Sicurezza
Carrara
Ex infermiera trovata morta in un prato
Cinzia Carpita
◗
Il medico legale Maurizio Ratti sul luogo in cui è stata trovata morta la donnaProtezione civile mobilitata, poi la donna è stata individuata vicino all'ospedale: non c'era più nulla da fare
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CARRARA. La cercavano da giovedì sera: si era mobilitata la protezione civile dopo l'allarme dei familiari che non l'avevano trovata in casa. Le ricerche si sono dovute fermare alle 10 di ieri, quando il corpo privo di vita di C.B., 72 anni, è stato scorto dietro a un palazzo, vicino all'ospedale dove la donna aveva in passato lavorato come infermiera. Si è tagliata polsi e gola con una lametta.
La donna giaceva in un piccolo prato a lato di un condominio in via Del Cavatore, a fianco dell'ospedale. Il medico legale dottor Maurizio Ratti, nel primo accertamento sul posto, ha attribuito la morte ad un'acuta emorragia. Vicino al corpo sarebbe stata trovata una lametta. «Non ci sono elementi di sospetto. Le ferite ai polsi sono inequivocabili», ha detto Ratti ieri mattina, e nel pomeriggio, approfondendo l'esame esterno del corpo trasferito all'obitorio su disposizione del magistrato dottor Dello Iacono, il medico legale ha rilevato altri particolari: «Non ci sono elementi per sospettare aggressioni. La donna si è tagliata i polsi con la lametta. E poi la gola. Il momento del decesso è compatibile con la tarda serata di giovedì». La donna, da quanto si è appreso, era sofferente da tempo di disturbi, ed era stata in cura. Evidentemente il suo malessere interiore, nonostante fosse circondata dall'affetto della figlia e di tutti i familiari, l'ha portata verso un gesto estremo.
Sarebbe stata una signora che ieri mattina era nei pressi del condominio di fianco all'ospedale, sulla via che porta al ponte di ferro, ad avvistare il corpo disteso fra l'erba e un muretto di cemento. Immobile. Poteva essere un barbone addormentato: questa l'ipotesi immediata, che è stata subito cancellata dalla realtà. La donna giaceva in un lago di sangue. Così sono stati chiamati i soccorsi. A poca distanza gli uomini della protezione civile stavano scandagliando con sommozzatori il Carrione, a monte dell'ospedale, dove il fiume presenta anfratti. Nella zona del ponte di ferro, infatti, si erano concentrate le ricerche, che hanno impegnato una quarantina di uomini, fra dipendenti comunali e volontari di associazioni, coordinati dall'ingegner Marrani del Comune. Mobilitati carabinieri e polizia. La donna aveva un telefonino cellulare, e i controlli effettuati dalle autorità competenti, avevano permesso di individuare la "cella telefonica", cioè di circoscrivere un'area in cui poteva trovarsi l'anziana.
Da giovedì scorso, alcune segnalazioni di avvistamenti, avevano fatto battere ai congiunti una zona assai vasta, ma senza esito. Con il passare delle ore la famiglia (che aveva diffuso in città volantiani con l'immagine della congiunta) era sempre più in apprensione. Ma la macchina della protezione civile non si è mai fermata. Le ricerche, estese anche alle cave, erano proseguite nella notte di venerdì, e ieri mattina erano stati attivati i sommozzatori. Finchè non è avvenuto il ritrovamento. Purtroppo per C.B. non c'era più nulla da fare. La figlia, che in quel momento si trovava in Comune, presso la sede della Protezione civile, e che sperava di poter riabbracciare la mamma, appena ha appreso la notizia che le è stata comunicata con grande delicatezza, è scoppiata in un pianto disperato. Alcuni parenti si sono recati sul luogo del ritrovamento e i loro occhi si sono incontrati con quelli, tristi, degli uomini della protezione civile: uomini addolorati, che non si sono risparmiati, giorno e notte, nel desiderio di ritrovare e riportare a casa l'anziana sana e salva. Il destino ha voluto diversamente.
La donna giaceva in un piccolo prato a lato di un condominio in via Del Cavatore, a fianco dell'ospedale. Il medico legale dottor Maurizio Ratti, nel primo accertamento sul posto, ha attribuito la morte ad un'acuta emorragia. Vicino al corpo sarebbe stata trovata una lametta. «Non ci sono elementi di sospetto. Le ferite ai polsi sono inequivocabili», ha detto Ratti ieri mattina, e nel pomeriggio, approfondendo l'esame esterno del corpo trasferito all'obitorio su disposizione del magistrato dottor Dello Iacono, il medico legale ha rilevato altri particolari: «Non ci sono elementi per sospettare aggressioni. La donna si è tagliata i polsi con la lametta. E poi la gola. Il momento del decesso è compatibile con la tarda serata di giovedì». La donna, da quanto si è appreso, era sofferente da tempo di disturbi, ed era stata in cura. Evidentemente il suo malessere interiore, nonostante fosse circondata dall'affetto della figlia e di tutti i familiari, l'ha portata verso un gesto estremo.
Sarebbe stata una signora che ieri mattina era nei pressi del condominio di fianco all'ospedale, sulla via che porta al ponte di ferro, ad avvistare il corpo disteso fra l'erba e un muretto di cemento. Immobile. Poteva essere un barbone addormentato: questa l'ipotesi immediata, che è stata subito cancellata dalla realtà. La donna giaceva in un lago di sangue. Così sono stati chiamati i soccorsi. A poca distanza gli uomini della protezione civile stavano scandagliando con sommozzatori il Carrione, a monte dell'ospedale, dove il fiume presenta anfratti. Nella zona del ponte di ferro, infatti, si erano concentrate le ricerche, che hanno impegnato una quarantina di uomini, fra dipendenti comunali e volontari di associazioni, coordinati dall'ingegner Marrani del Comune. Mobilitati carabinieri e polizia. La donna aveva un telefonino cellulare, e i controlli effettuati dalle autorità competenti, avevano permesso di individuare la "cella telefonica", cioè di circoscrivere un'area in cui poteva trovarsi l'anziana.
Da giovedì scorso, alcune segnalazioni di avvistamenti, avevano fatto battere ai congiunti una zona assai vasta, ma senza esito. Con il passare delle ore la famiglia (che aveva diffuso in città volantiani con l'immagine della congiunta) era sempre più in apprensione. Ma la macchina della protezione civile non si è mai fermata. Le ricerche, estese anche alle cave, erano proseguite nella notte di venerdì, e ieri mattina erano stati attivati i sommozzatori. Finchè non è avvenuto il ritrovamento. Purtroppo per C.B. non c'era più nulla da fare. La figlia, che in quel momento si trovava in Comune, presso la sede della Protezione civile, e che sperava di poter riabbracciare la mamma, appena ha appreso la notizia che le è stata comunicata con grande delicatezza, è scoppiata in un pianto disperato. Alcuni parenti si sono recati sul luogo del ritrovamento e i loro occhi si sono incontrati con quelli, tristi, degli uomini della protezione civile: uomini addolorati, che non si sono risparmiati, giorno e notte, nel desiderio di ritrovare e riportare a casa l'anziana sana e salva. Il destino ha voluto diversamente.
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