Attenzione
Tavolo per Nca
«Nessuno tocchi la nave»
CInzia Carpita
◗
La nave tenuta in ostaggio in cantiere dai lavoratoriTutti dal prefetto: sindacati, sindaci di Carrara e Msassa e presidente della Provincia. Dopo che ieri la rappresentanza sindacale ha avuto dai vertici dei Nuovi Cantieri Apuania la conferma della volontà di varare, domani o giovedì, il penultimo traghetto Grimaldi
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MARINA DI CARRARA. Tutti dal prefetto: sindacati, sindaci di Carrara e Msassa e presidente della Provincia. Dopo che ieri la rappresentanza sindacale ha avuto dai vertici dei Nuovi Cantieri Apuania la conferma della volontà di varare, domani o giovedì, il penultimo traghetto Grimaldi. Quello tenuto in ostaggio dai lavoratori come simbolo della lotta che da mesi non trova risposte convincenti dal governo, né sull'assetto societario del cantiere né su nuovi carichi di lavoro.
Ieri in serata il sindaco Angelo Zubbani ha avuto notizia che il ministero dello sviluppo economico ha convocato il tavolo per Nca per il 10 novembre. Una data decisa in funzione del fatto che il presidente della Regione Martini, sarebbe in partenza per il Giappone e al suo rientro il ministero vorrebbe avere un incontro con lui prima della riunione collettiva per il cantiere. Nel caso che Martini annulli il suo viaggio all'estero, il tavolo potrebbe essere anticipato. Ma per ora il riferimento è quello del 10 novembre.
Ma ciò non ha spostato di un millimetro la posizione dei sindacati: «Finché non ci sarà quel tavolo, la nave resta in ostaggio».
Lo hanno detto al prefetto, facendogli presente che potrebbero determinarsi problemi di ordine pubblico.
Il varo della nave era previsto in settembre, poi rinviato ai primi di ottobre. L'azienda finora non ha mai messo in pratica forzature, mentre i lavoratori in stato di agitazione, hanno attuato scioperi, sit-in, il blocco delle merci in ingresso, e controllato a turno affinché non venisse immessa acqua nel bacino, per evitare che il traghetto ormai pronto potesse essere varato.
Una situazione da stress per le maestranze, di fronte al balletto dei tavoli romani dove Nca ha dovuto conquistarsi un posto.
L'amministratore delegato di Nca, Luigi Mor, ha spiegato nei giorni scorsi, che la nave deve essere varata, che la situazione non può durare così: prchè la mancata consegna a Grimaldi si trascina dietro le possibili penali che in questi casi possono scattare. Inoltre le ditte esterne stanno finendo i carichi di lavoro, e i dipendenti diretti non sono in migliori condizioni.
Ma, se da un lato la logica aziendale non fa una grinza, dall'altra parte c'è tutta la rabbia dei lavoratori che finora, dal ministero dello sviluppo economico, hanno avuto un'attenzione che non si è tradotta in risposte concrete sul futuro del cantiere. E così, si è arrivati al braccio di ferro tra operai e azienda. Non voluto sicuramente da nessuna dalle due parti.
C'è chi pensa che l'annuncio della volontà di varare la nave domani (confermata ieri alla rsu dal direttore di produzione), possa essere una forzatura dei vertici Nca. E che tutto sommato potrebbe servire anche a dare un'accelerata alla vertenza e a smuovere qualcosa a Roma.
Certo è che lo scenario non è rassicurante. Se domani l'azienda procedesse al varo, chi, fisicamente, lo attuerebbe, se i lavoratori mettessero in atto iniziative per impedirlo?
«Noi continuiamo la nostra lotta - hanno detto ieri i rappresentanti sindacali».
Ma, proprio per evitare che la tensione salga ulteriormente nelle prossime ore, ieri pomeriggio la delegazione sindacale e istituzionale ha chiesto aiuto al prefetto dottor Giuseppe Merendino. Che da oggi tenterà una mediazione con l'azienda.
«A questi punti vogliamo nero su bianco - dice Paolo Gozzani della Cgil - affinché il varo non avvenga fino al tavolo del 10 novembre». Con lui, dal prefetto c'erano Andrea Figaia e Marco Battistini della Cisl, Franco Borghini della Uil, Alessio Castelli della Cgil, la rappresentanza sindacale interna. Mentre i lavoratori facevano la guardia alla nave.
Ieri in serata il sindaco Angelo Zubbani ha avuto notizia che il ministero dello sviluppo economico ha convocato il tavolo per Nca per il 10 novembre. Una data decisa in funzione del fatto che il presidente della Regione Martini, sarebbe in partenza per il Giappone e al suo rientro il ministero vorrebbe avere un incontro con lui prima della riunione collettiva per il cantiere. Nel caso che Martini annulli il suo viaggio all'estero, il tavolo potrebbe essere anticipato. Ma per ora il riferimento è quello del 10 novembre.
Ma ciò non ha spostato di un millimetro la posizione dei sindacati: «Finché non ci sarà quel tavolo, la nave resta in ostaggio».
Lo hanno detto al prefetto, facendogli presente che potrebbero determinarsi problemi di ordine pubblico.
Il varo della nave era previsto in settembre, poi rinviato ai primi di ottobre. L'azienda finora non ha mai messo in pratica forzature, mentre i lavoratori in stato di agitazione, hanno attuato scioperi, sit-in, il blocco delle merci in ingresso, e controllato a turno affinché non venisse immessa acqua nel bacino, per evitare che il traghetto ormai pronto potesse essere varato.
Una situazione da stress per le maestranze, di fronte al balletto dei tavoli romani dove Nca ha dovuto conquistarsi un posto.
L'amministratore delegato di Nca, Luigi Mor, ha spiegato nei giorni scorsi, che la nave deve essere varata, che la situazione non può durare così: prchè la mancata consegna a Grimaldi si trascina dietro le possibili penali che in questi casi possono scattare. Inoltre le ditte esterne stanno finendo i carichi di lavoro, e i dipendenti diretti non sono in migliori condizioni.
Ma, se da un lato la logica aziendale non fa una grinza, dall'altra parte c'è tutta la rabbia dei lavoratori che finora, dal ministero dello sviluppo economico, hanno avuto un'attenzione che non si è tradotta in risposte concrete sul futuro del cantiere. E così, si è arrivati al braccio di ferro tra operai e azienda. Non voluto sicuramente da nessuna dalle due parti.
C'è chi pensa che l'annuncio della volontà di varare la nave domani (confermata ieri alla rsu dal direttore di produzione), possa essere una forzatura dei vertici Nca. E che tutto sommato potrebbe servire anche a dare un'accelerata alla vertenza e a smuovere qualcosa a Roma.
Certo è che lo scenario non è rassicurante. Se domani l'azienda procedesse al varo, chi, fisicamente, lo attuerebbe, se i lavoratori mettessero in atto iniziative per impedirlo?
«Noi continuiamo la nostra lotta - hanno detto ieri i rappresentanti sindacali».
Ma, proprio per evitare che la tensione salga ulteriormente nelle prossime ore, ieri pomeriggio la delegazione sindacale e istituzionale ha chiesto aiuto al prefetto dottor Giuseppe Merendino. Che da oggi tenterà una mediazione con l'azienda.
«A questi punti vogliamo nero su bianco - dice Paolo Gozzani della Cgil - affinché il varo non avvenga fino al tavolo del 10 novembre». Con lui, dal prefetto c'erano Andrea Figaia e Marco Battistini della Cisl, Franco Borghini della Uil, Alessio Castelli della Cgil, la rappresentanza sindacale interna. Mentre i lavoratori facevano la guardia alla nave.
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