Sicurezza
MASSA
Alloggi popolari sì, ma "di lusso"
Claudio Figaia
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Un’altra veduta del palazzo del centro storico ristruturatoNelle case vivranno 5 nuclei italiani e 4 marocchini e senegalesi
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MASSA. Stanze ancora fresche di vernice con vista mare e sui tetti della città; parcheggio sotto casa (una rarità, invidiatissima, nel centro storico); una facciata da casa alto-borghese. È villa Grossi, da ieri tornata a vivere. Come casa «popolare».
L'edificio di via Piastronata, per oltre vent'anni abbandonato (e in parte crollato), è stato ristrutturato con cura, dotato di ascensore e di servizi. E ieri mattina consegnato a nove famiglie in cerca di casa, inserite nella graduatoria comunale di chi cerca alloggio a canone popolare. Cinque, in effetti, i nuclei famigliari presenti alla piccola cerimonia in cui la vicesindaca Martina Nardi ha dato le chiavi degli alloggi: due italiane, due marocchine e un single senegalese. Gli altri arriveranno a giorni per dare vita a un condominio multietnico: 5 famiglie italiane e 4 straniere.
Inquilini fortunati: gli appartamenti - tra i 45 e gli 70 metri quadrati ciascuno, uno con una bella e ampia terrazza - sono lontanissimi dallo stereotipo delle classiche case popolari di periferia, tutte uguali, anonime e bruttine.
Il costo per la ristrutturazione di Villa Grossi è stato di circa 600mila euro (sostenuto dalla Regione); il progetto di recupero è stato condotto dai professionisti dell'Erp e del Comune. Si può stimare che quegli appartamenti, venduti sul libero mercato varrebbero 3mila euro al metro quadrato.
La consegna degli appartamenti della Piastronata segue di alcuni giorni quella di altri due alloggi a villa Baj.
«In un anno e mezzo - spiega Martina Nardi, vicesindaco e assessore all'Edilizia - abbiamo consegnato una sessantina di alloggi popolari attraverso l'edilizia "di risulta", cioè con il recupero di edifici in varie zone della città».
Ma si tratta, ammette la vicesindaca, di una goccia nel mare del bisogno abitativo: sono 470 circa i cittadini inseriti nelle graduatorie di chi cerca casa.
L'edificio di via Piastronata, per oltre vent'anni abbandonato (e in parte crollato), è stato ristrutturato con cura, dotato di ascensore e di servizi. E ieri mattina consegnato a nove famiglie in cerca di casa, inserite nella graduatoria comunale di chi cerca alloggio a canone popolare. Cinque, in effetti, i nuclei famigliari presenti alla piccola cerimonia in cui la vicesindaca Martina Nardi ha dato le chiavi degli alloggi: due italiane, due marocchine e un single senegalese. Gli altri arriveranno a giorni per dare vita a un condominio multietnico: 5 famiglie italiane e 4 straniere.
Inquilini fortunati: gli appartamenti - tra i 45 e gli 70 metri quadrati ciascuno, uno con una bella e ampia terrazza - sono lontanissimi dallo stereotipo delle classiche case popolari di periferia, tutte uguali, anonime e bruttine.
Il costo per la ristrutturazione di Villa Grossi è stato di circa 600mila euro (sostenuto dalla Regione); il progetto di recupero è stato condotto dai professionisti dell'Erp e del Comune. Si può stimare che quegli appartamenti, venduti sul libero mercato varrebbero 3mila euro al metro quadrato.
La consegna degli appartamenti della Piastronata segue di alcuni giorni quella di altri due alloggi a villa Baj.
«In un anno e mezzo - spiega Martina Nardi, vicesindaco e assessore all'Edilizia - abbiamo consegnato una sessantina di alloggi popolari attraverso l'edilizia "di risulta", cioè con il recupero di edifici in varie zone della città».
Ma si tratta, ammette la vicesindaca, di una goccia nel mare del bisogno abitativo: sono 470 circa i cittadini inseriti nelle graduatorie di chi cerca casa.
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