Il dolore
LE PRIMARIE DELLA DISCORDIA
La dêbacle di Franceschini
Chiara Sillicani
È la vittoria di Bersani e non solo a livello nazionale (ha superato la soglia del 50%). Anche in Provincia l'ex Ministro per lo sviluppo economico segna un punto importante. È vero la vittoria a Massa Carrara è targata Franceschini, ma il margine su Bersani si è notevolmente ristretto. Ristretto rispetto al voto nelle assemblee di circolo
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MASSA. È la vittoria di Bersani e non solo a livello nazionale (ha superato la soglia del 50%). Anche in Provincia l'ex Ministro per lo sviluppo economico segna un punto importante. È vero la vittoria a Massa Carrara è targata Franceschini, ma il margine su Bersani si è notevolmente ristretto. Ristretto rispetto al voto nelle assemblee di circolo. Insomma gli iscritti a settembre avevano espresso a gran voce la loro preferenza per Dario Franceschini che in Provincia incassava un bel 67,6% contro il 30,4% di Bersani. Ma gli elettori del Pd, tutti quelli che la tessera del partito non ce l'hanno, ma domenica si sono espressi, hanno cambiato le carte in tavola e Bersani guadagna quattordici punti percentuali. Un dato non trascurabile che fa gridare vittoria ai sostenitori della mozione Bersani e a tutti i pucciani. L'amministrazione e la giunta interpretano il risultato come un segnale di difficoltà della dirigenza locale del Partito. Enzo Manenti, ex sindaco di Licciana Nardi e coordinatore provinciale della mozione Bersani, non tiene un profilo basso. E non solo si rallegra del risultato, sottolineando che «il candidato, con 3 milioni di voti, è stato scelto dalla gente», ma fissa lo sguardo sul locale e invita ad un confronto sereno in vista della nomina per il nuovo segretario. «A maggio scade il mandato alla segreteria provinciale - spiega Manenti - e credo sia necessario avviare un dibattito per la scelta, nel rispetto delle indicazioni di Firenze, del nuovo segretario».
E, con estrema chiarezza, puntualizza che «chi ha governato il partito fino ad ora non ha la maggioranza assoluta». Insomma, i franceschiniani sarebbero in difficoltà in provincia e la cosa obbligherebbe ad un ripensamento della leadership.
Anche se il risultato di Franceschini a Massa Carrara è superiore alla media Toscana (40%) di circa 8 punti. A Massa, infatti, conquista il 48,58% dei voti (6367 espressi, 6280 validi), contro il 43,54 di Bersani e il 7,83 di Marino. A Carrara, dove hanno votato 4649 persone, Franceschini ha ottenuto 2157 voti (circa il 47%), 2024 Bersani (il 44,1%). A Montignoso, invece è Bersani a prendere più voti (83 contro i 621 di Franceschini).
E il sindaco Binaglia, pur sottolineando, il risultato soddisfacente della mozione Franceschini, riconosce, alla luce dei risultati delle primarie, la necessità di «un'analisi più profonda della gestione del partito nei prossimi mesi».
Il dato provinciale complessivo è di 48,43% di Franceschini contro il 44,04 di Bersani, al disotto di circa quattro punti rispetto alla media regionale. Dunque, senza dubbio, Franceschini ha vinto a Massa Carrara. Gianluca Brizzi, segretario comunale, è soddisfatto del risultato ottenuto. E soprattutto si rallegra per la partecipazione al voto: poco meno di 18 mila (17.964) le persone che hanno messo la scheda nell'urna. «Segno di un partito vivace e plurale».
I voti conquistati dall'ex segretario nazionale, nella nostra Provincia, sono un'importante conferma anche per Uilian Berti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, anche se c'è un però. «Ha votato molta gente - commenta Berti- che non è favorevole, ma piuttosto contraria al Pd».
Per il coordinamento provinciale della mozione Franceschini è «straordinario il dato che riguarda la partecipazione ed è giunta l'ora di togliersi le casacche delle mozioni per lavorare di comune accordo». E ricordando che quella massese «è la miglior performance per Franceschini, il cordinamento, guidato da Ernesto Manfredi, sottolinea «l'episodio spiecevole che ha visto protagonista il sindaco e altri che hanno riguardato un assessore della sua giunta in particolare che ha forzatamente votato in Cervara». E il riferimento è a Fabrizio Brizzi. «La mozione Bersani - prosegue il coordnamento - poteva contare sulla forza d'urto di molti amministratori, ma nonostante tutto, la prova di forza che il sindaco ha tentato contro il Pd è naufragata grazie alla mobilitazione dei cittadini». L'atmosfera, dunque, rimane calda.
E, con estrema chiarezza, puntualizza che «chi ha governato il partito fino ad ora non ha la maggioranza assoluta». Insomma, i franceschiniani sarebbero in difficoltà in provincia e la cosa obbligherebbe ad un ripensamento della leadership.
Anche se il risultato di Franceschini a Massa Carrara è superiore alla media Toscana (40%) di circa 8 punti. A Massa, infatti, conquista il 48,58% dei voti (6367 espressi, 6280 validi), contro il 43,54 di Bersani e il 7,83 di Marino. A Carrara, dove hanno votato 4649 persone, Franceschini ha ottenuto 2157 voti (circa il 47%), 2024 Bersani (il 44,1%). A Montignoso, invece è Bersani a prendere più voti (83 contro i 621 di Franceschini).
E il sindaco Binaglia, pur sottolineando, il risultato soddisfacente della mozione Franceschini, riconosce, alla luce dei risultati delle primarie, la necessità di «un'analisi più profonda della gestione del partito nei prossimi mesi».
Il dato provinciale complessivo è di 48,43% di Franceschini contro il 44,04 di Bersani, al disotto di circa quattro punti rispetto alla media regionale. Dunque, senza dubbio, Franceschini ha vinto a Massa Carrara. Gianluca Brizzi, segretario comunale, è soddisfatto del risultato ottenuto. E soprattutto si rallegra per la partecipazione al voto: poco meno di 18 mila (17.964) le persone che hanno messo la scheda nell'urna. «Segno di un partito vivace e plurale».
I voti conquistati dall'ex segretario nazionale, nella nostra Provincia, sono un'importante conferma anche per Uilian Berti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, anche se c'è un però. «Ha votato molta gente - commenta Berti- che non è favorevole, ma piuttosto contraria al Pd».
Per il coordinamento provinciale della mozione Franceschini è «straordinario il dato che riguarda la partecipazione ed è giunta l'ora di togliersi le casacche delle mozioni per lavorare di comune accordo». E ricordando che quella massese «è la miglior performance per Franceschini, il cordinamento, guidato da Ernesto Manfredi, sottolinea «l'episodio spiecevole che ha visto protagonista il sindaco e altri che hanno riguardato un assessore della sua giunta in particolare che ha forzatamente votato in Cervara». E il riferimento è a Fabrizio Brizzi. «La mozione Bersani - prosegue il coordnamento - poteva contare sulla forza d'urto di molti amministratori, ma nonostante tutto, la prova di forza che il sindaco ha tentato contro il Pd è naufragata grazie alla mobilitazione dei cittadini». L'atmosfera, dunque, rimane calda.
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