Il Tirreno

L'inchiesta

«Ha violentato mia figlia»

«Ha violentato mia figlia»

Una presunta violenza sessuale ai danni di una bambina di meno di dieci anni: è questa l'ipotesi sconvolgente al centro di un'indagine dei carabinieri e della magistratura

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LUNIGIANA. Una presunta violenza sessuale ai danni di una bambina di meno di dieci anni: è questa l'ipotesi sconvolgente al centro di un'indagine dei carabinieri e della magistratura. Una indagine delicatissima, per una vicenda dolorosa e dai contorni incerti, di cui si parla tra gli abitanti di una località lunigianese, che non indichiamo per tutelare la presunta vittima.
Del caso si stanno occupando, come detto, anche i carabinieri che hanno già provveduto a informare della vicenda la magistratura.
In attesa di quelli che saranno gli eventuali sviluppi, ci limitiamo a riassumere quanto in sostanza è contenuto nel rapporto dei carabinieri. Una vicenda sconvolgente che vedrebbe coinvolta la ragazzina chr - il condizionale è d'obbligo - avrebbe subito pesanti attenzioni sessuali da parte di un non meglio identificato adulto.
Tutto da verificare, dunque, ciò che si sarebbe verificato in un quartiere popolare dove risiedono anche alcune famiglie dalla difficile situazione economica, per questo già seguite dagli assistenti sociali.
A quanto risulta, sarebbe stato il papà della stessa presunta vittima a fare un angosciante racconto nei locali pubblici del paese, accusando espressamente della violenza un adulto di sua conoscenza.
È così che attraverso il tam-tam popolare questa brutta vicenda ha presto varcato i confini del paese, provocando in quanti l'hanno ascoltata, indignazione e apprensione per le sorti della minore, che in questi giorni è rimasta nella sua abitazione e ha proseguito normalmente a frequentare la scuola elementare.
Intanto si sono fatti più intensi i controlli del servizio sociale al fine di salvaguardare la piccola.
E con tutte le cautele che un caso particolarmente delicato come questo comporta, è probabile che presto verranno svolti i dovuti accertamenti per appurare se i racconti del padre hanno fondamento.
Al momento non resta che sperare che tutto questo sia frutto di un malinteso e che la minore non abbia davvero dovuto subire atti così terribili che difficilmente potrà dimenticare per tutta la sua esistenza.
Intanto, la magistratura - e il tribunale dei minori, interessato per competenza - potrebbe a breve far svolgere ulteriori atti d'indagine; fino - non si esclude - ad una visita specialistica nei confronti della bambina.
La cautela in ogni caso è d'obbligo, anche perché il racconto si sviluppa in una situazione di degrado sociale, e solo il prosieguo delle indagini potrà dare qualche indicazione più chiara sulla fondatezza o meno delle accuse.

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