Il dolore
MARINA DI MASSA
Schiaffino lascia Turimar
Corrado Benzio
◗
L’ostello della Turimar e nelle foto a sinistra sopra Lorenzo Schiaffino e sotto Enrico BogazziAll'imprenditore turistico erano intestate un terzo delle quote Chi entra ha già interessi in zona
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MARINA DI MASSA. Soltanto una settimana fa, da noi interpellato espressamente, aveva negato che stesse per cedere la sua quota del centro turistico ed ostello Turimar.
Lunedì, invece, Luciano Schiaffino ha passato le sue quote (circa un terzo del capitale sociale) di uno dei più grandi centri turistico di Marina. L'acquirente è una società importante. Si tratta dell'Asi, la società che doveva reindustralizzare la ex coqueria dell'area industriale di Carrara. La Asi fa capo ad Enrico Bogazzi e agli eredi di Giorgio Conti, quelli della Red Graniti per intenderci.
Nella compagine dell'Asi fino a qualche tempo c'era anche un altri big del marmo, ma Vando D'Angiolo - titolare della Campolonghi e della Freda - aveva lasciato non credendo più in certi investimenti.
D'Angiolo aveva contattato per alcune operazione immobiliari un'archistar come lo svizzero Mario Botta, fra l'altro ospite della Biennale nell'edizione 2006.
L'operazione Turimar vede così passare la maggioranza delle azioni ad Enrico Bogazzi, armatore e imprenditore fra i più importanti della provincia.
Bogazzi possedeva già un terzo della colonia, una notizia che era diventata ufficiale nella primavera dello scorso anno.
A rivelare la compagine societaria fu l'allora candidato sindaco Roberto Pucci. Stufo delle voci che lo segnalavano come socio nell'affare, il 3 aprile del 2008 tirò fuori la visura camerale della società che aveva in carico la ex colonia Torino.
«Abbiamo ascoltato calunnie e falsità di tutti i tipi sul mio conto». Così esordì Roberto Pucci nella conferenza stampa. «Mi hanno attribuito proprietà e compartecipazioni azionarie e immobiliari di ogni tipo, a partire dalla Turimar».
Pucci consegnò poi ai giornalisti il grafico con i dati rilevati da visure della Camera di commercio, dal quale si evinceva che quella Srl, dal capitale sociale di 5,8 milioni di euro (versati oltre 4,5 milioni), era controllata da altre 9 società. Tra queste, le quote nominali maggiori erano quelle di Cofipa Spa (oltre 1,7 milioni di euro), il cui capitale dichiarato di 11,1 milioni di euro è suddiviso tra Enrico e Francesca Bogazzi; La Macchia Srl (quasi 1,7 milioni di euro, amministratore unico Lorenzo Schiaffino). Insomma, si apprese che la fetta maggiore di Turimar era in mano alla famiglia Bogazzi, l'altra grossa fetta era controllata da Schiaffino, mentre piccole quote sono in mano ad altre 7 società.
Chi entra. Ma veniamo alla società che ha acquistato. A guidare Asi c'è come presidente Achille Pardini, fra i soci c'è la Cofipa, che fa capo a Bogazzi e la Vittorio Bogazzi, altra società della holding dell'armatore.
Altro socio pesante dell'Asi, è la Fingildo, finanziaria che rientra nella holding della famiglia Conti, proprietaria della Red Graniti, colosso mondiale del granito, ma anche di altre realtà imprenditoriali importanti, come l'hotel Excelsior nel centro di Marina di Massa.
Altre quote sono in mano a Fabrizio Ponzanelli, che è sposato con la figlia di Giorgio Conti.
Chi lascia. Lorenzo Schiaffino lascia dopo anni e anni di lavoro dentro questo grande ostello, costituito da 10 grandi padiglioni ricettivi con un parco e 2 piscine.
Schiaffino arriva alla Turimar nel 1999, ovvero dieci anni fa, l'ostello fino a quel momento è di proprietà della Regione Toscana.
Un ostello meta di moltissimi turisti annualmente che dispone di un enorme sala mensa, sale riunioni, cucine, bar e punti di ristoro. Le unità abitative sono costituite da camere con servizi in alcuni casi e con un arredamento semplice e funzionale. Non esiste nessun servizio di camera.
Il sindaco Pucci proprio in questi giorni durante una trasmissione televisiva è tornato a parlare della Turimar rispondendo ad una domanda sulla possibilità di trasformare questo Ostello in un albergo o comunque in una struttura turistica di grande livello.
«Fino ad oggi - ha spiegato - non era possibile perchè la Turimar era vincolata a restare un ostello ora questo vincolo è venuto meno».
Prospettive. Quali sono le prospettive per un colosso come la Turimar. Diciamo subito che le ex colonie vanno osservate nel suo insieme e che i passaggi proprietari o di semplici quote negli ultimi anni si sono moltiplicati.
Con voci che viaggiavano e colpivano (diciamo così) il potente di turno (da qui la famosa conferenza di Pucci alla vigilia del voto che lo riporterà a palazzo comunale).
Bogazzi oltre alle quote Turimar possiede altri immobili in zona ed è - da tempo - sicuramente il più indiziato verso importanti operazione immobiliare.
Lo stesso Pucci lo ha ribadito più volte che nell'area della Partaccia vuole alberghi importanti.
E' chiaro anche che un'operazione di rilancio e di riqualificazione dell'intera area verso la Partaccia non può che passare dalla costruzione del porto turistico al Lavello (sempre che verrà realizzato).
La cosa buffa è che finora è stato Schiaffino a guidare la rivolta contro la costruzione del nuovo porto turistico. E' roba di un paio di mesi fa la raccolta di firme fra gli imprenditori della zona contro il progetto di una porto al Lavello da 600 posti barca.
Gli scenari sul futuro dell'area sono tutti aperti, compreso quello legato ad un eventuale spostamento dell'area dei campeggi. Del resto siamo di fronte ad una programmazione urbanistica - parliamo soprattutto del porto - che è paludosa e ricca di troppe competenze, mentre a Firenze si va al cambio di stagione (politica) con l'addio di Martini alla Regione.
Lunedì, invece, Luciano Schiaffino ha passato le sue quote (circa un terzo del capitale sociale) di uno dei più grandi centri turistico di Marina. L'acquirente è una società importante. Si tratta dell'Asi, la società che doveva reindustralizzare la ex coqueria dell'area industriale di Carrara. La Asi fa capo ad Enrico Bogazzi e agli eredi di Giorgio Conti, quelli della Red Graniti per intenderci.
Nella compagine dell'Asi fino a qualche tempo c'era anche un altri big del marmo, ma Vando D'Angiolo - titolare della Campolonghi e della Freda - aveva lasciato non credendo più in certi investimenti.
D'Angiolo aveva contattato per alcune operazione immobiliari un'archistar come lo svizzero Mario Botta, fra l'altro ospite della Biennale nell'edizione 2006.
L'operazione Turimar vede così passare la maggioranza delle azioni ad Enrico Bogazzi, armatore e imprenditore fra i più importanti della provincia.
Bogazzi possedeva già un terzo della colonia, una notizia che era diventata ufficiale nella primavera dello scorso anno.
A rivelare la compagine societaria fu l'allora candidato sindaco Roberto Pucci. Stufo delle voci che lo segnalavano come socio nell'affare, il 3 aprile del 2008 tirò fuori la visura camerale della società che aveva in carico la ex colonia Torino.
«Abbiamo ascoltato calunnie e falsità di tutti i tipi sul mio conto». Così esordì Roberto Pucci nella conferenza stampa. «Mi hanno attribuito proprietà e compartecipazioni azionarie e immobiliari di ogni tipo, a partire dalla Turimar».
Pucci consegnò poi ai giornalisti il grafico con i dati rilevati da visure della Camera di commercio, dal quale si evinceva che quella Srl, dal capitale sociale di 5,8 milioni di euro (versati oltre 4,5 milioni), era controllata da altre 9 società. Tra queste, le quote nominali maggiori erano quelle di Cofipa Spa (oltre 1,7 milioni di euro), il cui capitale dichiarato di 11,1 milioni di euro è suddiviso tra Enrico e Francesca Bogazzi; La Macchia Srl (quasi 1,7 milioni di euro, amministratore unico Lorenzo Schiaffino). Insomma, si apprese che la fetta maggiore di Turimar era in mano alla famiglia Bogazzi, l'altra grossa fetta era controllata da Schiaffino, mentre piccole quote sono in mano ad altre 7 società.
Chi entra. Ma veniamo alla società che ha acquistato. A guidare Asi c'è come presidente Achille Pardini, fra i soci c'è la Cofipa, che fa capo a Bogazzi e la Vittorio Bogazzi, altra società della holding dell'armatore.
Altro socio pesante dell'Asi, è la Fingildo, finanziaria che rientra nella holding della famiglia Conti, proprietaria della Red Graniti, colosso mondiale del granito, ma anche di altre realtà imprenditoriali importanti, come l'hotel Excelsior nel centro di Marina di Massa.
Altre quote sono in mano a Fabrizio Ponzanelli, che è sposato con la figlia di Giorgio Conti.
Chi lascia. Lorenzo Schiaffino lascia dopo anni e anni di lavoro dentro questo grande ostello, costituito da 10 grandi padiglioni ricettivi con un parco e 2 piscine.
Schiaffino arriva alla Turimar nel 1999, ovvero dieci anni fa, l'ostello fino a quel momento è di proprietà della Regione Toscana.
Un ostello meta di moltissimi turisti annualmente che dispone di un enorme sala mensa, sale riunioni, cucine, bar e punti di ristoro. Le unità abitative sono costituite da camere con servizi in alcuni casi e con un arredamento semplice e funzionale. Non esiste nessun servizio di camera.
Il sindaco Pucci proprio in questi giorni durante una trasmissione televisiva è tornato a parlare della Turimar rispondendo ad una domanda sulla possibilità di trasformare questo Ostello in un albergo o comunque in una struttura turistica di grande livello.
«Fino ad oggi - ha spiegato - non era possibile perchè la Turimar era vincolata a restare un ostello ora questo vincolo è venuto meno».
Prospettive. Quali sono le prospettive per un colosso come la Turimar. Diciamo subito che le ex colonie vanno osservate nel suo insieme e che i passaggi proprietari o di semplici quote negli ultimi anni si sono moltiplicati.
Con voci che viaggiavano e colpivano (diciamo così) il potente di turno (da qui la famosa conferenza di Pucci alla vigilia del voto che lo riporterà a palazzo comunale).
Bogazzi oltre alle quote Turimar possiede altri immobili in zona ed è - da tempo - sicuramente il più indiziato verso importanti operazione immobiliare.
Lo stesso Pucci lo ha ribadito più volte che nell'area della Partaccia vuole alberghi importanti.
E' chiaro anche che un'operazione di rilancio e di riqualificazione dell'intera area verso la Partaccia non può che passare dalla costruzione del porto turistico al Lavello (sempre che verrà realizzato).
La cosa buffa è che finora è stato Schiaffino a guidare la rivolta contro la costruzione del nuovo porto turistico. E' roba di un paio di mesi fa la raccolta di firme fra gli imprenditori della zona contro il progetto di una porto al Lavello da 600 posti barca.
Gli scenari sul futuro dell'area sono tutti aperti, compreso quello legato ad un eventuale spostamento dell'area dei campeggi. Del resto siamo di fronte ad una programmazione urbanistica - parliamo soprattutto del porto - che è paludosa e ricca di troppe competenze, mentre a Firenze si va al cambio di stagione (politica) con l'addio di Martini alla Regione.
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