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Scoperto mini traffico di rifiuti

Claudio Figaia
Il cimitero di apparecchi scoperto nella zona di Ponte di Forno
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Il cimitero di apparecchi scoperto nella zona di Ponte di Forno

Il territorio usato come discarica. Succede sempre più di frequente: rifiuti di ogni genere abbandonati in zona industriale, sotto gli occhi di tutti. Oppure, lasciati in luoghi più o meno nascosti, magari nel verde delle colline sopra la città. Come è accaduto a Ponte di Forno. Con un ritrovamento tinto di giallo

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MASSA. Il territorio usato come discarica. Succede sempre più di frequente: rifiuti di ogni genere abbandonati in zona industriale, sotto gli occhi di tutti. Oppure, lasciati in luoghi più o meno nascosti, magari nel verde delle colline sopra la città. Come è accaduto a Ponte di Forno. Con un ritrovamento tinto di giallo.
Qui, lo scorso 5 ottobre, su segnalazione di un cittadino, la task force delll'Ufficio ambiente del Comune ha trovato, in una radura non lontana dalla strada, sei vecchi apparecchi frigo e per la distribuzione automatica di bevande e alimenti: due macchinette per coca cola e altri prodotti da bere; due frigoriferi da bar per gelati; due distributori per snacks e merendine. Tutti lasciati lì, in mezzo al verde.
Rifiuti pericolosi, perché quelle macchinette contengono gas per la refrigerazione e motori elettrici con componenti contenenti sostanze chimiche potenzialmente inquiananti.
I tecnici del Comune, a quel punto, segnalano la cosa ai vigili urbani e avvertono Asmiu per la rimozione dei "relitti". Ma fanno anche qualcos'altro. Cercano di risalire agli autori di quello scarico abusivo e da dove provengono quegli apparecchi.
Scoprono così che, almeno uno degli erogatori, è stato prodotto dalla Zanussi (oggi New Global) e acquistato il 6 aprile 2000 dalla Si-bar di Livorno, una società che comercializza questi distributori, dandoli in comodato d'uso a bar, locali, uffici (spesso pubblici, come ospedali o Comuni). Scoprono anche che quel frigo è stato ritirato dalla stessa Sibar nel 2007, per essere destinati allo smaltimento. A questo punto, però, il percorso dell'apparecchio diventa meno chiaro. L'indagine dei dipendenti dell'Ambiente, che scrivono mail e lettere alle ditte interessate, risale a un'altra azienda livornese, la Chirichetti e Mencari Snc che si occupa di rottamazione di elettrodomestici e a cui Sibar affida spesso le sue apparecchiature a fine ciclo. Non è chiaro, però, se l'apparecchio trovato a Forno sia stato dato in carico dall'una all'altra ditta.
Insomma, l'assessorato all'Ambiente è riuscito a ricostruire soltanto una parte della strada percorsa da quei rifiuti. Sarà compito del Corpo forestale dello Stato, competente per questo tipo di reati e a cui il Comune ha presentato un rapporto sulla scoperta della discarica, completarla.
Da quanto emerso, comunque, appare certo che quei rifiuti arrivano da Livorno. Il che apre qualche interrogativo. Perché è chiaro che qualcuno lassù li deve avere portati con un camion di discrete dimensioni. E, allora, come sono finiti a Ponte di Forno? chi ha deciso di sbarazzarsene in quel modo (quando portarli alla ricicleria sarebbe stato ambientalmente ben più corretto e appena più costoso)?

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