiega Coli - gli incassi della nostra attività, non li teniamo nella sede. Per caricare la cassaforte sul furgone sul quale sono stati visti scappare, i ladri hanno utilizzano uno dei nostri muletti. Poi ho saputo che i carabinieri avevano trovato la cassaforte in via Dorsale». Sulla strada c'era anche un portellone, probabilmente quello del mezzo usato per il furto. Deve essersi staccato durante la folle fuga, finendo sulla strada assieme al forziere, che, recuperato dai carabinieri, e dopo gli accertamenti tecnici, è stato riconsegnato al magazzino Copac. Era ammaccato ma ancora ben chiuso: i malviventi. fuggiti precipitosamente, non hanno avuto il tempo di forzarlo.
Sono in corso le indagini per cercare di individuare il furgone (non si esclude che possa essere stato rubato da qualche parte per compiere il furto) e i malviventi.
«Non è la prima volta - dice il presidente della Copac - che subiamo tentativi di furti. In cinque anni, gli episodi sono stati sette od otto, e in due casi è stata presa di mira in particolare la cassaforte: la prima volta hanno cercato di rubarla a gennaio, ma è scattato l'allarme, e sono fuggiti lasciandola nel magazzino».
L'ora per entrare in azione l'altra notte, i malviventi devono averla scelta appositamente: «Alle 22 - dice Coli - in questa zona c'è ancora movimento. Ci sono bar, un ristorante, dei circoli. Quindi nessuno fa caso ai veicoli in transito».
Tutto questo è accaduto l'altra notte poco dopo le 22, quando alla centrale operativa dell'istituto di vigilanza La Polizia Privata, è scattato l'allarme collegato al magazzino Copac situato nel centro Tuscania ad Avenza nei pressi dell'Esselunga.
Subito è stata inviata sul posto una pattuglia dell'istituto di vigilanza. Gli egenti arrivati al magazzino hanno notato che uno dei cancelli era divelto, e improvvisamente un furgone Iveco di colore bianco è uscito all'impazzata, sgommando e rischiando anche di scontrarsi con l'auto di servizio della vigilanza.
Gli agenti, insospettiti, lo hanno seguito in direzione di Massa, perdendone però le tracce nella zona dell'ex Dalmine. Del fatto, hanno avvisato subito la Questura di Massa che ha inviato pattuglie nella zona. Sono intervenuti anche i carabinieri di Massa e di Carrara.
Sono stati eseguiti accertamenti presso il magazzino Copac, dove si è recato nella stessa notte, avvisato dell'accaduto, il presidente Giorgio Coli di 62 anni. «Ho constatato che il cancello - racconta Coli - era stato sfondato, l'ingresso del magazzino era stato forzato, la cassaforte, che è anche pesante, era sparita. I ladri devono essere andati a colpo sicuro, perché nei cassetti dell'ufficio c'erano circa 300 euro in contanti, ma non sono stati toccati. Gli "ignoti", hanno preso la cassaforte, contenente documenti interni del magazzino e circa mille euro»: una cifra che pare servisse solo per la corrente amministrazione. «Infatti - spiega Coli - gli incassi della nostra attività, non li teniamo nella sede. Per caricare la cassaforte sul furgone sul quale sono stati visti scappare, i ladri hanno utilizzano uno dei nostri muletti. Poi ho saputo che i carabinieri avevano trovato la cassaforte in via Dorsale». Sulla strada c'era anche un portellone, probabilmente quello del mezzo usato per il furto. Deve essersi staccato durante la folle fuga, finendo sulla strada assieme al forziere, che, recuperato dai carabinieri, e dopo gli accertamenti tecnici, è stato riconsegnato al magazzino Copac. Era ammaccato ma ancora ben chiuso: i malviventi. fuggiti precipitosamente, non hanno avuto il tempo di forzarlo.
Sono in corso le indagini per cercare di individuare il furgone (non si esclude che possa essere stato rubato da qualche parte per compiere il furto) e i malviventi.
«Non è la prima volta - dice il presidente della Copac - che subiamo tentativi di furti. In cinque anni, gli episodi sono stati sette od otto, e in due casi è stata presa di mira in particolare la cassaforte: la prima volta hanno cercato di rubarla a gennaio, ma è scattato l'allarme, e sono fuggiti lasciandola nel magazzino».
L'ora per entrare in azione l'altra notte, i malviventi devono averla scelta appositamente: «Alle 22 - dice Coli - in questa zona c'è ancora movimento. Ci sono bar, un ristorante, dei circoli. Quindi nessuno fa caso ai veicoli in transito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
