La manifestazione
CARRARA
Zone franche, oggi una realtà
Chiara Sillicani
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ZONA INDUSTRIALE. In arrivo sgravi fiscali per le micro impreseIl sindaco. «Una boccata d'ossigeno vera per l'economia apuana Ora pensiamo al Sin per aiutare le aziende»
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CARRARA. Finalmente una boccata d'ossigeno per la debole economia apuana: la zona franca urbana, che garantirà sgravi fiscali alle piccole e micro imprese, è una realtà. Ieri mattina, a Roma, alla presenza del ministro Claudio Scajola, i sindaci Angelo Zubbani e Roberto Pucci hanno messo la loro firma sul contratto.
Un atto formale dopo il quale si apre un vero e proprio conto alla rovescia. Perché la sfida adesso si gioca sul tempo. Prima arriveranno i decreti attuativi, prima saranno chiare le modalità di selezione delle imprese che potranno godere delle agevolazioni. Le zone franche urbane, proposte e realizzate per la prima volta in Francia nel 1996, sono previste dalla Finanziaria 2008 e rivolte alle aree economicamente depresse. Un provvedimento inizialmente concepito per il sud d'Italia e in cui i comuni di Massa e Carrara si sono aggiunti in una seconda fase, integrando in corsa l'istruttoria. Nei prossimi due anni arriveranno nel territorio apuano 5,4 milioni di euro, e altri negli anni successivi. Un'opportunità importante per il rilancio della piccola imprenditoria.
Come distribuire i fondi non è ancora stato deciso, ma il Ministero per lo sviluppo economico, durante l'incontro di ieri si è impegnato a costituire un tavolo tecnico con rappresentanti di tutti i comuni coinvolti nel progetto di zona franca. A spiegarne il funzionamento è il sindaco Angelo Zubbani: «Al tavolo siederanno anche due tecnici per Massa e Carrara, il gruppo si riunirà ogni 6 mesi per fare il punto della situazione». E sui tempi il sindaco assicura che «il ministero si è impegnato a definire i decreti attuativi entro novembre». E da Gennaio la zona franca potrebbe essere una realtà. «Gli oltre 5milioni di euro - continua il primo cittadino - si riferiscono agli anni 2008-2009, nel 2010 ne potrebbero arrivare altri 2,6».
Le imprese potranno dunque contare su cinque anni di sgravio totale delle imposte sui redditi, dell'Ici, dell'Irap e non dovranno versare i contributi per i loro dipendenti. Ci penserà lo Stato. Zubbani, però, non si nasconde dietro un dito e ammette che «se è vero che la zona franca urbana è un successo che ha visto affiancati i comuni di Massa e Carrara, il vero problema rimane». E si chiama Sin, sito di interesse nazionale, in cui niente si può fare senza le preliminari bonifiche e le autorizzazioni del Ministero dell'ambiente.
Un limite non da poco per chi nell'area industriale o nella zona franca volesse investire, lungo le sponde del Carrione, da viale Galileo a via Ilice.E questa è la vera sfida per le amministrazioni. Poi c'è il problema dei furbi, di quelli che potrebbero impiantare un'azienda, godere delle agevolazioni e andarsene finita la "pacchia". O quelli che, cambiando il nome della società, potrebbero delocalizzare in zona franca. «I decreti - commenta Zubbani - eviteranno il problema e introdurranno criteri rigorosi di selezione».
Un atto formale dopo il quale si apre un vero e proprio conto alla rovescia. Perché la sfida adesso si gioca sul tempo. Prima arriveranno i decreti attuativi, prima saranno chiare le modalità di selezione delle imprese che potranno godere delle agevolazioni. Le zone franche urbane, proposte e realizzate per la prima volta in Francia nel 1996, sono previste dalla Finanziaria 2008 e rivolte alle aree economicamente depresse. Un provvedimento inizialmente concepito per il sud d'Italia e in cui i comuni di Massa e Carrara si sono aggiunti in una seconda fase, integrando in corsa l'istruttoria. Nei prossimi due anni arriveranno nel territorio apuano 5,4 milioni di euro, e altri negli anni successivi. Un'opportunità importante per il rilancio della piccola imprenditoria.
Come distribuire i fondi non è ancora stato deciso, ma il Ministero per lo sviluppo economico, durante l'incontro di ieri si è impegnato a costituire un tavolo tecnico con rappresentanti di tutti i comuni coinvolti nel progetto di zona franca. A spiegarne il funzionamento è il sindaco Angelo Zubbani: «Al tavolo siederanno anche due tecnici per Massa e Carrara, il gruppo si riunirà ogni 6 mesi per fare il punto della situazione». E sui tempi il sindaco assicura che «il ministero si è impegnato a definire i decreti attuativi entro novembre». E da Gennaio la zona franca potrebbe essere una realtà. «Gli oltre 5milioni di euro - continua il primo cittadino - si riferiscono agli anni 2008-2009, nel 2010 ne potrebbero arrivare altri 2,6».
Le imprese potranno dunque contare su cinque anni di sgravio totale delle imposte sui redditi, dell'Ici, dell'Irap e non dovranno versare i contributi per i loro dipendenti. Ci penserà lo Stato. Zubbani, però, non si nasconde dietro un dito e ammette che «se è vero che la zona franca urbana è un successo che ha visto affiancati i comuni di Massa e Carrara, il vero problema rimane». E si chiama Sin, sito di interesse nazionale, in cui niente si può fare senza le preliminari bonifiche e le autorizzazioni del Ministero dell'ambiente.
Un limite non da poco per chi nell'area industriale o nella zona franca volesse investire, lungo le sponde del Carrione, da viale Galileo a via Ilice.E questa è la vera sfida per le amministrazioni. Poi c'è il problema dei furbi, di quelli che potrebbero impiantare un'azienda, godere delle agevolazioni e andarsene finita la "pacchia". O quelli che, cambiando il nome della società, potrebbero delocalizzare in zona franca. «I decreti - commenta Zubbani - eviteranno il problema e introdurranno criteri rigorosi di selezione».
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