Finanza
La stangata
Acqua e caffè? Fanno 10 euro
Alessandra Poggi
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CONTROLLI. La Guardia di Finanza al lavoroUn caffè? 5 euro E una bottiglietta d'acqua? Altri 5 euro. Salato, salatissimo, neanche fossimo in piazza San Marco o in piazza della Signoria, il conto pagato da alcuni ragazzi in un noto circolo di Marina. Troppo salato, tanto che i giovani si sono rivolti alla Finanza
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MARINA DI MASSA. Un caffè? 5 euro E una bottiglietta d'acqua? Altri 5 euro. Salato, salatissimo, neanche fossimo in piazza San Marco o in piazza della Signoria, il conto pagato da alcuni ragazzi in un noto circolo di Marina. Troppo salato, tanto che i giovani si sono rivolti alla Finanza.
L'episodio risale alla notte di sabato scorso quando un gruppo di ragazzi decide di andare nel locale a cantare: il circolo in questione è noto soprattutto per il karaoke.
Il problema nasce al momento del conto: i giovani non bevono alcolici, solo caffè e acqua. Ma si sentono «sparare» una cifra spropositata. Inevitabili le loro rimostranze. Chiedono lo scontrino fiscale ai titolari del locale. I quali rispondono - così riferiscono i ragazzi - che lì dentro, siccome si tratta di un circolo associativo, il rilascio dello scontrino non è previsto. La discussione si scalda. Se, allora, questo locale è un circolo, obiettano i clienti, perchè ci avete fatto entrare e ordinare le consumazioni senza chiedere se avessimo la tessera associativa? La tessera, sostengono i ragazzi, nessuno ce l'ha chiesta, nè ci ha chiesto di pagarla al momento in cui siamo entrati. Mentre il regolamento sui circoli prevede che essi siano frequentati esclusivamente dai soci. E poi, dicono ancora, proprio per il carattere di associazionismo, nei circoli di solito si praticano prezzi inferiori a quelli dgli altri locali.
Il titolare del circolo ha obiettato che i ragazzi sapevano, ed erano stati informati, di trovarsi in un circolo e che i prezzi delle consumazioni sarebbero stati alti.
Il contenzioso acceso avrà, probabilmente, uno strascico. Alla fine, infatti, i ragazzi sono usciti dal locale e sono andati dritti - nonostante l'ora, erano passate le tre del mattino - alla Guardia di finanza di Massa, per denunciare il tutto.
L'episodio risale alla notte di sabato scorso quando un gruppo di ragazzi decide di andare nel locale a cantare: il circolo in questione è noto soprattutto per il karaoke.
Il problema nasce al momento del conto: i giovani non bevono alcolici, solo caffè e acqua. Ma si sentono «sparare» una cifra spropositata. Inevitabili le loro rimostranze. Chiedono lo scontrino fiscale ai titolari del locale. I quali rispondono - così riferiscono i ragazzi - che lì dentro, siccome si tratta di un circolo associativo, il rilascio dello scontrino non è previsto. La discussione si scalda. Se, allora, questo locale è un circolo, obiettano i clienti, perchè ci avete fatto entrare e ordinare le consumazioni senza chiedere se avessimo la tessera associativa? La tessera, sostengono i ragazzi, nessuno ce l'ha chiesta, nè ci ha chiesto di pagarla al momento in cui siamo entrati. Mentre il regolamento sui circoli prevede che essi siano frequentati esclusivamente dai soci. E poi, dicono ancora, proprio per il carattere di associazionismo, nei circoli di solito si praticano prezzi inferiori a quelli dgli altri locali.
Il titolare del circolo ha obiettato che i ragazzi sapevano, ed erano stati informati, di trovarsi in un circolo e che i prezzi delle consumazioni sarebbero stati alti.
Il contenzioso acceso avrà, probabilmente, uno strascico. Alla fine, infatti, i ragazzi sono usciti dal locale e sono andati dritti - nonostante l'ora, erano passate le tre del mattino - alla Guardia di finanza di Massa, per denunciare il tutto.
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