Lutto
L’INDUSTRIA DELLE VACANZE
Bagni, sì al rinnovo delle concessioniL'Ue può aspettare
Claudio Figaia
Noi le concessioni le rinnoviamo. Come prima». Luigi Della Pina, assessore alle Atitvità produttive, tranquillizza i concessionari degli stabilimenti balneari: per ora la direttiva europea che boccia come ostacolo al libero mercato il rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime non verrà applicata. Ma fino a quanto durerà questo "per ora"?
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MARINA DI MASSA. «Noi le concessioni le rinnoviamo. Come prima». Luigi Della Pina, assessore alle Atitvità produttive, tranquillizza i concessionari degli stabilimenti balneari: per ora la direttiva europea che boccia come ostacolo al libero mercato il rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime non verrà applicata. Ma fino a quanto durerà questo "per ora"? La categoria è in fibrillazione, le amministrazioni locali, pure.
Ieri mattina a Forte dei Marmi c'è stata una riunione promossa dall'Anci (l'associazione nazionale dei Comuni) All'appuntamento c'erano amministratori (e soprattutto dirigenti e funzionari, visto che il taglio dell'incontro era tecnico) di tutta la costa toscana, dall'Argentario a Carrara.
Tema in discussione: come «parare» il colpo dell'Unione europea, ossia come evitare che l'industria degli stabilimenti balenari (oltre 200 solo sulla costa apuo versiliese) vada in crisi. Perchè è chiaro che ogni titolare del bagno, di fronte alla prospettiva che la sua concessione venga messa all'asta dopo sei anni, difficilmente farà investimenti e penserà a crescere.
Le indicazioni uscite dal summit (ormai si tratta di una "linea" nazionale) sono così sintetizzabili. Punto primo: chiedere al governo nazionale di trovare una soluzione di carattere legislativo in grado di contemperare le esigenze di garanzia della libera concorrenza con gli interessi della categoria. Secondo: sostenere, sulla base di considerazioni tecnico-legali, come la disciplina italiana sia del tutto compatibile con le norme europee. Terzo punto (sostenuto dalle associazioni dei balenari): la richiesta di una proroga transitoria che allunghi la durata delle concessioni a venti anni.
Insomma, un pressing che vede uniti amministratori e associazioni balneari per depotenziare l'effetto della direttiva Ue.
Intanto, il Comune di Massa sta procedendo al rinnovo delle concessioni demaniali dei bagni litorale. «Sei-sette concessioni sono già state rinnovate in questi giorni, così come accadeva nel passato: si esaminano le richieste, si verifica che non vi siano abusi, si rinnova la concessione per altri sei anni», spiega l'assessore Della Pina.
Superati, dunque, i dissidi con i balneari sulla questione accatastamento: «Il Demanio - sostiene ancora l'assessore - sta concedendo le autorizzazioni all'iscrizione al catasto dei bagni, basta che che i concessionari ne facciano richiesta».
Per quanto riguarda, infine, il nodo delle opere di "facile" o di "non facile" rimozione, l'assessore sostiene che sono gli stessi titolari degli stabilimenti balneari a fare una sorta di autocertificazione sul carattere delle opere da loro costruite sul demanio: «Spetta a loro dichiarare se hanno strutture di non facile rimozione sulle quali può iniziare una procedura di acquisizione al patrimonio dello Stato, procedura che lascerà al concessionario l'uso della struttura, che però non sarà più sua».
Per i bagni, comunque, ancora almeno sei anni di ossigeno.
Ieri mattina a Forte dei Marmi c'è stata una riunione promossa dall'Anci (l'associazione nazionale dei Comuni) All'appuntamento c'erano amministratori (e soprattutto dirigenti e funzionari, visto che il taglio dell'incontro era tecnico) di tutta la costa toscana, dall'Argentario a Carrara.
Tema in discussione: come «parare» il colpo dell'Unione europea, ossia come evitare che l'industria degli stabilimenti balenari (oltre 200 solo sulla costa apuo versiliese) vada in crisi. Perchè è chiaro che ogni titolare del bagno, di fronte alla prospettiva che la sua concessione venga messa all'asta dopo sei anni, difficilmente farà investimenti e penserà a crescere.
Le indicazioni uscite dal summit (ormai si tratta di una "linea" nazionale) sono così sintetizzabili. Punto primo: chiedere al governo nazionale di trovare una soluzione di carattere legislativo in grado di contemperare le esigenze di garanzia della libera concorrenza con gli interessi della categoria. Secondo: sostenere, sulla base di considerazioni tecnico-legali, come la disciplina italiana sia del tutto compatibile con le norme europee. Terzo punto (sostenuto dalle associazioni dei balenari): la richiesta di una proroga transitoria che allunghi la durata delle concessioni a venti anni.
Insomma, un pressing che vede uniti amministratori e associazioni balneari per depotenziare l'effetto della direttiva Ue.
Intanto, il Comune di Massa sta procedendo al rinnovo delle concessioni demaniali dei bagni litorale. «Sei-sette concessioni sono già state rinnovate in questi giorni, così come accadeva nel passato: si esaminano le richieste, si verifica che non vi siano abusi, si rinnova la concessione per altri sei anni», spiega l'assessore Della Pina.
Superati, dunque, i dissidi con i balneari sulla questione accatastamento: «Il Demanio - sostiene ancora l'assessore - sta concedendo le autorizzazioni all'iscrizione al catasto dei bagni, basta che che i concessionari ne facciano richiesta».
Per quanto riguarda, infine, il nodo delle opere di "facile" o di "non facile" rimozione, l'assessore sostiene che sono gli stessi titolari degli stabilimenti balneari a fare una sorta di autocertificazione sul carattere delle opere da loro costruite sul demanio: «Spetta a loro dichiarare se hanno strutture di non facile rimozione sulle quali può iniziare una procedura di acquisizione al patrimonio dello Stato, procedura che lascerà al concessionario l'uso della struttura, che però non sarà più sua».
Per i bagni, comunque, ancora almeno sei anni di ossigeno.
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