Il dolore
MASSA
Crisantemi finti per battere la crisi
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Fiori (veri) in vendita all’ingresso del cimiteroLa crisi non risparmia nemmeno i cari defunti. Sempre meno fiori freschi. Sempre più fiori finti a colorare lapidi e tumuli. Così si presentano i cimiteri della città durante il tradizionale pellegrinaggio che porta verso Ognissanti. E' una delle facce di questi tempi difficili che hanno costretto le famiglie apuane (e di tutta Italia) a fare i conti anche con i fiori da portare alle tombe.
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MASSA. La crisi non risparmia nemmeno i cari defunti. Sempre meno fiori freschi. Sempre più fiori finti a colorare lapidi e tumuli. Così si presentano i cimiteri della città durante il tradizionale pellegrinaggio che porta verso Ognissanti. E' una delle facce di questi tempi difficili che hanno costretto le famiglie apuane (e di tutta Italia) a fare i conti anche con i fiori da portare alle tombe.
Soltanto nei periodi di Ognissanti e del Natale, famigliari, parenti ed amici dei defunti tornano a comprare fiori autentici per abbellire le tombe. Per il resto dell'anno ad andar di moda è la plastica. Un segnale confermato dai fiorai che popolano l'esterno dei camposanti massesi. Con qualche voce discordante.
I prezzi per ciclamini e crisantemi in particolare, sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno confermandosi i fiori indiscussi di Ognissanti. Ma minacciati da vicino da bellissime composizioni artificiali, che durano di più. Decisamente di più. E costano, in proporzione, decisamente di meno, garantendo lo stesso effetto ottico.
E' un martedì pomeriggio quando scegliamo di fare un giro per i vari cimiteri. C'è via vai di gente. Donne con lo scialle accompagnate dalle figlie sono indaffarate a lavare bene la lapide dove riposa il marito. Il figlio. Pochi i giovani. Almeno di martedì. Passeggiamo tra le lapidi. Difficile distinguere i fiori veri da quelli finti.
«Crisantemi e ciclamini non passano mai di moda - racconta il titolare di un negozio che si trova proprio di fronte ad uno dei cimiteri di Massa - anche se un leggero calo lo abbiamo riscontrato nonostante siano i fiori più economici in commercio. Alcuni anni fa i fiori sulle lapidi venivano cambiati ogni settimana. Oggi molto meno spesso. E' un segno dei tempi che cambiano e delle nuove generazioni che, causa impegni e lavoro, perdono il contatto con i loro cari. La crisi si fa sentire anche se per fortuna non in queste settimane che portano alla festa dei morti».
In un altro negozio c'è la fila. Aspettiamo quasi dieci minuti. Un buon segnale confermato dal titolare che «non può lamentarsi». "I prezzi sono gli stessi dello scorso anno - spiega mostrandoci un esemplari di ciclamino della Versilia - e non registriamo cali di vendite, almeno in questo periodo. Una cosa è evidente: alcuni anni fa i fiori artificiali non erano usati. Oggi sono molto frequenti. In estate, per esempio. Tante persone li sostituiscono con fiori freschi solo per i Morti e per Natale. Finite le feste, riportano la pianta di plastica. E così via. È diventata la routine».
Intanto dalla Versilia, terra di confine e tra le aree di maggior produzione in Italia (quasi 5 milioni di esemplari tra steli e in vaso), Coldiretti invita ad acquistare crisantemi locali per aiutare le imprese che li producono. Con un avvertenza: evitate gli acquisti all'ultimo minuto che, se da una parte permettono di guadagnare tempo, dall'altra possono risultare più costosi e limitati nelle possibilità di scelta.
«La produzione dei crisantemi - spiega Francesco Ciarrocchi, direttore Provinciale Coldiretti - è fondamentale per molte aziende della costa e per un settore da difendere e da promuovere con ogni risorsa.
Nonostante la crisi i prezzi alla fonte, quelli esercitati dalle aziende, non hanno subito alcun rincaro. Sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno. Si tratta di una produzione localizzata proprio in questo periodo, con raccolta concentrata dal 10 ottobre al 26, e vendita immediata per le ricorrenze con destinazione mercato italiano».
Soltanto nei periodi di Ognissanti e del Natale, famigliari, parenti ed amici dei defunti tornano a comprare fiori autentici per abbellire le tombe. Per il resto dell'anno ad andar di moda è la plastica. Un segnale confermato dai fiorai che popolano l'esterno dei camposanti massesi. Con qualche voce discordante.
I prezzi per ciclamini e crisantemi in particolare, sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno confermandosi i fiori indiscussi di Ognissanti. Ma minacciati da vicino da bellissime composizioni artificiali, che durano di più. Decisamente di più. E costano, in proporzione, decisamente di meno, garantendo lo stesso effetto ottico.
E' un martedì pomeriggio quando scegliamo di fare un giro per i vari cimiteri. C'è via vai di gente. Donne con lo scialle accompagnate dalle figlie sono indaffarate a lavare bene la lapide dove riposa il marito. Il figlio. Pochi i giovani. Almeno di martedì. Passeggiamo tra le lapidi. Difficile distinguere i fiori veri da quelli finti.
«Crisantemi e ciclamini non passano mai di moda - racconta il titolare di un negozio che si trova proprio di fronte ad uno dei cimiteri di Massa - anche se un leggero calo lo abbiamo riscontrato nonostante siano i fiori più economici in commercio. Alcuni anni fa i fiori sulle lapidi venivano cambiati ogni settimana. Oggi molto meno spesso. E' un segno dei tempi che cambiano e delle nuove generazioni che, causa impegni e lavoro, perdono il contatto con i loro cari. La crisi si fa sentire anche se per fortuna non in queste settimane che portano alla festa dei morti».
In un altro negozio c'è la fila. Aspettiamo quasi dieci minuti. Un buon segnale confermato dal titolare che «non può lamentarsi». "I prezzi sono gli stessi dello scorso anno - spiega mostrandoci un esemplari di ciclamino della Versilia - e non registriamo cali di vendite, almeno in questo periodo. Una cosa è evidente: alcuni anni fa i fiori artificiali non erano usati. Oggi sono molto frequenti. In estate, per esempio. Tante persone li sostituiscono con fiori freschi solo per i Morti e per Natale. Finite le feste, riportano la pianta di plastica. E così via. È diventata la routine».
Intanto dalla Versilia, terra di confine e tra le aree di maggior produzione in Italia (quasi 5 milioni di esemplari tra steli e in vaso), Coldiretti invita ad acquistare crisantemi locali per aiutare le imprese che li producono. Con un avvertenza: evitate gli acquisti all'ultimo minuto che, se da una parte permettono di guadagnare tempo, dall'altra possono risultare più costosi e limitati nelle possibilità di scelta.
«La produzione dei crisantemi - spiega Francesco Ciarrocchi, direttore Provinciale Coldiretti - è fondamentale per molte aziende della costa e per un settore da difendere e da promuovere con ogni risorsa.
Nonostante la crisi i prezzi alla fonte, quelli esercitati dalle aziende, non hanno subito alcun rincaro. Sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno. Si tratta di una produzione localizzata proprio in questo periodo, con raccolta concentrata dal 10 ottobre al 26, e vendita immediata per le ricorrenze con destinazione mercato italiano».
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