Il dolore
GUGLIELMI
Teatro: abbonamenti-boom
Si apre stasera alle ore 21,15 con un nome storico del teatro italiano e un habitué del teatro massese, Gabriele Lavia, la stagione teatrale 2009 - 2010 del Guglielmi. Lavia sarà regista e interprete di Macbeth uno tra i più noti drammi di William Shakespeare. Ma la stagione teatrale del Guglielmi è già un successo
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MASSA. Si apre stasera alle ore 21,15 con un nome storico del teatro italiano e un habitué del teatro massese, Gabriele Lavia, la stagione teatrale 2009 - 2010 del Guglielmi. Lavia sarà regista e interprete di Macbeth uno tra i più noti drammi di William Shakespeare.
Ma la stagione teatrale del Guglielmi è già un successo. C'è infatti un boom di tagliandi: 870 sono stati gli abbonamenti venduti relativamente alla stagione teatrale 2009 - 2010. 1.350 i posti disponibili al teatro Guglielmi per le tre serate in cui sono previste gli spettacoli (450 per ogni sera).
Rispetto al 2008 - spiega il Comune - sono stati venduti 100 abbonamenti in più e 200 in più rispetto al 2007. Per lo spettacolo "Macbeth" di Gabriele Lavia si è registrato il tutto esaurito per tutte e tre le serate.
«Siamo felici - commenta l'assessore alla Cultura, Carmen Menchini - di come si sta aprendo questa stagione di prosa e di come è andata la campagna abbonamenti. Non solo. Il tutto esaurito registrato per lo spettacolo di Lavia e l'apprezzamento che registriamo per il cartellone che abbiamo messo a punto con Fondazione Toscana Spettacolo, ci fa ben sperare. Vorrei ricordare che poniamo molta attenzione poi negli incontri con le compagnie, gli attori e registi. Gabriele Lavia, ad esempio, oggi alle 12 terrà un incontro con gli studenti del liceo classico, mentre sabato 24 alle ore17 incontrerà la stampa».
Oltre a Lavia i nomi importanti della stagione 2009-10 sono Paolo Poli, Lina Sastri, Luca De Filippo, Massimo Dapporto, Alessandro Gassman.
Ma veniamo a stasera. L'opera racconta la storia di Macbeth, generale, insieme a Banquo del re Duncan di Scozia. Entrambi ricevono la visita di tre streghe che predicono a Macbeth che diventerà barone di Cawdor e sarà re, mentre a Banquo che sarà capostipite di una dinastia regale. La profezia per Macbeth si avvera e le sue speranze inducono la moglie a progettare l'assassinio del re: uccide Duncan e diventa re di Scozia, ma decide di uccidere anche Banquo e suo figlio che riuscirà a mettersi in salvo. In un banchetto si materializza il fantasma di Banquo visibile solo a Macbeth che, disperato, evoca le streghe che predicano nefasti presagi. L'inganno viene fuori e nella follia si scatenano i sensi di colpa che indurranno lady Macbeth al suicidio e il re alla morte per mano dei principi scozzesi.
Il nuovo Macbeth diretto e interpretato da Gabriele Lavia, è un allestimento di suadente e sinistro impatto visivo. Macbeth (Lavia) è sempre impacciato, spaventato, goffo, ma tuttavia capace di commettere regicidio, manipolato dalla crudeltà convulsa di Lady Macbeth che, annientata dall'ossessione di perdere sudditi e potere, scivola verso la follia e il suicidio. Non c'è nulla di regale in Macbeth o in Lady Macbeth: la coppia, che vive nell'ossessione di perdere il suo potere instabile, è ben consapevole che è necessario recitare continuamente una farsa per nascondere il suo cuore nero e i terribili misfatti. Si tratta di una "tragedia del tempo umano", come dichiara Lavia,: se Macbeth e Lady Macbeth sono sempre alla ricerca del momento giusto, non riescono mai a trovarlo perché il loro potere è solo momentaneo, senza passato né futuro. I due assassini rimangono ingoiati dal tempo che li intrappola e solo con la loro morte, il tempo sarà liberato. Insomma, una tragedia dell'affanno: l'affanno di voler conquistare il potere e di non raggiungerlo mai.
Macbeth sarà rappresentato al Guglielmi da oggi a domenica 25.
Ma la stagione teatrale del Guglielmi è già un successo. C'è infatti un boom di tagliandi: 870 sono stati gli abbonamenti venduti relativamente alla stagione teatrale 2009 - 2010. 1.350 i posti disponibili al teatro Guglielmi per le tre serate in cui sono previste gli spettacoli (450 per ogni sera).
Rispetto al 2008 - spiega il Comune - sono stati venduti 100 abbonamenti in più e 200 in più rispetto al 2007. Per lo spettacolo "Macbeth" di Gabriele Lavia si è registrato il tutto esaurito per tutte e tre le serate.
«Siamo felici - commenta l'assessore alla Cultura, Carmen Menchini - di come si sta aprendo questa stagione di prosa e di come è andata la campagna abbonamenti. Non solo. Il tutto esaurito registrato per lo spettacolo di Lavia e l'apprezzamento che registriamo per il cartellone che abbiamo messo a punto con Fondazione Toscana Spettacolo, ci fa ben sperare. Vorrei ricordare che poniamo molta attenzione poi negli incontri con le compagnie, gli attori e registi. Gabriele Lavia, ad esempio, oggi alle 12 terrà un incontro con gli studenti del liceo classico, mentre sabato 24 alle ore17 incontrerà la stampa».
Oltre a Lavia i nomi importanti della stagione 2009-10 sono Paolo Poli, Lina Sastri, Luca De Filippo, Massimo Dapporto, Alessandro Gassman.
Ma veniamo a stasera. L'opera racconta la storia di Macbeth, generale, insieme a Banquo del re Duncan di Scozia. Entrambi ricevono la visita di tre streghe che predicono a Macbeth che diventerà barone di Cawdor e sarà re, mentre a Banquo che sarà capostipite di una dinastia regale. La profezia per Macbeth si avvera e le sue speranze inducono la moglie a progettare l'assassinio del re: uccide Duncan e diventa re di Scozia, ma decide di uccidere anche Banquo e suo figlio che riuscirà a mettersi in salvo. In un banchetto si materializza il fantasma di Banquo visibile solo a Macbeth che, disperato, evoca le streghe che predicano nefasti presagi. L'inganno viene fuori e nella follia si scatenano i sensi di colpa che indurranno lady Macbeth al suicidio e il re alla morte per mano dei principi scozzesi.
Il nuovo Macbeth diretto e interpretato da Gabriele Lavia, è un allestimento di suadente e sinistro impatto visivo. Macbeth (Lavia) è sempre impacciato, spaventato, goffo, ma tuttavia capace di commettere regicidio, manipolato dalla crudeltà convulsa di Lady Macbeth che, annientata dall'ossessione di perdere sudditi e potere, scivola verso la follia e il suicidio. Non c'è nulla di regale in Macbeth o in Lady Macbeth: la coppia, che vive nell'ossessione di perdere il suo potere instabile, è ben consapevole che è necessario recitare continuamente una farsa per nascondere il suo cuore nero e i terribili misfatti. Si tratta di una "tragedia del tempo umano", come dichiara Lavia,: se Macbeth e Lady Macbeth sono sempre alla ricerca del momento giusto, non riescono mai a trovarlo perché il loro potere è solo momentaneo, senza passato né futuro. I due assassini rimangono ingoiati dal tempo che li intrappola e solo con la loro morte, il tempo sarà liberato. Insomma, una tragedia dell'affanno: l'affanno di voler conquistare il potere e di non raggiungerlo mai.
Macbeth sarà rappresentato al Guglielmi da oggi a domenica 25.
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