Attenzione
PRIMARIE DEL CAOS
«Sei anti-Pd? Non puoi votare»
Si chiama "28 Aprile" il nocciolo della questione. E secondo molti lo spartiacque fra diritto o non diritto al voto ieri è stata l'appartenenza a quella associazione. Certo, che chi vi aderisce sia sostenitore del sindaco e quindi non proprio "amico" del Partito Democratico, a livello locale, è cosa risaputa
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MASSA. Si chiama "28 Aprile" il nocciolo della questione. E secondo molti lo spartiacque fra diritto o non diritto al voto ieri è stata l'appartenenza a quella associazione. Certo, che chi vi aderisce sia sostenitore del sindaco e quindi non proprio "amico" del Partito Democratico, a livello locale, è cosa risaputa. E dalla campagna elettorale del 2008 o stai con il Pd o stai con Pucci.
E così in occasione delle primarie, che dovrebbero essere pacifico strumento di confronto e partecipazione, scoppia la bagarre.
Marco Carducci, avvocato, è il presidente della Commissione di Garanzia Provinciale del Pd. Nel pomeriggio di ieri invia una nota alla stampa per fare chiarezza su quanto accaduto in mattinata e, in particolare al seggio di Mirteto.
L'avvocato non fa alcun riferimento ai casi di adesione alla "28 Aprile", ma si concentra sulla posizione del sindaco, situazione che si ripropone per gli eletti in consiglio. Carducci spiega che il nodo del problema è l'elezione nelle assemblee con il sostegno di liste contrapposte al Pd.
E in merito a quanto accaduto a Mirteto precisa: «Roberto Pucci si è presentato al seggio chiedendo di votare, è stato eletto alla carica con il sostegno di liste contrapposte a quelle del Partito Democratico, partito - continua - che siede in consiglio come forza di opposizione e con un proprio gruppo».
E, citando lo statuto, aggiunge: «L'articolo due, comma 8 esclude dalla registrazione nell'anagrafe degli iscritti e nell'albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all'interno di organi istituzionali elettivi».
Ed è su questo punto che il dibattito si accende perché il sindaco e con lui molti sui supporter, durante la campagna elettorale, sostengono di «non essere iscritti e di non aderire ad alcun partito politico».
Giuliano Minuto è il presidente della "28 aprile", uomo di fiducia del sindaco e suo più grande sostenitore.
Ieri non ha votato perché per motivi personali è fuori Italia. «Secondo il nostro statuto - puntualizza - siamo un'associazione di carattere culturale, con finalità Onlus, se davvero non avessero fatto votare gli iscritti sarebbe gravissimo, da Tribunale.
Domani (oggi per chi legge) valuteremo le cose con serenità e serietà, poi decideremo sul da farsi.
Del resto - conclude Minuto - sono stati loro a non volere le primarie per scegliere il candidato a sindaco lo scorso anno, ed è per questo che sono state costituite liste civiche a sostegno di Pucci come primo cittadino».
C.S.
E così in occasione delle primarie, che dovrebbero essere pacifico strumento di confronto e partecipazione, scoppia la bagarre.
Marco Carducci, avvocato, è il presidente della Commissione di Garanzia Provinciale del Pd. Nel pomeriggio di ieri invia una nota alla stampa per fare chiarezza su quanto accaduto in mattinata e, in particolare al seggio di Mirteto.
L'avvocato non fa alcun riferimento ai casi di adesione alla "28 Aprile", ma si concentra sulla posizione del sindaco, situazione che si ripropone per gli eletti in consiglio. Carducci spiega che il nodo del problema è l'elezione nelle assemblee con il sostegno di liste contrapposte al Pd.
E in merito a quanto accaduto a Mirteto precisa: «Roberto Pucci si è presentato al seggio chiedendo di votare, è stato eletto alla carica con il sostegno di liste contrapposte a quelle del Partito Democratico, partito - continua - che siede in consiglio come forza di opposizione e con un proprio gruppo».
E, citando lo statuto, aggiunge: «L'articolo due, comma 8 esclude dalla registrazione nell'anagrafe degli iscritti e nell'albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all'interno di organi istituzionali elettivi».
Ed è su questo punto che il dibattito si accende perché il sindaco e con lui molti sui supporter, durante la campagna elettorale, sostengono di «non essere iscritti e di non aderire ad alcun partito politico».
Giuliano Minuto è il presidente della "28 aprile", uomo di fiducia del sindaco e suo più grande sostenitore.
Ieri non ha votato perché per motivi personali è fuori Italia. «Secondo il nostro statuto - puntualizza - siamo un'associazione di carattere culturale, con finalità Onlus, se davvero non avessero fatto votare gli iscritti sarebbe gravissimo, da Tribunale.
Domani (oggi per chi legge) valuteremo le cose con serenità e serietà, poi decideremo sul da farsi.
Del resto - conclude Minuto - sono stati loro a non volere le primarie per scegliere il candidato a sindaco lo scorso anno, ed è per questo che sono state costituite liste civiche a sostegno di Pucci come primo cittadino».
C.S.
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