Sicurezza
La protesta
Il semaforo è rotto,lei contesta la multama ora deve pagare
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Il semaforo di viale IV NovembreIl semaforo aereo del Cinquale è rimasto con il vetro del rosso rotto per diverse settimane. Questo aveva tratto in inganno diversi automobilisti, passati da viale IV novembre quando non dovevano e per questo multati
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MASSA. Il semaforo aereo del Cinquale è rimasto con il vetro del rosso rotto per diverse settimane. Questo aveva tratto in inganno diversi automobilisti, passati da viale IV novembre quando non dovevano e per questo multati. Una signora vista arrivare la sanzione a casa aveva fatto ricorso al giudice di pace, appoggiata in questa sua protesta dal capogruppo della Destra Stefano Benedetti. Ora il giudice di pace le ha dato torto, stoppando una serie di contenziosi che erano pronti a partire, e confermando quanto aveva detto il comandante dei vigili montignosini MazzinoMartinelli.
La protesta era nata alla fine di marzo, quando la signora si era rivolta al Tirreno per contestare la multa che le era stata inviata a casa. Il comando di Montignoso aveva però fatto notare che la documentazione fotografica risaliva a oltre 45 giorni dopo l'infrazione. La donna aveva contestato anche la mancata presenza del vigile e la mancata contestazione immediata.
Da lì il ricorso, con il supporto della presa di posizione di Benedetti. Il comandante Martinelli, contattato dal Tirreno, aveva spiegato come la sanzione fosse sacrosanta. «In quanto le modalità di contestazione e le modalità del funzionamento rispettavano appieno i requisiti di legge», aveva detto.
Anche il giudice di pace dopo il ricorso ha confermato che l'opposizione era infondata pronunciando la seguente sentenza: «Per quanto concerne il primo motivo, premesso che i due fotogrammi allegati non possono riferirsi alla situazione esistente all'atto dell'accertamento dell'infrazione, perché scattati il giorno 17 marzo 2009 e, quindi, a distanza di circa 45 giorni da quello dell'infrazione e, come tali, non hanno valenza alcuna nel giudizio, basti osservare come, anche a voler ammettere che la situazione della lanterna ripetitrice così, come risulta dai due fotogrammi prodotti dall'opponente, fosse stata la stessa anche il giorno 29 gennaio, ossia quello dell'accertamento, a nulla ciò potrebbe valere. Difatti anche a voler tutto concedere e cioè che la lanterna semaforica ripetitrice non fosse stata efficiente, poiché quella posta sulla carreggiata funzionava perfettamente, l'opponente, ex articolo 41 comma 18 del codice della strada, avrebbe dovuto tener conto proprio di quest'ultima. Peraltro, da un esame dei fotogrammi prodotti dall'esponente si evince come la lanterna ripetitrice fosse perfettamente funzionante, poiché la rottura (costatata però non il giorno 29.01.2009, bensì il 17.03.2009) riguardava la plafoniera, ma non la lampada e, comunque, la sequenza dei colori (verde, giallo e, quindi, rosso) è identica nelle due lanterne semaforiche. Infondate anche le altre obiezioni riguardo alla mancata presenza del vigile sul posto ed alla mancata contestazione, mancanza sottoscrizione autografa del verbale e mancata indicazione del numero di matricola».
La donna adesso dovrà pagare sia la multa maggiorata sia le spese. Gli altri automobilisti sono avvertiti.
La protesta era nata alla fine di marzo, quando la signora si era rivolta al Tirreno per contestare la multa che le era stata inviata a casa. Il comando di Montignoso aveva però fatto notare che la documentazione fotografica risaliva a oltre 45 giorni dopo l'infrazione. La donna aveva contestato anche la mancata presenza del vigile e la mancata contestazione immediata.
Da lì il ricorso, con il supporto della presa di posizione di Benedetti. Il comandante Martinelli, contattato dal Tirreno, aveva spiegato come la sanzione fosse sacrosanta. «In quanto le modalità di contestazione e le modalità del funzionamento rispettavano appieno i requisiti di legge», aveva detto.
Anche il giudice di pace dopo il ricorso ha confermato che l'opposizione era infondata pronunciando la seguente sentenza: «Per quanto concerne il primo motivo, premesso che i due fotogrammi allegati non possono riferirsi alla situazione esistente all'atto dell'accertamento dell'infrazione, perché scattati il giorno 17 marzo 2009 e, quindi, a distanza di circa 45 giorni da quello dell'infrazione e, come tali, non hanno valenza alcuna nel giudizio, basti osservare come, anche a voler ammettere che la situazione della lanterna ripetitrice così, come risulta dai due fotogrammi prodotti dall'opponente, fosse stata la stessa anche il giorno 29 gennaio, ossia quello dell'accertamento, a nulla ciò potrebbe valere. Difatti anche a voler tutto concedere e cioè che la lanterna semaforica ripetitrice non fosse stata efficiente, poiché quella posta sulla carreggiata funzionava perfettamente, l'opponente, ex articolo 41 comma 18 del codice della strada, avrebbe dovuto tener conto proprio di quest'ultima. Peraltro, da un esame dei fotogrammi prodotti dall'esponente si evince come la lanterna ripetitrice fosse perfettamente funzionante, poiché la rottura (costatata però non il giorno 29.01.2009, bensì il 17.03.2009) riguardava la plafoniera, ma non la lampada e, comunque, la sequenza dei colori (verde, giallo e, quindi, rosso) è identica nelle due lanterne semaforiche. Infondate anche le altre obiezioni riguardo alla mancata presenza del vigile sul posto ed alla mancata contestazione, mancanza sottoscrizione autografa del verbale e mancata indicazione del numero di matricola».
La donna adesso dovrà pagare sia la multa maggiorata sia le spese. Gli altri automobilisti sono avvertiti.
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