Finanza
dipartimento di salute mentale
Suicida dopo un ricovero, è scontro
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Renzo Giusti presidente dell’associazione “Frediani”L'associazione "Frediani, per la difesa dell'ospedale e dei diritti alla salute", tramite il presidente Renzo Giusti, si interroga sul Servizio psichiatrico presso lo stabilimento di Massa, dopo il suicidio di una donna in città, «dimessa il 15 ottobre dai medici di questa unità operativa»
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CARRARA. L'associazione "Frediani, per la difesa dell'ospedale e dei diritti alla salute", tramite il presidente Renzo Giusti, si interroga sul Servizio psichiatrico presso lo stabilimento di Massa, dopo il suicidio di una donna in città, «dimessa il 15 ottobre dai medici di questa unità operativa».
«È vero che la paziente era stata dimessa dietro sua espressa volontà, - dice il comunitato dell'associazione firmato da Giusti - aveva dichiarato che avrebbe assunto la terapia farmacologica regolarmente, che si sarebbe presentata settimanalmente agli appuntamenti col medico curante al Centro di Salute Mentale di Carrara, e che al momento non aveva alcun proposito di tipo auto lesivo».
«Ci domandiamo con che criterio viene dimessa una paziente, anche dietro sua esplicita volontà, che era stata ricoverata in quanto a casa non assumeva la cura farmacologica, non si presentava settimanalmente agli appuntamenti con il medico curante».
L'associazione Frediani, nel sua comunicato, aggiunge che «Nella richiesta volontaria di dimissioni viene espletato che la paziente non è disponibile a protrarre la degenza in casa di cura come proposto dai medici». L'associazione esprime perplessità, «pur comprendendo le grandi difficoltà che i medici incontrano nella cura di questi pazienti».
Sul tragico fatto dei giorni scorsi, Giusti conclude: «Riteniamo quindi che anche se non saranno riscontrate colpe civili e penali (in quanto ci risulta che la famiglia voglia aprire un contenzioso), quanto meno vi saranno delle responsabilità morali».
«È vero che la paziente era stata dimessa dietro sua espressa volontà, - dice il comunitato dell'associazione firmato da Giusti - aveva dichiarato che avrebbe assunto la terapia farmacologica regolarmente, che si sarebbe presentata settimanalmente agli appuntamenti col medico curante al Centro di Salute Mentale di Carrara, e che al momento non aveva alcun proposito di tipo auto lesivo».
«Ci domandiamo con che criterio viene dimessa una paziente, anche dietro sua esplicita volontà, che era stata ricoverata in quanto a casa non assumeva la cura farmacologica, non si presentava settimanalmente agli appuntamenti con il medico curante».
L'associazione Frediani, nel sua comunicato, aggiunge che «Nella richiesta volontaria di dimissioni viene espletato che la paziente non è disponibile a protrarre la degenza in casa di cura come proposto dai medici». L'associazione esprime perplessità, «pur comprendendo le grandi difficoltà che i medici incontrano nella cura di questi pazienti».
Sul tragico fatto dei giorni scorsi, Giusti conclude: «Riteniamo quindi che anche se non saranno riscontrate colpe civili e penali (in quanto ci risulta che la famiglia voglia aprire un contenzioso), quanto meno vi saranno delle responsabilità morali».
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