Il Tirreno

MARINA DI CARRARA

Nca, l'offensiva delle donne

Cinzia Carpita
Rigoletta Vincenti e Piero Marchini; l’incontro con alcune donne che lavorano nel cantiere navale,
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Rigoletta Vincenti e Piero Marchini; l’incontro con alcune donne che lavorano nel cantiere navale,

Dipendenti dirette e operaie di ditte esterne si mobilitano con la commissione pari opportunità e il gazebo itinerante

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MARINA DI CARRARA. Giovanna, Natascia, Luisella, Annamaria, Francesca... e le altre. Sono le lavoratrici dei Nuovi Cantieri Apuania. Una quindicina nell'organico degli uffici amministrativi, e un numero alto ma imprecisato, sono dipendenti di ditte esterne, che operano nell'indotto, nelle pulizie e nella mensa aziendale. Hanno deciso di far sentire la loro voce a sostegno della vertenza, e in nome delle pari opportunità. Perciò scriveranno al ministro Scajola.

«Perché - dicono - la difesa del posto di lavoro non vale solo per gli uomini. E se noi donne lo perdiamo, è anche peggio». Sì, perché l'occupazione femminile, nonostante tutto, è ancora una conquista, soprattutto in un territorio «difficile» come quello apuano.
Ieri lo hanno detto in un incontro che si è tenuto in cantiere, nella saletta della rsu durante la pausa pranzo, alla presenza di Rigoletta Vincenti, consigliere comunale e presidente della commissione pari opportunità; e di Piero Marchini consigliere di Rc: uno dei promotori del gazebo itinerante (ideato da forze politiche della sinistra) istituito a favore dei lavoratori Nca. «Abbiamo già raccolto 1.300 firme, e ci siamo accorti che oltre il 70 per cento, sono firme di donne. - dice Marchini - Un dato che fa riflettere. Quando c'è un problema come quello del cantiere, le donne sono le prime ad avvertirlo perché si ripercuote sulle famiglie. Perciò noi pensiamo che tutta la città deve lottare per la salvaguardia del cantiere e delle sue professionalità: il settore della navalmeccanica è fondamentale per le autostrade del mare che rappresentano un futuro ecosostenibile dei trasporti».

Strana, la saletta della rsu: una volta tanto non animata dagli uomini, ma piena di visi femminili. Capelli raccolti con fermagli, tute con stemmi di imprese esterne. Sono mamme, mogli, single. Sono lavoratrici. Che non vogliono suscitare distinzioni di genere (anche se percentualmente sono meno dei colleghi maschi che ogni giorno fanno i turni nello stabilimento), ma al contrario rivendicare l'omogeneità del lavoro che è di tutti dentro il cantiere, a prescindere se sia uomo o donna, ciascuno con le proprie mansioni. Insieme, sono la spina dorsale di iun'attivitàp produttiva.

«Io ho 48 anni e da trenta lavoro in cantiere. - dice Giovanna Assini, dipendente di un'impresa di pulizie - Dove lo ritroverei un altro lavoro in questo territorio?». «Sono sposata e ho una figlia - aggiunge Luisella Panzani addetta alle pulizie - e ho maturato 19 anni di contributi. Vorrei arrivare almeno al ventesimo per la pensione minima». Una collega, Natascia Stroppolo, di 45 anni, una figlia a carico, è da circa 2 anni e mezzo lavoratrice addetta anche lei alle pulizie dentro il cantiere. «E sono monoreddito». Come Annamaria Adonadon, 39 anni. «E io sono vedova, con una figlia a carico», dice Francesca Zocco di 48 anni, un'altra addetta alle pulizie, da pochi anni lavoratrice tramite ditta esterna, nel cantiere navale. E ci sono alcune delle impiegate amministrative. «Non contano le nostre storie - dicono tutte - ma il fatto che abbiamo un lavoro, come gli uomini, e non vogliamo perderlo».

«Finora - dichiara la presidente della commissione pari opportunità, Rigoletta Vincenti - sono stati attivati molti soggetti in questa vertenza, noi ne aggiungiamo un altro dando un ulteriore connotato, attraverso le donne, al lavoro di Nca. Le donne, sono sempre l'anello debole della catena occupazionale, va difeso il loro diritto al lavoro e alla sicurezza. E non dimentichiamoci che questa vertenza riguarda anche le donne che non lavorano dentro il cantiere, ma che sono le mogli e le figlie degli operai Nca».

Entro pochi giorni, la commissione presieduta dalla Vincenti, in raccordo con l'analogo organismo regionale e assieme alle lavoratrici incontrate ieri, elaborerà una lettera-documento da inviare a Scajola, a Letta, e al ministero delle pari opportunità. Per dire che anche le donne, qui, dove c'è una nave in ostaggio, «stanno lottando con le unghie e con i denti per il posto di lavoro».

Intanto, la "tenda" itinerante, annuncia Piero Marchini, domani sarà a Bonascola. E forse nei prossimi giorni comparirà anche nei paesi montani. In attesa del tavolo per Nca, il 10 novembre nella sede del ministero dello sviluppo economico, dove si recherà la delegazione istituzionale (sindaci, Provincia, Regione) e sindacale per strappare risposte chiare.

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