Sicurezza
LA SANITA’
Tumore intestinale, come sconfiggerlo
Barbara Monaco
Nei prossimi giorni, con un po' di ritardo rispetto al resto della regione, partirà la campagna di prevenzione dei tumori del colon retto, organizzata dalla Asl: un test importantissimo capace di evitare la nascita del carcinoma maligno. Gli inviti che a breve verranno recapitati nelle nostre case sono destinati ai cittadini di età compresa tra i 50 e i 70 anni
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CARRARA. Nei prossimi giorni, con un po' di ritardo rispetto al resto della regione, partirà la campagna di prevenzione dei tumori del colon retto, organizzata dalla Asl: un test importantissimo capace di evitare la nascita del carcinoma maligno. Gli inviti che a breve verranno recapitati nelle nostre case sono destinati ai cittadini di età compresa tra i 50 e i 70 anni: fascia questa maggiormente esposta a rischi. Che saranno chiamati ogni due anni. «Inviteremo ogni due anni 52 mila persone tramite una nota divulgativa - spiega il dottor Andrea Macuzzi - e renderemo il più agevole possibile l'esecuzione dello screening facendo pervenire direttamente al domicilio il kit per il prelievo delle feci». Il contenitore con il campione prelevato, già presente nel kit insieme alle istruzioni, potrà poi essere consegnato direttamente in qualsiasi distretto dell'Asl, (non necessariamente quello più vicino a casa) rendendo l'operazione diretta ed estremamente semplice.
I tumori che interessano il colon retto sono ampiamente diffusi tra la popolazione italiana: «Abbiamo pensato di iniziare lo screening - afferma la dottoressa Cristina Nicolai, responsabile del progetto - in quanto questo tipo di carcinoma è la terza causa di decesso negli uomini e la seconda nelle donne. Il test che viene eseguito in laboratorio analisi è un test di tipo immunologico specifico per l'emoglobina umana, quindi anche per la preparazione risulta molto semplice in quanto non è necessario fare diete di alcun tipo». Un esame altamente mirato quindi, in grado di rilevare anche piccolissime quantità di sangue presenti nelle feci, impossibili da scorgere ad occhio nudo. «Nel caso in cui il test risultasse dubbio o positivo - aggiunge la dottoressa Nicolai - i centri di endoscopia dell'Asl contatteranno il paziente per ulteriori accertamenti clinici, ma ciò non vuol dire che si sia in presenza di una patologia tumorale, potrebbero esserci emorroidi o piccoli polipi intestinali». L'Asl insiste sull' importanza del test, in quanto quello del colon del retto risulta l'unico caso di tumore, la cui nascita può essere del tutto evitata. «Nell'oltre 93% dei casi - spiega l'endoscopista Franco Pincione - la neoplasia si sviluppa in seguito alla formazione di un polipo benigno che, per raggiungere le dimensioni di un centimetro e mezzo, momento in cui è possibile si trasformi in un carcinoma, necessita di un tempo medio di 5 anni. Teoricamente quindi, allo stadio in cui siamo potremmo debellare quasi completamente il fenomeno eseguendo una colonscopia periodicamente».
Un invito forte quindi, quello dell'Asl, a sottoporsi ad un test che permette di prevenire un tumore che è molto presente nella popolazione: lo screening fino ad oggi ha permesso, sul 5% della popolazione apparentemente sana recatasi ai controlli, di abbassare la mortalità derivante da questa patologia del 30%.
I tumori che interessano il colon retto sono ampiamente diffusi tra la popolazione italiana: «Abbiamo pensato di iniziare lo screening - afferma la dottoressa Cristina Nicolai, responsabile del progetto - in quanto questo tipo di carcinoma è la terza causa di decesso negli uomini e la seconda nelle donne. Il test che viene eseguito in laboratorio analisi è un test di tipo immunologico specifico per l'emoglobina umana, quindi anche per la preparazione risulta molto semplice in quanto non è necessario fare diete di alcun tipo». Un esame altamente mirato quindi, in grado di rilevare anche piccolissime quantità di sangue presenti nelle feci, impossibili da scorgere ad occhio nudo. «Nel caso in cui il test risultasse dubbio o positivo - aggiunge la dottoressa Nicolai - i centri di endoscopia dell'Asl contatteranno il paziente per ulteriori accertamenti clinici, ma ciò non vuol dire che si sia in presenza di una patologia tumorale, potrebbero esserci emorroidi o piccoli polipi intestinali». L'Asl insiste sull' importanza del test, in quanto quello del colon del retto risulta l'unico caso di tumore, la cui nascita può essere del tutto evitata. «Nell'oltre 93% dei casi - spiega l'endoscopista Franco Pincione - la neoplasia si sviluppa in seguito alla formazione di un polipo benigno che, per raggiungere le dimensioni di un centimetro e mezzo, momento in cui è possibile si trasformi in un carcinoma, necessita di un tempo medio di 5 anni. Teoricamente quindi, allo stadio in cui siamo potremmo debellare quasi completamente il fenomeno eseguendo una colonscopia periodicamente».
Un invito forte quindi, quello dell'Asl, a sottoporsi ad un test che permette di prevenire un tumore che è molto presente nella popolazione: lo screening fino ad oggi ha permesso, sul 5% della popolazione apparentemente sana recatasi ai controlli, di abbassare la mortalità derivante da questa patologia del 30%.
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