Il Tirreno

MASSA

Project, il Tar riapre la partita

Chiara Sillicani
Viale Chiesa: qui deve nascere il grande parcheggio interrato
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Viale Chiesa: qui deve nascere il grande parcheggio interrato

Non c'è massese che non ricordi quel progetto. Un intervento complesso di pedonalizzazione di via Chiesa e di creazione di parcheggi sotterranei. Quello che tutti conosciamo come il project financing, l'animatore del dibattito preelettorale nel 2008. Ebbene, ora quel progetto torna d'attualità: la partita è riaperta.

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MASSA. Non c'è massese che non ricordi quel progetto. Un intervento complesso di pedonalizzazione di via Chiesa e di creazione di parcheggi sotterranei. Quello che tutti conosciamo come il project financing, l'animatore del dibattito preelettorale nel 2008. Ebbene, ora quel progetto torna d'attualità: la partita è riaperta.

Il ricorso. A riaprirla una sentenza del Tar, datata 20 ottobre. Novità dell'ultim'ora, dunque. Ma andiamo per ordine, tentando di rimettere a posto tutti i tasselli di una vicenda complessa.
Il tribunale amministrativo ha pronunciato una sentenza per l'annullamento della delibera numero 164 della Giunta Pucci. Non una delibera qualsiasi perché quella metteva un punto alla questione project financing, revocando l'atto deliberativo di due anni prima (numero 44 del 2006) con cui la giunta Neri dichiarava di pubblico interesse uno dei progetti elaborati per la pedonalizzazione di via Chiesa e la realizzazione dei parcheggi.
E, non a caso, a presentare ricorso al Tar sono due società che costituivano l'Ati, l'associazione temporanea di impresa, che aveva proposto il progetto in questione.

La delibera Neri.Si tratta della Final sps e della Apcoa Parking Italia, una spa italiana ma con il cuore in Francia. La delibera Neri del 2006, in base a quanto previsto dalla procedura, attribuiva un punteggio ai soggetti promotori di progetti per viale Chiesa e faceva proprie le valutazione già espresse dalla commissione tecnica. Per 67 punti contro 63 il progetto dell'Ati di cui fanno parte le società ricorrenti fu valutato il migliore.
Poi le cose sono cambiate e sono arrivate la nuova giunta e la nuova delibera. E Final e Apcoa ricorrono al Tar, impugnando l'atto, uno dei primi dell'amministrazione Pucci, datato 27 maggio 2008.

Vizio formale o sostanziale? Le società contestano vizi formali e sostanziali. L'avvocato Sergio Menchini, legale del Comune, chiarisce che «dal punto di vista formale si riferiscono all'inadeguatezza dell'atto». Insomma, qualche difetto tecnico che potrebbe essere corretto con una nuova delibera. Dal punto di vista sostanziale, invece, i ricorrenti contestano al Comune la possibilità di annullare un atto della giunta precedente. Insomma, secondo i ricorrenti, quella delibera dell'epoca Neri non avrebbe potuto essere toccata.

Gli scenari. E qui si gioca la partita, ma per avere il quadro completo della situazione, dobbiamno aspettare un paio di giorni: quando le motivazioni della sentenza saranno pubblicate, allora tutto sarà più chiaro.
Se infatti l'annullamento da parte del Tar fosse per motivi sostanziali, la questione project si riaprirebbe e il Comune potrebbe trovarsi costretto a portare avanti la procedura.
Del resto, come si intuisce leggendo l'atto in questione, le società si erano già fatte sentire con la nuova amministrazione «intimandogli di provvedere agli ulteriori atti di impulso alla procedura di project financing».

La delibera Pucci. Nell'atto del 2008, però, la giunta spiega il perché della sua decisione: la «necessità di un approfondimento dei numerosi profili di criticità, sotto il profilo tecnico e d economico» e ancora «le significative modifiche approntate dal legislatore all'istituto del project financing».
Non solo, la giunta specificava che, il fatto di aver riconosciuto il carattere di pubblico interesse ad un progetto, come avvenuto per le società in questione, non rende «illimitato il favore attribuito nella procedura al promotore».

Oltre tutto, l'amministrazione aveva davanti uno scoglio non da poco: approvazione e adozione del piano strutturale. E quella delibera avrebbe dovuto chiudere un partita.
Del resto lo stesso Neri, durante la campagna elettorale, all'alleato Idv Fabio Evangelisti, aveva garantito che l'idea del project era acqua passata. Cancellata. Ora invece, torna all'orizzonte e con una nuova giunta.

Segnali positivi per la Giunta. C'è però un elemento non trascurabile che fa pensare che la delibera sia stata annullata, ma solo per vizi formali. Il Tar ha, infatti, respinto la domanda di risarcimento danni avanzata da Final spa e Apcoa Parking Italia spa.
«Il fatto che la domanda di risarcimento non sia stata accolta - spiega l'avvocato Menchini - fa supporre che l'annullamento sia per vizio formale, in ogni caso aspetto le motivazioni. La discussione a Firenze è di qualche giorno fa, ieri è arrivata la sentenza, aspettiamo».
E se l'annullamento fosse di sostanza? «Allora, penseremo al ricorso al Consiglio di Stato».
E intanto il Comune paga 5mila euro come rimborso delle spese legali.

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