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Traffico di cocaina dal Sudamerica:condannato a 17 anni

Roberto Pezzica Accanto, la Questura di Massa
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Roberto Pezzica Accanto, la Questura di Massa

Un traffico di droga internazionale, cocaina che dal sudamerica, arrivava nella nostra provincia. E non in piccoli quantitativi: chili di polvere bianca, da oltre oceano, attraverso la Spagna e la Germania, confluivano nel mercato illegale massese. Nascosti anche nei serbatoi delle motociclette

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MASSA. Un traffico di droga internazionale, cocaina che dal sudamerica, arrivava nella nostra provincia. E non in piccoli quantitativi: chili di polvere bianca, da oltre oceano, attraverso la Spagna e la Germania, confluivano nel mercato illegale massese. Nascosti anche nei serbatoi delle motociclette. E nei giorni scorsi è arrivata la sentenza di condanna per Roberto Pezzica, ritenuto l'elemento di spicco del gruppo criminale. Cinquantasette anni, residente a Carrara, Pezzica era imputato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. E la condanna, emessa dal tribunale di Massa, è esemplare: oltre 17 anni di reclusione.

Le indagini avevano mosso i primi passi alla fine del 2007. Nel mirino un gruppo di persone, tra cui anche alcuni sudamericani, che avrebbero organizzato un vero e proprio sistema di importazione e spaccio di cocaina.

Un lavoro di indagine che ha visto impegnata la squadra mobile di Massa, fianco a fianco, con la Questura di Bologna.
E non a caso, prima della condanna dei giorni scorsi, erano già scattate le manette per quatttro persone, italiane e colombiane, residenti in varie regioni: Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania. Una chiara conferma dell'entità del traffico di stupefacenti.

E, infatti,, in occasione degli arresti, scattò anche un provvedimento di sequestro: oltre cinque chili di sostanza stupefacente.

Nell'agosto del 2008 un altro momento clou dell'indagine con l'arresto di un concittadino del Pezzica, C.G, di 48 anni, carrarese.

Era stato beccato con due chili di cocaina. Aveva trovato un modo davvero originale di nasconderli e trasportarli agevolmente attraverso l'Europa.

Aveva realizzato un doppio fondo nel serbatoio della sua potentissima motocicletta. Così, ben protetta dalla benzina, in quel serbatoio viaggiava la coca. Per il carrarese, scoperto, erano scattate le manette.

Le indagini della squadra mobile sono preseguite, con il coordinamento della Procura, e a dicembre dello scorso anno è stato arrestato anche Roberto Pezzica, ritenuto l'elemento di spicco dell'intero gruppo criminale.

Tutti gli accertamenti successivi, coordinati dalla dottoressa Rossella Soffio, sostituto Procuratore, hanno confermato l'ipotesi e consentito la ricostruzione dell'intero quadro probatorio.

E al termine del processo, con rito abbreviato, il tribunale ha raccolto in toto le risultanze delle indagini e ha emesso la condanna nei confronti del Pezzica.

In realtà non 17, ma poco più di 14 anni di reclusione. A cui però se ne aggiungono altri tre per la revoca del beneficio di cui il condannato godeva grazie all'indulto. Roberto Pezzica, infatti, nel 2005 era stato scarcerato, gli erano stati appunto scontati tre anni di reclusione per una precedente condanna per reati simili.

Un recidivo dunque, già coinvolto in traffici di droga, che ha evitato una condanna ancora più dura grazie al rito abbreviato che ha permesso uno sconto di pena di un terzo.

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