Sicurezza
LA PROPOSTA
Alla Rinchiostramuseo con le foto dello studio Miniati
◗
COME ERAVAMO. Una delle foto più note dell’archivio MiniatiOltre 8mila lastre fotografiche dell'archivio Miniati potrebbero prendere il volo verso la svizzera, nelle mani di un collezionista. Un piccolo caso Vasari, anche a Massa. Ma la sorte di quelle fotografie che raccontano la storia di una città che non c'è più diventano motivo di dibattito
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Oltre 8mila lastre fotografiche dell'archivio Miniati potrebbero prendere il volo verso la svizzera, nelle mani di un collezionista. Un piccolo caso Vasari, anche a Massa. Ma la sorte di quelle fotografie che raccontano la storia di una città che non c'è più diventano motivo di dibattito. Sulla storia massese, sulla memoria, sul progetto del Comune, finanziato dalla comunità europea,"I sentieri della memoria" per mantenere vivo il ricordo. E ora qualcuno propone di raccogliere tutte le foto e le vecchie attrezzature in un museo e indica anche una sede: la villa della Rinchiostra.
Il Comune, infatti, ha partecipato ad un bando europeo per la valorizzazione del ricordo. Percorsi fisici, didattici e multimediali permetteranno ai massesi di riscoprire la storia della città tra il 1942 e il 1945. Di qui la richiesta di Caruso di prendere in considerazione il patrimonio conservato nell'archivio Miniati. Sulla questione interviene anche Franco Frediani, esperto di storia, che estende la discussione sulla memoria, anche alla necessità di recuperare il ricordo di personaggi importanti per la città. Frediani in merito al progetto europeo, si chiede «come si possano ipotizzare i "Sentieri della memoria", tanto a cuore all'attuale amministrazione senza inserire negli stessi una documentazione fotografica preziosa come quella di Miniati?».
Frediani quindi si rivolge agli assessorati competenti perché «facciano tutto quanto in loro potere per consegnare alla città una testimonianza così importante del suo passato». E lo storico lancia anche una proposta: «Tra breve, ci assicurano gli amministratori, Villa Rinchiostra dovrebbe finalmente divenire agibile. Quale collocazione migliore se non quella?». E immagina un vero e proprio museo: «se anche l'attuale proprietario della ex collezione di macchine fotografiche appartenute a Iannello, decidesse di metterle a disposizione, Massa potrebbe vantare un bel patrimonio culturale». E in merito alle parole di Caruso che ha accusato il Comune di volere la "memoria" "solo pro-domo sua, precisa: «Sarebbe infatti interessante sapere se negli "itinerari" previsti troveranno spazio anche illustri personaggi a torto dimenticati». E si riferisce a Ubaldo Bellugi, «il più grande poeta che Massa abbia mai avuto e al quale a tutt'oggi è stata negata la titolazione di una strada o di una piazza». E ancora a Lorenzo Paladini, «l'eroe massese più decorato, morto in Spagna, non in camicia nera, ma con la regolare divisa del Regio Esercito Italiano e là andato non a combattere per gli ideali fascisti ma, a torto o a ragione, per difendere gli ideali di patria e libertà».
E infine il giovane Candiani, «morto trucidato a Forno e del quale a oltre sessant'anni di distanza, nessuno ha ancora spiegato come andarono i fatti». Niente revisionismo assicura. «I soliti stolti, intrisi di preconcetti grideranno al revisionismo storico. Nulla di più infame e falso. Se si vuole narrare la storia questa è fatta anche di quelle verità che, seppur scomode, non dovrebbero essere ignorate».
Il Comune, infatti, ha partecipato ad un bando europeo per la valorizzazione del ricordo. Percorsi fisici, didattici e multimediali permetteranno ai massesi di riscoprire la storia della città tra il 1942 e il 1945. Di qui la richiesta di Caruso di prendere in considerazione il patrimonio conservato nell'archivio Miniati. Sulla questione interviene anche Franco Frediani, esperto di storia, che estende la discussione sulla memoria, anche alla necessità di recuperare il ricordo di personaggi importanti per la città. Frediani in merito al progetto europeo, si chiede «come si possano ipotizzare i "Sentieri della memoria", tanto a cuore all'attuale amministrazione senza inserire negli stessi una documentazione fotografica preziosa come quella di Miniati?».
Frediani quindi si rivolge agli assessorati competenti perché «facciano tutto quanto in loro potere per consegnare alla città una testimonianza così importante del suo passato». E lo storico lancia anche una proposta: «Tra breve, ci assicurano gli amministratori, Villa Rinchiostra dovrebbe finalmente divenire agibile. Quale collocazione migliore se non quella?». E immagina un vero e proprio museo: «se anche l'attuale proprietario della ex collezione di macchine fotografiche appartenute a Iannello, decidesse di metterle a disposizione, Massa potrebbe vantare un bel patrimonio culturale». E in merito alle parole di Caruso che ha accusato il Comune di volere la "memoria" "solo pro-domo sua, precisa: «Sarebbe infatti interessante sapere se negli "itinerari" previsti troveranno spazio anche illustri personaggi a torto dimenticati». E si riferisce a Ubaldo Bellugi, «il più grande poeta che Massa abbia mai avuto e al quale a tutt'oggi è stata negata la titolazione di una strada o di una piazza». E ancora a Lorenzo Paladini, «l'eroe massese più decorato, morto in Spagna, non in camicia nera, ma con la regolare divisa del Regio Esercito Italiano e là andato non a combattere per gli ideali fascisti ma, a torto o a ragione, per difendere gli ideali di patria e libertà».
E infine il giovane Candiani, «morto trucidato a Forno e del quale a oltre sessant'anni di distanza, nessuno ha ancora spiegato come andarono i fatti». Niente revisionismo assicura. «I soliti stolti, intrisi di preconcetti grideranno al revisionismo storico. Nulla di più infame e falso. Se si vuole narrare la storia questa è fatta anche di quelle verità che, seppur scomode, non dovrebbero essere ignorate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
