Sicurezza
Un fantasma sul porticciolo
◗
Il comandante della capitaneria Filippo MariniUn fantasma del passato ha messo in fibrillazione per quasi una settimana i Comuni di Massa e di Carrara su uno dei temi più caldi di questo autunno gelido, ovvero il porto turistico. È accaduto che, con nonchalance, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha richiesto un parere in merito alla richiesta di concessione
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Un fantasma del passato ha messo in fibrillazione per quasi una settimana i Comuni di Massa e di Carrara su uno dei temi più caldi di questo autunno gelido, ovvero il porto turistico. È accaduto che, con nonchalance, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha richiesto un parere in merito alla richiesta di concessione di uno specchio d'acqua e di un'area di 35mila metri quadrati.
La lettera, spedita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - direzione generale dei porti - è arrivata sul tavolo dei sindaci Angelo Zubbani e Roberto Pucci, oltre che del comandante della Capitaneria Filippo Marini e della Regione; stranamente, non era in indirizzo l'autorità portuale presieduta da Luigi Guccinelli, che pure è l'ente che materialmente dovrebbe dare la concessione sull'area a mare e sulla parte demaniale del comparto.
Fatto sta che dal ministero di Altero Matteoli fanno sapere, oggi nel 2009, che nel 1993 (proprio così) era giunta la richiesta della Impreinvest per realizzare un porto turistico, e che quindi chiedevano un parere alle istituzioni territoriali interessate in modo da decidere se dare seguito alla pratica o no. Impreinvest non è un nome qualunque: negli Anni Novanta era un colosso della diportistica, era controllato al 70% dal gruppo Fiat tramite la Impresit, promosse e realizzò vari porti turistici.
Ma torniamo alla lettera; ovviamente, parte subito la trafila delle verifiche. Sul momento, è anche naturale, vi era il timore che in qualche modo quella richiesta di 16 anni fa potesse vanificare tutto l'attuale complesso percorso avviato da Massa e Carrara, di concerto con la Regione e la Port Authority, per instradare finalmente il porto turistico nei corretti binari di programmazione.
Racconta il sindaco Angelo Zubbani: «Dopo questa lettera, ci siamo attivati. Abbiamo scoperto che al Ministero ci sono tre protocolli di progetti depositati per porti turistici a Massa-Carrara: uno dell'86, uno del '91 e questo del ' 93 che, evidentemente, non doveva essere improponibile dal momento che oggi, forse perché stanno mettendo ordine nelle pratiche arretrate, il ministero, dopo 16 anni, la rimette all'attenzione degli enti di competenza, Capitaneria di Porto, Comuni di Carrara e di Massa, e Regione. In ballo, 35mila metri quadrati di concessione fronte mare».
«Abbiamo fatto tutte le verifiche - aggiunge il primo cittadino - anche grazie al comandante della capitaneria Filippo Marini, che si è attivato con il ministero, e noi con la Regione. Si tratta di una prassi prevista per poter completare la pratica, a questo punto mi auguro, e francamente non vedo motivo per cui non accada, che vi sia dalla Regione il parere di archiviazione, perché non esistono i presupposti organizzativi e urbanistici per concederla».
Fra l'altro, Impreinvest risulta cessata nel 2004.
Ma, ammette il sindaco, un po' di preoccupazione c'è stata: «Ripeto - spiega - quando ci siamo visti davanti la lettera, non si capiva bene la fonte e la ratio del procedimento; io credo che la cosa finirà qui; per quanto ci riguarda, se la Regione ci dovesse chiedere un parere formale, noi diremo che il progetto del '93 non è conforme agli strumenti urbanistici, e che era maturato in un contesto storico diverso da questo».
M.B.
La lettera, spedita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - direzione generale dei porti - è arrivata sul tavolo dei sindaci Angelo Zubbani e Roberto Pucci, oltre che del comandante della Capitaneria Filippo Marini e della Regione; stranamente, non era in indirizzo l'autorità portuale presieduta da Luigi Guccinelli, che pure è l'ente che materialmente dovrebbe dare la concessione sull'area a mare e sulla parte demaniale del comparto.
Fatto sta che dal ministero di Altero Matteoli fanno sapere, oggi nel 2009, che nel 1993 (proprio così) era giunta la richiesta della Impreinvest per realizzare un porto turistico, e che quindi chiedevano un parere alle istituzioni territoriali interessate in modo da decidere se dare seguito alla pratica o no. Impreinvest non è un nome qualunque: negli Anni Novanta era un colosso della diportistica, era controllato al 70% dal gruppo Fiat tramite la Impresit, promosse e realizzò vari porti turistici.
Ma torniamo alla lettera; ovviamente, parte subito la trafila delle verifiche. Sul momento, è anche naturale, vi era il timore che in qualche modo quella richiesta di 16 anni fa potesse vanificare tutto l'attuale complesso percorso avviato da Massa e Carrara, di concerto con la Regione e la Port Authority, per instradare finalmente il porto turistico nei corretti binari di programmazione.
Racconta il sindaco Angelo Zubbani: «Dopo questa lettera, ci siamo attivati. Abbiamo scoperto che al Ministero ci sono tre protocolli di progetti depositati per porti turistici a Massa-Carrara: uno dell'86, uno del '91 e questo del ' 93 che, evidentemente, non doveva essere improponibile dal momento che oggi, forse perché stanno mettendo ordine nelle pratiche arretrate, il ministero, dopo 16 anni, la rimette all'attenzione degli enti di competenza, Capitaneria di Porto, Comuni di Carrara e di Massa, e Regione. In ballo, 35mila metri quadrati di concessione fronte mare».
«Abbiamo fatto tutte le verifiche - aggiunge il primo cittadino - anche grazie al comandante della capitaneria Filippo Marini, che si è attivato con il ministero, e noi con la Regione. Si tratta di una prassi prevista per poter completare la pratica, a questo punto mi auguro, e francamente non vedo motivo per cui non accada, che vi sia dalla Regione il parere di archiviazione, perché non esistono i presupposti organizzativi e urbanistici per concederla».
Fra l'altro, Impreinvest risulta cessata nel 2004.
Ma, ammette il sindaco, un po' di preoccupazione c'è stata: «Ripeto - spiega - quando ci siamo visti davanti la lettera, non si capiva bene la fonte e la ratio del procedimento; io credo che la cosa finirà qui; per quanto ci riguarda, se la Regione ci dovesse chiedere un parere formale, noi diremo che il progetto del '93 non è conforme agli strumenti urbanistici, e che era maturato in un contesto storico diverso da questo».
M.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
