Attenzione
MASSA
L'armatore Bogazzi non si fermaPronto ad acquistare anche la Motta
Chiara Sillicani
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ETTORE MOTTA. La colonia che potrebbe passare a BogazziGioielli architettonici del litorale, simbolo delle politiche giovanili fasciste e insieme della ricostruzione del dopoguerra. Le colonie di Marina sono qualcosa di più di un documento storico.
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MASSA. Gioielli architettonici del litorale, simbolo delle politiche giovanili fasciste e insieme della ricostruzione del dopoguerra. Le colonie di Marina sono qualcosa di più di un documento storico. Rappresentano un business da capogiro. E tutto targato Carrara. Perché dopo l'acquisto della maggioranza del capitale sociale della Turimar da parte della Asi, il primo interlocutore per l'amministrazione, intenzionata a mettere mano alla valorizzazione dell'area, sarà Enrico Bogazzi. L'Asi, infatti, fa capo all'armatore carrarese e agli eredi di Giorgio Conti, i nipoti dell'ex sindaco d'oltre Foce, titolari della Red Graniti.
Se, infatti, Bogazzi non ha acquistato nuove azioni in Turimar, ma ha fatto confluire le sue in Asi, è stata Red Graniti ad assicurare una bella iniezione di capitale. Insomma, ha messo soldi in Asi e quei soldi sono stati utilizzati per acquistare le quote societarie di Lorenzo Schiaffino, fino a qualche giorno fa, socio maggioritario, oltre che gestore del grande ostello.
In pratica Bogazzi mantiene la stessa quota, ma la controlla attraverso il nuovo socio maggioritario Asi. Ma poco cambia. In Turimar c'è. E non solo lì. Perché la grande partita, soprattutto ora che il piano strutturale è stato adottato, si sta giocando per l'acquisto della colonia Ettore Motta. Da parte della Porto di Carrara spa, attraverso la sua controllata Csc Logistica srl. Una partita che si è giocata nelle aule di tribunale e che sta arrivando alla conclusione. La Ettore Motta, passata nelle mani di varie società proprietarie (vedi sopra), nel 1991 viene venduta dall'Agrimont ad una società di Ortonovo, la Residence Pineta srl. E lì cominciano i problemi perché i nuovi acquirenti vendono a loro volta ad una società di Roma, la Ve.Ca che paga in contanti per 7 miliardi e 300milioni di lire.
La Residence Pineta, però, fallisce e dei soldi non c'è traccia nei libri contabili. Il curatore fallimentare promuove un'azione revocatoria, insomma chiede che la vendita sia annullata. E qui si inserisce Csc che avanza la proposta di un concordato fallimentare. E la cosa va avanti e nei primi due gradi di giudizio, il pronunciamento dei giudici è favorevole alla società carrarese. Ma la questione arriva anche di fronte alla Corte di Cassazione. E le possibilità che le cose vadano bene per Csc, e quindi per Bogazzi, sono parecchie. E allora sarà un carrarese il "signore indiscusso" delle colonie. E quando il piano strutturale sarà approvato e quando si penserà, come nelle intenzioni dell'amministrazione, a grandi progetti alberghieri, sarà l'armatore carrarese l'interlocutore.
Se, infatti, Bogazzi non ha acquistato nuove azioni in Turimar, ma ha fatto confluire le sue in Asi, è stata Red Graniti ad assicurare una bella iniezione di capitale. Insomma, ha messo soldi in Asi e quei soldi sono stati utilizzati per acquistare le quote societarie di Lorenzo Schiaffino, fino a qualche giorno fa, socio maggioritario, oltre che gestore del grande ostello.
In pratica Bogazzi mantiene la stessa quota, ma la controlla attraverso il nuovo socio maggioritario Asi. Ma poco cambia. In Turimar c'è. E non solo lì. Perché la grande partita, soprattutto ora che il piano strutturale è stato adottato, si sta giocando per l'acquisto della colonia Ettore Motta. Da parte della Porto di Carrara spa, attraverso la sua controllata Csc Logistica srl. Una partita che si è giocata nelle aule di tribunale e che sta arrivando alla conclusione. La Ettore Motta, passata nelle mani di varie società proprietarie (vedi sopra), nel 1991 viene venduta dall'Agrimont ad una società di Ortonovo, la Residence Pineta srl. E lì cominciano i problemi perché i nuovi acquirenti vendono a loro volta ad una società di Roma, la Ve.Ca che paga in contanti per 7 miliardi e 300milioni di lire.
La Residence Pineta, però, fallisce e dei soldi non c'è traccia nei libri contabili. Il curatore fallimentare promuove un'azione revocatoria, insomma chiede che la vendita sia annullata. E qui si inserisce Csc che avanza la proposta di un concordato fallimentare. E la cosa va avanti e nei primi due gradi di giudizio, il pronunciamento dei giudici è favorevole alla società carrarese. Ma la questione arriva anche di fronte alla Corte di Cassazione. E le possibilità che le cose vadano bene per Csc, e quindi per Bogazzi, sono parecchie. E allora sarà un carrarese il "signore indiscusso" delle colonie. E quando il piano strutturale sarà approvato e quando si penserà, come nelle intenzioni dell'amministrazione, a grandi progetti alberghieri, sarà l'armatore carrarese l'interlocutore.
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