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Sport Provincia
In azzurro lo svincolato Mannucci
Luca Santoni
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Il tecnico Lavezzini a LuniGrande novità sul fronte mercato per la Carrarese. La società di piazza Vittorio Veneto è ad un passo dall'ingaggio dello svincolato Osvaldo Mannucci, 34enne ex Gubbio, nato il 29 dicembre del '75 a Montevarchi e autentico jolly
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CARRARA. Grande novità sul fronte mercato per la Carrarese. La società di piazza Vittorio Veneto è ad un passo dall'ingaggio dello svincolato Osvaldo Mannucci, 34enne ex Gubbio, nato il 29 dicembre del '75 a Montevarchi e autentico jolly in grado di giocare in mediana e soprattutto su entrambe le fasce di difesa e centrocampo. Un vero e proprio factotum che Lavezzini dovrebbe utilizzare come terzino sinistro.
Mannucci da giovedì è in prova a Luni, dopo essersi allenato fino a ottobre con la Sangiovannese, altra sua ex squadra. Parecchie sono le casacche indossate dal giocatore nel corso della sua già lunga carriera, iniziata nel 1994-95 a Montevarchi in C2. Per lui Cecina, sempre in C2, poi la D con L'Aquila, Isernia, Latina e Terracina, prima del doppio salto in C1 con la Viterbese nel 2001-02 (tre stagioni). Nel 2004-05 Ancona in C2 poi dal 2006 di nuovo C1 con Sangiovannese e Lucchese, dove tra l'altro ha conosciuto Bonfanti. Nel novembre 2007 il ritorno a Viterbo in C2 e nel 2008 l'esperienza a Gubbio, prossimo avversario della Carrarese.
Beoni, il doppio ex. A proposito di ex eugubini, ce n'è uno che ben conosce la nostra piazza. Stiamo parlando di mister Loris Beoni: l'anno scorso sulla panchina rossoblu fino all'esonero di febbraio con la squadra in zona playoff e un ruolino di 18 risultati utili consecutivi (un record per il Gubbio); nel 2007-08 timoniere della Carrarese del Centenario, l'ultima dell'era Fontanili. Forse la formazione che negli ultimi anni ha fatto vedere il miglior calcio offensivo a Carrara, fino allo scoppio del famoso "caso Zaniolo". Il tecnico aretino, attualmente senza squadra, presenta così la sfida di domani: «Credo che l'aspetto più importante di questa partita riguarderà la Carrarese, visto che in settimana la squadra ha perso il vecchio allenatore. C'è stato il cambio in panchina e bisognerà verificare l'aspetto psicologico dei giocatori di fronte a questa situazione. Al di là di ciò, Carrarese e Gubbio sono due buone formazioni, che hanno dei valori e credo che giocheranno entrambe a viso aperto. Sarà una partita aperta a tutti e tre i risultati e potrà spuntarla chi riuscirà a interpretarla nel miglior modo. La classifica d'altronde è ancora molto corta. Il campionato è equilibratissimo ed è facile essere smentiti. Di certo c'è che il livello della C2 quest'anno è veramente molto basso».
Chi potrà essere decisivo?
«Le individualità maggiori le ha il Gubbio, ma credo che la freschezza, la gioventù e il brio della Carrarese possano favorirla nel risultato. La squadra ha un settore offensivo interessante con i vari Granito e Bonfanti. Poi ci sono giovani molto forti come Bariti e Bigazzi che potranno dare molto fastidio alla difesa del Gubbio. Anche la Carrarese comunque dovrà stare molto attenta alla qualità del Gubbio. Corallo è squalificato, ma il loro reparto offensivo rimane fortissimo con Rivaldo, Marotta e soprattutto Casoli che sta facendo bene. In mezzo al campo poi loro possono contare sulla classe di Sandreani».
Il 10 marzo 2008 arrivava l'esonero da tecnico della Carrarese. Qualche rimpianto?
«Mi porto dietro la delusione per un progetto che non è riuscito a evolversi come poteva, perché quella squadra aveva le potenzialità per fare grandi cose, ma sono rimasto sentimentalmente legato a quell'ambiente. Voglio bene a Carrara. Lì ho conosciuto diverse persone con le quali ho legato in maniera particolare, anche se non ci sentiamo da un po'. Non posso scordare quella che io chiamo "La banda di Luni" e chi c'era sa a cosa mi riferisco. Con Walter Devoti, il dottor Teneggi, lo stesso presidente Fontanili e con tutta la dirigenza ho avuto un bellissimo rapporto. Anche per questo mi è estremamente dispiaciuto terminare anzitempo quell'avventura».
Mannucci da giovedì è in prova a Luni, dopo essersi allenato fino a ottobre con la Sangiovannese, altra sua ex squadra. Parecchie sono le casacche indossate dal giocatore nel corso della sua già lunga carriera, iniziata nel 1994-95 a Montevarchi in C2. Per lui Cecina, sempre in C2, poi la D con L'Aquila, Isernia, Latina e Terracina, prima del doppio salto in C1 con la Viterbese nel 2001-02 (tre stagioni). Nel 2004-05 Ancona in C2 poi dal 2006 di nuovo C1 con Sangiovannese e Lucchese, dove tra l'altro ha conosciuto Bonfanti. Nel novembre 2007 il ritorno a Viterbo in C2 e nel 2008 l'esperienza a Gubbio, prossimo avversario della Carrarese.
Beoni, il doppio ex. A proposito di ex eugubini, ce n'è uno che ben conosce la nostra piazza. Stiamo parlando di mister Loris Beoni: l'anno scorso sulla panchina rossoblu fino all'esonero di febbraio con la squadra in zona playoff e un ruolino di 18 risultati utili consecutivi (un record per il Gubbio); nel 2007-08 timoniere della Carrarese del Centenario, l'ultima dell'era Fontanili. Forse la formazione che negli ultimi anni ha fatto vedere il miglior calcio offensivo a Carrara, fino allo scoppio del famoso "caso Zaniolo". Il tecnico aretino, attualmente senza squadra, presenta così la sfida di domani: «Credo che l'aspetto più importante di questa partita riguarderà la Carrarese, visto che in settimana la squadra ha perso il vecchio allenatore. C'è stato il cambio in panchina e bisognerà verificare l'aspetto psicologico dei giocatori di fronte a questa situazione. Al di là di ciò, Carrarese e Gubbio sono due buone formazioni, che hanno dei valori e credo che giocheranno entrambe a viso aperto. Sarà una partita aperta a tutti e tre i risultati e potrà spuntarla chi riuscirà a interpretarla nel miglior modo. La classifica d'altronde è ancora molto corta. Il campionato è equilibratissimo ed è facile essere smentiti. Di certo c'è che il livello della C2 quest'anno è veramente molto basso».
Chi potrà essere decisivo?
«Le individualità maggiori le ha il Gubbio, ma credo che la freschezza, la gioventù e il brio della Carrarese possano favorirla nel risultato. La squadra ha un settore offensivo interessante con i vari Granito e Bonfanti. Poi ci sono giovani molto forti come Bariti e Bigazzi che potranno dare molto fastidio alla difesa del Gubbio. Anche la Carrarese comunque dovrà stare molto attenta alla qualità del Gubbio. Corallo è squalificato, ma il loro reparto offensivo rimane fortissimo con Rivaldo, Marotta e soprattutto Casoli che sta facendo bene. In mezzo al campo poi loro possono contare sulla classe di Sandreani».
Il 10 marzo 2008 arrivava l'esonero da tecnico della Carrarese. Qualche rimpianto?
«Mi porto dietro la delusione per un progetto che non è riuscito a evolversi come poteva, perché quella squadra aveva le potenzialità per fare grandi cose, ma sono rimasto sentimentalmente legato a quell'ambiente. Voglio bene a Carrara. Lì ho conosciuto diverse persone con le quali ho legato in maniera particolare, anche se non ci sentiamo da un po'. Non posso scordare quella che io chiamo "La banda di Luni" e chi c'era sa a cosa mi riferisco. Con Walter Devoti, il dottor Teneggi, lo stesso presidente Fontanili e con tutta la dirigenza ho avuto un bellissimo rapporto. Anche per questo mi è estremamente dispiaciuto terminare anzitempo quell'avventura».
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