Attenzione
primarie Pd
Pucci non sfonda a Mirteto
Chiara Sillicani
L'esordio fa ben sperare. Il sindaco Pucci arriva al circolo "Il Moretto", in via San Vitale, puntualissimo: alle undici, come aveva preannunciato. Neanche un minuto di più. E quella stretta di mano a Maurizio Morelli, ex assessore nella giunta Neri e scrutatore al seggio per Ortola e Castagnola, rasserena gli animi
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MASSA. L'esordio fa ben sperare. Il sindaco Pucci arriva al circolo "Il Moretto", in via San Vitale, puntualissimo: alle undici, come aveva preannunciato. Neanche un minuto di più. E quella stretta di mano a Maurizio Morelli, ex assessore nella giunta Neri e scrutatore al seggio per Ortola e Castagnola, rasserena gli animi.
Poi il sindaco entra nel circolo e si mette in coda per il voto. Qualche minuto di attesa ed è il finimondo: urla, grida, accuse reciproche, parolacce. La pressione sale a mille, volano gli insulti. Da una parte il sindaco, dall'altra il presidente del seggio, Pier Luigi Tazzini.
E quasi si sfiora la rissa. Del resto quei due agenti della digos, in borghese, proprio davanti al seggio, fin dalla prima mattina, suonano davvero come un pronostico negativo. Pucci arriva, maglioncino azzurro, clarcks ai piedi e aria tranquilla, accanto a lui c'è metà giunta: gli assessori Carmen Menchini, Alessandro Volpi, Andrea Ofretti. E ad accompagnarli Fabrizio Brizzi che il suo voto lo ha espresso alla 9 di mattina in Cervara, senza colpi di scena.
Nel circolo "Il Moretto" sono allestiti due seggi, quello di Ortola- Castagnola all'esterno e quello di Mirteto, all'interno. E mentre fuori le cose procedono tranquillamente, all'interno scoppia la bagarre.
Il sindaco, carta di identità e tessera elettorale alla mano, arriva al tavolo del Presidente Tazzini. «Ecco» e porge i suoi documenti, «voglio votare». E per qualche secondo è un dibattito a due, un botta e risposta. «Lei non può votare, lo sa, la sua giunta è contro il Pd». E il primo cittadino ribadisce un concetto che ripete da tempo o per lo meno da quando Massimo D'Alema è venuto a Massa per sostenere la candidatura di Bersani. «Il Pd è la mia casa» aveva detto in quell'occasione e ieri rafforza «ho votato per il Pd, sono un elettore e un fondatore del Partito Democratico, mi lasci votare». «Non posso darle la scheda, così prevede il regolamento».
L'atmosfera si scalda, Pucci chiede di leggere il regolamento pubblicamente.
E tutto degenera in una bagarre che è il film di una città incapace di disegnarsi un'identità collettiva e condivisa. E mentre una scrutatrice chiede che si metta a verbale la sua disponibilità a far votare il sindaco, quel circolo si trasforma nel teatrino della politica.
Il Presidente del seggio viene accusato di essere, per così dire, pilotato dall'alto, «lei stravolge il regolamento su indicazione, ha paura di perdere», il sindaco chiede l'intervento della Polizia, per l'esercizio del diritto al voto. Ma la Digos osserva. Scoppia il putiferio perché di supporters il sindaco al seggio ne ha parecchi: Mirteto è casa sua. «Democrazia libertà» grida qualcuno. Poi, tra la mischia il presidente ricorda al sindaco un secondo impedimento al voto, quella causa per l'incidente sul lavoro nella sua azienda in cui ha perso la vita un parente del primo cittadino. E lì Pucci perde il controllo e scappa un «testa di...». È uno scontro ravvicinato tra Pucci e il presidente di seggio, così ravvicinato da far pensare che dalle parole si passi alle mani. Anche Adriano Tongiani, ex presidente dell'Asmiu, entra in campo e si becca insulti e attacchi. Poi il sindaco, accompagnato dai suoi, esce.
E fuori gli animi si placano e si accende la discussione sull'interpretazione del regolamento. Per i "pucciani" il diritto al voto è stato negato: «il regolamento - spiegano - esclude chi fa parte di altri partiti politici, non è il nostro caso». «Nelle regole di integrazione al regolamento - precisa Luigi Bianchi, sostenitore di Pucci in campagna elettorale e bersaniano - si prevede che gli eletti (come il sindaco ndr) possano essere esclusi dal voto dal seggio all'unanimità. Una scrutatrice invece era favorevole a far esprimere Pucci».
Per gli arancioni il voto è stato impedito perché sarebbe stato favorevole a Bersani. Per il Pd quella del sindaco era la pretesa di imporsi al di sopra delle regole. E intanto i democratici fanno sapere che in Questura sono state già presentate due denunce per quanto accaduto a Mirteto, mentre i "pucciani" ventilano la possibilità di un annullamento delle elezioni.
Una brutta figura quella di ieri mattina, per tutti. Per la politica, per una città.
E la conferma che a Massa non si è scelto il segretario nazionale, ma ancora una volta ci si è dichiarati: di qua o di là. "Pucciani" o "rigoniani". Comunque vada, sarà una sconfitta.
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