Il Tirreno

Subito il vertice con Zubbani

Demanio: guerra dei prezzi

Alessandra Vivoli
Hotel Tenda rossa
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Prezzi troppo alti: l'asta di Marina rischia ancora una volta di andare deserta. Oppure, e questo è lo scenario che desta maggiori preoccupazioni fra gli addetti ai lavori, si potrebbero aprire le porte a investitori che vengono da fuori. Perché, a quanto pare, gli operatori di sborsare cifre talvolta anche raddoppiate rispetto alla stime originali

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CARRARA. Prezzi troppo alti: l'asta di Marina rischia ancora una volta di andare deserta. Oppure, e questo è lo scenario che desta maggiori preoccupazioni fra gli addetti ai lavori, si potrebbero aprire le porte a investitori che vengono da fuori. Perché, a quanto pare, gli operatori di sborsare cifre talvolta anche raddoppiate rispetto alla stime originali, non sono affatto convinti.

Intanto la data (23 novembre) dell'asta pubblica indetta dalla Patrimonio dello Stato, si avvicina. E la situazione sul litorale si fa quanto mai complessa: la soluzione della lunga telenovela demanio sembra, quindi, ancora lontana.

Il sindaco chiama tutti a rapporto.
A cercare di mettere le cose in chiaro ci prova il sindaco Zubbani che oggi ha convocato in Circoscrizione, a Marina, i vari operatori che hanno attività nella fascia demaniale.

Un vertice convocato in tutta fretta, per fare il punto della situazione, prima di arrivare all'ora X, quella dell'asta, o meglio della data ultima per far pervenire le domande nella sede romana.

Ma, da parte del Comune ci sono dei paletti bene precisi da cui non si potrà prescindere. «L'amministrazione - ribadisce Zubbani - non è disposta a sborsare un euro per avere le sue aree pubbliche che, come disposto nelle condizioni della Patrimonio, riavremo indietro a titolo gratuito».

Insomma non un muro contro muro - non è questa l'intenzione del primo cittadino - ma, visti i momenti difficili per le casse comunali, quella delle aree pubbliche all'interno del demanio per il Comune sembra essere una partita chiusa. Almeno a livello di soldi.

Il retroscena.
Il motivo del contendere sarebbe proprio questo: il timore che la posizione del Comune, che rivuole indietro le sue aree gratis, abbia spostato l'ago della bilancia riguardo la vendita del demanio.

E quindi, secondo la maggior parte degli operatori, i prezzi delle stime sarebbero lievitati proprio per questo: per consentire al Comune di prendersi gratis le proprie aree che, lo ricordiamo sono i parcheggi, il verde pubblico, la piscina e il campo di bocce.

Se questo è il retroscena, la cosa certa da cui si partirà, nella riunione di oggi con il sindaco, è dal fatto che i prezzi sono troppo alti per consentire agli operatori che da anni lavorano nei vari «lotti» di farsi avanti.

I rischi: non concludere l'operazione.
Insomma la vicenda, quella della fascia demaniale finita all'asta nel 2005 per rimpinguare le casse dello stato, sembrava essere in dirittura d'arrivo con l'asta a lotti divisi. Perché, in realtà, questa è la soluzione a cui hanno sempre auspicato gli operatori della zona. Rispetto a quella, presentata in prima battuta dalla Patrimonio, del lotto unico. Ma, adesso, la vicenda si complica. E il tasto dolente sono i prezzi: quelle cifre lievitate, a detta degli operatori (che tanto per stare tranquilli hanno pure già fatto un passaggio con i loro legali) che non metterebbero d'accordo nessuno. Anche perché questa volta gli operatori si muoveranno ognuno per conto proprio: non più nel Consorzio che li aveva rappresentati quando si parlava ancora di un maxi lotto per l'asta del demanio.

Ognuno per sé quindi, ma con una linea che, alla vigilia dell'incontro con il sindaco, sembra definita: non andare all'asta se le stime resteranno così alte.

E, in sostanza, sperare che vada deserta e che non arrivi qualche investitore che decida di comprarsi quella preziosa «fetta» di Marina. E di cambiare così destini ed equilibri del litorale.

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