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Rifiuti, si rischia la stangata

Claudio Figaia
Rifiuti, si rischia la stangata

Questione rifiuti sempre più calda con la vertenza della ditta Costa ad Albiano (e anche con la querelle sull'ex Cava Viti). Ma, intanto, la differenziata non decolla e la provincia apuana resta tra le maglie nere della Toscana nella classifica delle città più riciclone

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MASSA. Questione rifiuti sempre più calda con la vertenza della ditta Costa ad Albiano (e anche con la querelle sull'ex Cava Viti). Ma, intanto, la differenziata non decolla e la provincia apuana resta tra le maglie nere della Toscana nella classifica delle città più riciclone. Tanto che se l'eco-tassa entrasse in vigore domani per le casse comunali e per le tasche dei cittadini sarebbero guai.

I dati diffusi nei giorni scorsi dalla Regione Toscana non lasciano dubbi. Nella provincia di Massa Carrara la percentuale di raccolta differenziata si è fermata, nel 2008, al 26,15%. Ben sotto la media regionale (Siena sfiora il 50%, Lucca è al 43%, Firenze al 39%) e, ad ogni modo, ampiamente sotto la quota 45%, soglia che si deve raggiungere per evitare la addizionale-penalty.

Per ora, va detto, questa eco-tassa non si pagherà - è scattata soltanto per quei Comuni in cui si applica la Tia, ossia la tariffa sui rifiuti che prevede l'intera copertura del costo di raccolta e smaltimento - ma si tratta soltanto di tempo. Il tributo aggiuntivo che varia (vedi tabella qui sopra) da 10 a 23 euro per tonnellata dovrà esere prima o poi pagato (forse già dal prossimo anno). Con inevitabile - ci pare di capire - stangata sulla tassa sui rifiuti pagata dai cittadini.

I numeri sulla produzione e la raccolta di rifiuti urbani segnalano come sia Aulla, con il 39.81% il Comune più virtuoso in fatto di raccolta differenziata; seguito da Villafranca (38,8%) e da Podenzana (32,2). I centri più grandi, invece, sono sotto il 30%: Carrara si è fermata al 20% (ma la raccolta differenziata a Marina nel 2008 era appena partita), Massa non va oltre il 27,2%. Tutti i Comuni della provincia, tuttavia, dovrebbero pagare l'addizionale del 20%, ma con tributi che però variano dai 10 euro a tonnellata per Podenzana e Villafranca, a 23 euro a tonnellata di Massa e Comano. L'entità del tributo è modulata tenendo conto della produzione pro capite di rifiuti e della percentuale di differenziata. Ed è dunque inevitabile che Massa si ritrovi con l'incubo di dover pagare il tributo più alto: qui ogni abitante "effettivo" (il cui numero è calcolato, cioè sulla base delle presenze turistiche annue) ha prodotto nel 2008 oltre 878 chili di spazzatura. Più del doppio degli abitanti di Poedenzana (418 chili pro capite), ma anche 250 in più rispetto a Carrara (618 chili pro capite). Una produzione che dà a Massa un record poco invidiabile.

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