Il Tirreno

Guerra sindacale in porto

Orario lungo al porto, è scontro sindacale

Una veduta dello scalo mercantile
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Una veduta dello scalo mercantile

Il collegamento con Olbia «boccata di ossigeno ai dipendenti Coseport dopo mesi di cassa integrazione»

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CARRARA. In porto scoppia la guerra sindacale. Secondo la Cgil, l'azienda vorrebbe allungare l'orario di lavoro «a 11 ore, senza pagamento dello straordinario ed in deroga al contratto nazionale». La rsa-Uilt replica: «Trattasi di un turno giornaliero che prevede l'impiego nelle ore 8,30-12,30 e 14,30-19,30: in sostanza 9 ore lavorative dove la nona risulta retribuita come straordinaria».
L'allungamento di orario sarebbe legato alla nuova linea Nieddu fra Olbia e Marina. «Dagli incontri tra le parti - dice la rsa Uilt in un documento - è scaturito un abbozzo di accordo nel quale si parla di un orario di lavoro differente rispetto a quello tradizionale, esclusivamente per il traffico della linea Nieddu e da utilizzarsi solo nel caso di picchi di lavoro, con l'intento di non bloccare i traffici di camion». Secondo la Uilt se la Cgil non avesse posto «un veto su questo punto», «ci sarebbe stata possibilità di trattare con l'azienda un incentivo per l'impegno e la disponibilità data, da riconoscere ai lavoratori coinvolti». La nuova linea Nieddu, - dice la Uilt, «non ha portato la chiusura della cassa integrazione», ma «una boccata di ossigeno soprattutto ai dipendenti della Co.Se.Port che hanno potuto cominciare a lavorare dopo 9 mesi di cassa integrazione continuativa: rinviare l'accordo a causa dell'atteggiamento poco costruttivo della Cgil, non gioverà né ai lavoratori della Co.Se.Port né a quelli della Porto spa».
«Così come è giusto preoccuparsi dei 16 esuberi alla Binavi e dei 17 lavoratori dell'Hotel Mediterraneo, riteniamo sia giusto difendere i 3500-4000 posti legati all'economica del mare e ciò non si può fare se non mediando le diverse esigenze».
In premessa a tutto ciò, la rsa Uilt fa una critica forte alla Cgil: «In un momento di crisi come questo, è singolare riscontrare che il vero ruolo del sindacato sembra essere meglio interpretato da Assindustria piuttosto che dalla Cgil». E ancora: «Non comprendiamo le motivazioni che spingono la Cgil che dovrebbe come noi difendere gli interessi dei lavoratori, a parlare di "ricatti sulle sorti dell'Hotel Mediterraneo" e a condividere la presa di posizione del Comune, parlando di "situazione di privilegio" della Porto. Non è perlomeno un po' strano - domanda la rsu Uil - che il Comune ponga la questione dell'affitto del piazzale retrostante il porto proprio nel momento in cui il ministero dell'ambienta ha dato in sostanza via libera al progetto del Piazzale Città di Massa? Non sembra un modo per guadagnarci qualcosa prima che il porto possa usufruire di locazioni per le quali il Comune non può vantare crediti? Pare che la Porto spa abbia sempre pagato l'affitto dove le è stato chiesto (viale Zaccagna- pesa da Verrazzano)». E in merito alla provocazione fatta da Cisl e Uil Trasporti, della possibilità di utilizzo dell'area Hotel Mediterraneo come piazzale sostitutivo rispetto a quello retrostante il porto per non aggiungere altri costi di locazione, il concetto viene ripreso dalla rsu Uilt, ritenendo che sia una «considerazione di buon senso», per evitare all'azienda di incrementare i costi delle attività portuali. Costi che sono legati alla competitività.
Il sindacato sostiene anche che l'area per i rimorchi è necessaria per questioni di sicurezza sul lavoro.
La rsu Uilt ritiene che l'atteggiamento della Cgil «un po' da giudice super partes e un po' da avvocato del Comune di Carrara, poco le si addice visto che da ben 9 anni la Cgil non paga l'affitto della propria sede in piazza Mercurio a Massa».

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