Attenzione
Riqualificazione territoriale
No ai progetti per Quercioli
◗
PIANO INTEGRATO. Prevede interventi a Quercioli e alla stazioneÈ uno degli strumenti previsti dalla pianificazione urbanistica. Si chiama Piano integrato di intervento. Un nome complesso per indicare un progetto definito dall'amministrazione, nel pieno rispetto della pianificazione locale e regionale, per la riqualificazione territoriale e sociale di un'area
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. È uno degli strumenti previsti dalla pianificazione urbanistica. Si chiama Piano integrato di intervento. Un nome complesso per indicare un progetto definito dall'amministrazione, nel pieno rispetto della pianificazione locale e regionale, per la riqualificazione territoriale e sociale di un'area. Il Comune ne ha elaborato uno per la zona di Quercioli e della stazione.
Ma le idee dell'amministrazione non piacciono a tutti. E aumentano i dissapori, non solo negli ambienti dell'opposizione, ma anche tra i cittadini. Anzi a qualcuno i progetti targati giunta Pucci piacciono così poco da pensare ad una raccolta di firme. E non si tratta di qualche nome, ma di una lista di 238 persone che dicono "no". No, in particolare, ai progetti che riguardano la zona della stazione e il vicino quartiere dei Quercioli. Tutto comincia con una lettera scritta da Franco Frediani e inviata per raccomandata al Comune, l'8 ottobre scorso. L'autore mette le osservazioni nero su bianco, le fa protocollare, ma non riceve risposta. Quelle osservazioni, però sono condivise anche da altri. Da tanti altri, 238 persone appunto. E il loro interlocutore è il sindaco a cui chiedono di riflettere sul piano integrato e sull'occupazione «del suolo tout court, senza il minimo sforzo di approfondimento con uno studio morfologico- urbanistico». Soprattutto i cittadini esprimono preoccupazione per l'eventuale allungamento del viale della stazione, fino alla piazza che verrebbe «devastata». Non solo, i firmatari del documento ritengono che alcune scelte e in particolare quella di «costruire palazzoni di cinque piani sul lato a mare» sarebbe contraria allo strumento urbanistico del piano regolatore generale «che prevede - spiegano - altezze massime di 7 metri». Quei palazzi, inoltre, deturperebbero il paesaggio, impedendo la vista delle montagne e del Castello Malaspina. Dubbi anche sugli interventi di edilizia popolare che, secondo le 238 persone, sarebbero un primo passo, per come concepiti, per «una vera e propria ghettizzazione, come accaduto ai Poggi». Nel mirino anche la progettazione in tema di parcheggi e viabilità. «È inaccettabile l'assenza di un serio studio di viabilità - si legge nel documento sottoscritto - Così come elaborata creerebbe notevoli disagi, soprattutto su via Rinchisotra già stretta. E peggio ancora sarebbe per il ponticello accanto al Conad di via Carducci dove, in certi orari, si creano veri e propri ingorghi». E per i 238 firmatari anche i parcheggi, come previsti, sarebbero una nota dolente. Tutti in superficie «non interrati come indica la moderna urbanistica, sottrarrebbero spazi al verde pubblico e diverrebbero presto centri di furti e saccheggi». Per questo i cittadini di Quercioli chiedono un passo indietro al sindaco perché ripensi alle volumetrie edificabili. E scrivono all'assessore regionale al territorio, Riccardo Conti e alla soprintendenza di Lucca.
Ma le idee dell'amministrazione non piacciono a tutti. E aumentano i dissapori, non solo negli ambienti dell'opposizione, ma anche tra i cittadini. Anzi a qualcuno i progetti targati giunta Pucci piacciono così poco da pensare ad una raccolta di firme. E non si tratta di qualche nome, ma di una lista di 238 persone che dicono "no". No, in particolare, ai progetti che riguardano la zona della stazione e il vicino quartiere dei Quercioli. Tutto comincia con una lettera scritta da Franco Frediani e inviata per raccomandata al Comune, l'8 ottobre scorso. L'autore mette le osservazioni nero su bianco, le fa protocollare, ma non riceve risposta. Quelle osservazioni, però sono condivise anche da altri. Da tanti altri, 238 persone appunto. E il loro interlocutore è il sindaco a cui chiedono di riflettere sul piano integrato e sull'occupazione «del suolo tout court, senza il minimo sforzo di approfondimento con uno studio morfologico- urbanistico». Soprattutto i cittadini esprimono preoccupazione per l'eventuale allungamento del viale della stazione, fino alla piazza che verrebbe «devastata». Non solo, i firmatari del documento ritengono che alcune scelte e in particolare quella di «costruire palazzoni di cinque piani sul lato a mare» sarebbe contraria allo strumento urbanistico del piano regolatore generale «che prevede - spiegano - altezze massime di 7 metri». Quei palazzi, inoltre, deturperebbero il paesaggio, impedendo la vista delle montagne e del Castello Malaspina. Dubbi anche sugli interventi di edilizia popolare che, secondo le 238 persone, sarebbero un primo passo, per come concepiti, per «una vera e propria ghettizzazione, come accaduto ai Poggi». Nel mirino anche la progettazione in tema di parcheggi e viabilità. «È inaccettabile l'assenza di un serio studio di viabilità - si legge nel documento sottoscritto - Così come elaborata creerebbe notevoli disagi, soprattutto su via Rinchisotra già stretta. E peggio ancora sarebbe per il ponticello accanto al Conad di via Carducci dove, in certi orari, si creano veri e propri ingorghi». E per i 238 firmatari anche i parcheggi, come previsti, sarebbero una nota dolente. Tutti in superficie «non interrati come indica la moderna urbanistica, sottrarrebbero spazi al verde pubblico e diverrebbero presto centri di furti e saccheggi». Per questo i cittadini di Quercioli chiedono un passo indietro al sindaco perché ripensi alle volumetrie edificabili. E scrivono all'assessore regionale al territorio, Riccardo Conti e alla soprintendenza di Lucca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
