Sicurezza
Massa
Meno mutui alle famiglie e alle imprese
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Sopra, Umberto Sarto e Norberto Ricci Accanto, una bancaSi chiama accesso al credito il problema delle imprese commerciali. E purtroppo anche di tante famiglie massesi che quando si presentano in banca si sentono dire: «No, ci dispiace». Il motivo? Poche garanzie
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MASSA. Si chiama accesso al credito il problema delle imprese commerciali. E purtroppo anche di tante famiglie massesi che quando si presentano in banca si sentono dire: «No, ci dispiace». Il motivo? Poche garanzie.
Da parte dei privati, delle imprese, ma anche del territorio. E forse è proprio la debolezza economica a spiegare perché il numero di mutui erogati nella nostra Provincia è inferiore rispetto al resto della Toscana.
Secondo un'indagine condotta dall'Ufficio studi del gruppo Tecnocasa - sezione mediazione creditizia, nel secondo trimestre di quest'anno, rispetto allo stesso periodo del 2008, i prestiti alle famiglie sono calati dell'11%. E non si tratta di mutui corposi per grandi investimenti, ma di soldi chiesti per comprarsi una casa. La prima casa.
Da aprile a giugno, a livello regionale, sono stati erogati 1.018 milioni di euro, il 7,85% del volume italiano.
E l'erogazione dei mutui nel secondo trimestre in Provincia, rispetto all'anno scorso, registra un bel segno meno (-21%). Peggiori Lucca (-53%) e Pistoia (-35%).
Del resto, è nel dna del nostro territorio un rapporto difficile con gli istituti di credito.
L'assessore al bilancio Alessandro Volpi spiega che «in tema di tassi di interesse e spread (quella percentuale aggiuntiva imposta dalla banca sul tasso di base ndr) noi abbiamo sempre avuto qualche difficoltà in più».
Colpa di un territorio povero e di un sistema creditizio meno strutturato rispetto ad altre realtà regionali. «Nella nostra Provincia - spiega l'assessore - si chiedono più garanzie perché l'economia è in difficoltà e la banca ha bisogno di tutelarsi». E sicuramente i circa 1500 posti di lavoro in meno non aiutano.
Vita dura per le famiglie. E per le imprese, soprattutto dopo l'accordo di Basilea II sulla valutazione del rischio. I criteri di valutazione per le imprese sono molto più rigidi, soprattutto quando bussano alle porte delle banche.
E per il tessuto imprenditoriale massese, sottocapitalizzato, spesso fatto di imprese individuali, è davvero dura.
«È crisi nera - spiega il presidente di Confcommercio Norberto Ricci - tanto che moltissime attività commerciali ci hanno chiesto aiuto». L'associazione, infatti, ha attivato un progetto per cui le imprese chiedono prestiti alle banche e la Camera di Commercio paga gli interessi per il primo anno.
Il progetto è partito il primo ottobre e in un mese cento aziende hanno chiesto ed ottenuto un mutuo. E altrettante hanno inoltrato richiesta e stanno aspettando il via libera della Camera di Commercio.
«Abbiamo messo in campo risorse nostre - puntualizza Norberto Ricci - abbiamo pensato di risparmiare su altre voci, promozione in primis, per dare una boccata d'ossigeno alle imprese.
E la continua richiesta dimostra che la mossa è stata vincente. E il vero segno della crisi è che il prestito non si chiede per investire o ampliare l'attività, ma per avere liquidità. Insomma, per mettere qualche soldo in cassa e tirare avanti.
C.S.
Da parte dei privati, delle imprese, ma anche del territorio. E forse è proprio la debolezza economica a spiegare perché il numero di mutui erogati nella nostra Provincia è inferiore rispetto al resto della Toscana.
Secondo un'indagine condotta dall'Ufficio studi del gruppo Tecnocasa - sezione mediazione creditizia, nel secondo trimestre di quest'anno, rispetto allo stesso periodo del 2008, i prestiti alle famiglie sono calati dell'11%. E non si tratta di mutui corposi per grandi investimenti, ma di soldi chiesti per comprarsi una casa. La prima casa.
Da aprile a giugno, a livello regionale, sono stati erogati 1.018 milioni di euro, il 7,85% del volume italiano.
E l'erogazione dei mutui nel secondo trimestre in Provincia, rispetto all'anno scorso, registra un bel segno meno (-21%). Peggiori Lucca (-53%) e Pistoia (-35%).
Del resto, è nel dna del nostro territorio un rapporto difficile con gli istituti di credito.
L'assessore al bilancio Alessandro Volpi spiega che «in tema di tassi di interesse e spread (quella percentuale aggiuntiva imposta dalla banca sul tasso di base ndr) noi abbiamo sempre avuto qualche difficoltà in più».
Colpa di un territorio povero e di un sistema creditizio meno strutturato rispetto ad altre realtà regionali. «Nella nostra Provincia - spiega l'assessore - si chiedono più garanzie perché l'economia è in difficoltà e la banca ha bisogno di tutelarsi». E sicuramente i circa 1500 posti di lavoro in meno non aiutano.
Vita dura per le famiglie. E per le imprese, soprattutto dopo l'accordo di Basilea II sulla valutazione del rischio. I criteri di valutazione per le imprese sono molto più rigidi, soprattutto quando bussano alle porte delle banche.
E per il tessuto imprenditoriale massese, sottocapitalizzato, spesso fatto di imprese individuali, è davvero dura.
«È crisi nera - spiega il presidente di Confcommercio Norberto Ricci - tanto che moltissime attività commerciali ci hanno chiesto aiuto». L'associazione, infatti, ha attivato un progetto per cui le imprese chiedono prestiti alle banche e la Camera di Commercio paga gli interessi per il primo anno.
Il progetto è partito il primo ottobre e in un mese cento aziende hanno chiesto ed ottenuto un mutuo. E altrettante hanno inoltrato richiesta e stanno aspettando il via libera della Camera di Commercio.
«Abbiamo messo in campo risorse nostre - puntualizza Norberto Ricci - abbiamo pensato di risparmiare su altre voci, promozione in primis, per dare una boccata d'ossigeno alle imprese.
E la continua richiesta dimostra che la mossa è stata vincente. E il vero segno della crisi è che il prestito non si chiede per investire o ampliare l'attività, ma per avere liquidità. Insomma, per mettere qualche soldo in cassa e tirare avanti.
C.S.
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