Finanza
Influenza A
Tutti a casa, c'è l'influenza A
Rossana Lazzini
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Vaccini in un laboratorioLa paura per l'influenza A arriva anche in città. Alla scuola elementare di Volpigliano nei giorni scorsi una classe intera, la prima, ha disertato le lezioni. Soltanto 4 bambini, su circa 20, si erano presentati al suono della campanella
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MASSA. La paura per l'influenza A arriva anche in città. Alla scuola elementare di Volpigliano nei giorni scorsi una classe intera, la prima, ha disertato le lezioni. Soltanto 4 bambini, su circa 20, si erano presentati al suono della campanella delle 8.30. Sono tornati a casa anche loro.
«Siamo preoccupate - racconta una mamma - non sappiamo come comportarci. Le informazioni che arrivano quotidianamente non ci tranquillizzano affatto, anzi ci confondono ulteriormente. In questi giorni diversi bambini presentavano sintomi da raffreddamento, probabilmente soltanto semplice influenza ma abbiamo comunque preferito tenere i nostri figli a casa».
Non solo la prima ha disertato le lezioni: le assenze sono numerose anche nelle altre classi e anche negli altri istituti scolastici cittadini. «Esiste una circolare - raccontano ancora alcuni genitori - che ci invita a tenere a casa i nostri figli quando hanno febbre, raffreddore e mal di gola e in questo periodo è facile che i bambini presentino sintomi di questo tipo».
Secondo alcune mamme, però, ci vorrebbe maggiore chiarezza anche da parte dei pediatri. «Mia figlia ad esempio soffre di tonsillite e in questo periodo, spesso, ha mal di gola. Seguendo queste indicazioni dovrei tenerla a casa per intere settimane. Ho provato a chiedere al mio pediatra, il quale non ha saputo spiegarmi quale differenza c'è tra i sintomi dell'influenza A e di quella normale. Mia figlia ha avuto anche la febbre alta, il pediatra però si è rifiutato di venire a visitarla a casa. Al pronto soccorso mi hanno detto che è meglio non portare i bambini in ospedale. Insomma, un caos e noi genitori non sappiamo come fare a tutelare i nostri figli».
Confusione che porta al risultato di classi vuote o semivuote. «A scuola hanno cercato di tranquillizzarci - proseguono - e ora riporteremo i nostri figli in classe ma la paura resta».
Episodi simili sono avvenuti anche in altre scuole. «Nei giorni scorsi - racconta un'altra mamma - sono stata ripresa da una maestra perchè ho portato mio figlio a scuola con il raffreddore e il mal di gola. La maestra arrabbiata mi ha detto che dovevo tenerlo a casa fino a quando non fosse guarito. Ho dovuto riportarlo a casa anche se era soltanto un po' raffreddato».
Insomma: mentre le istituzioni sanitarie tranquillizzano e minimizzano, nelle scuole crescono i timori, generati - come ci pare in questo caso - anche da informazioni poco chiare e contraddittorie sulla temuta "pandemia".
«Siamo preoccupate - racconta una mamma - non sappiamo come comportarci. Le informazioni che arrivano quotidianamente non ci tranquillizzano affatto, anzi ci confondono ulteriormente. In questi giorni diversi bambini presentavano sintomi da raffreddamento, probabilmente soltanto semplice influenza ma abbiamo comunque preferito tenere i nostri figli a casa».
Non solo la prima ha disertato le lezioni: le assenze sono numerose anche nelle altre classi e anche negli altri istituti scolastici cittadini. «Esiste una circolare - raccontano ancora alcuni genitori - che ci invita a tenere a casa i nostri figli quando hanno febbre, raffreddore e mal di gola e in questo periodo è facile che i bambini presentino sintomi di questo tipo».
Secondo alcune mamme, però, ci vorrebbe maggiore chiarezza anche da parte dei pediatri. «Mia figlia ad esempio soffre di tonsillite e in questo periodo, spesso, ha mal di gola. Seguendo queste indicazioni dovrei tenerla a casa per intere settimane. Ho provato a chiedere al mio pediatra, il quale non ha saputo spiegarmi quale differenza c'è tra i sintomi dell'influenza A e di quella normale. Mia figlia ha avuto anche la febbre alta, il pediatra però si è rifiutato di venire a visitarla a casa. Al pronto soccorso mi hanno detto che è meglio non portare i bambini in ospedale. Insomma, un caos e noi genitori non sappiamo come fare a tutelare i nostri figli».
Confusione che porta al risultato di classi vuote o semivuote. «A scuola hanno cercato di tranquillizzarci - proseguono - e ora riporteremo i nostri figli in classe ma la paura resta».
Episodi simili sono avvenuti anche in altre scuole. «Nei giorni scorsi - racconta un'altra mamma - sono stata ripresa da una maestra perchè ho portato mio figlio a scuola con il raffreddore e il mal di gola. La maestra arrabbiata mi ha detto che dovevo tenerlo a casa fino a quando non fosse guarito. Ho dovuto riportarlo a casa anche se era soltanto un po' raffreddato».
Insomma: mentre le istituzioni sanitarie tranquillizzano e minimizzano, nelle scuole crescono i timori, generati - come ci pare in questo caso - anche da informazioni poco chiare e contraddittorie sulla temuta "pandemia".
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