Il Tirreno

MASSA

«Ha violentato la moglie»,trentenne condannatoa quattro anni di carcere

Un caso di violenza sessuale a Massa
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Un caso di violenza sessuale a Massa

L'avvocato Furlan è già pronto a ricorrere in appello

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MASSA. È stato condannato a quattro anni di reclusione Davide Pedruzzi, trentunenne finito alla sbarra con l'accusa di aver picchiato e violentato la moglie, una donna d'origine polacca dal quale si stava separando. Il pm, Federico Manotti, aveva chiesto una condanna a otto anni. L'avvocato di Pedruzzi, Giorgio Furlan, nonostante tutto aspetterà le motivazioni della sentenza del collegio (Failla, De Mattia, Aracri) e presenterà appello.

Le percosse e la violenza sono avvenute tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007. A raccontarle è stata la donna, agli assistenti sociali prima e ai medici del pronto soccorso che l'hanno visitata. La signora alle forze dell'ordine invece ha raccontato quella notte che il marito le aveva strappato il reggiseno e accarezzato il petto. Poi sempre più insistente l'aveva spinta sul divano bloccandole braccia e gambe, l'aveva baciata su tutto il corpo e quasi tirato giù i pantaloni. Poi si era fermato. Per quell'episodio la donna era finita all'ospedale con il corpo coperto da segni. Cinque giorni di prognosi.

Altre volte però Pedruzzi l'aveva mandata all'ospedale: un referto di dieci giorni per schiaffi e pugni che avevano lasciato ecchimosi sul collo, su una palpebra e un trauma cranico. Una vita familiare che era un vero e proprio incubo, nonostante fosse già in atto il procedimento di separazione.

L'avvocato Furlan però contesta questa ricostruzione e pensa di avere le carte in regola per potersi appellare alla sentenza di condanna del suo cliente. L'uomo di fatto ha sempre negato la condotta violenta che gli viene attribuita. Durante il processo sono stati ascoltati sia gli assistenti sociali sia i medici che avevano curato - dopo le liti - la signora. Hanno raccontato quello che la donna aveva detto a loro ogni volta che chiedeva aiuto. Aveva descritto tutte le umiliazioni subite dal marito. Da qui la convinzione a denunciarlo e mandarlo a processo. Pedruzzi resterà in libertà ad attendere i tre gradi di giudizio.

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