Sicurezza
Carrara
Trovato cadavere nella ex segheria
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La zona di ritrovamento del cadavereLo ha trovato un passante che, come ogni sera, portava fuori il cane, lungo il viale XX Settembre. È stato proprio l'animale ad andare a frugare dietro il cancello divelto della ex segheria, abbandonata ormai da tempo
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CARRARA. Lo ha trovato un passante che, come ogni sera, portava fuori il cane, lungo il viale XX Settembre. È stato proprio l'animale ad andare a frugare dietro il cancello divelto della ex segheria, abbandonata ormai da tempo. E, a pochi passi c'era, riverso a terra il corpo privo di vita di Giuseppe Caricato, 51 anni, una vita difficile alle spalle.
L'uomo ha immediatamente allertato una pattuglia di vigili urbani che stavano passando nella zona. E da qui è partito l'allarme ai carabinieri e all'ambulanza.
Ma per Giuseppe Caricato non c'era più nulla da fare. Era morto da poche ore; l'impressione, è che si tratti di una sospetta overdose, ma ovviamente, solo i riscontri dell'autopsia - fissata per stamani, sarà eseguita dal medico legale dottor Maurizio Ratti - potranno dire l'ultima parola. A quanto sembra però, sarebbe stato trovato un laccio emostatico, oltre a una fiala di liquido fisiologico, elementi che farebbero pensare appunto a un decesso in qualche modo legato alle sostanze stupefacenti.
Una vita difficile la sua. Lo ricordano i vicini di casa, abitava nelle case popolari della Doganella. «Non posso credere che sia lui, pensavamo si stesse curando» dice qualcuno, a bassa voce. Quasi per rispetto di quel cadavere che coperto da un telo bianco è rimasto steso a terra in attesa che venissero effettuati tutti i rilevamenti del caso.
In pochi hanno voglia di ricordare Giuseppe. Ma, soprattutto nelle persone più anziane spuntano le lacrime agli occhi. «La sua è stata una vita sfortunata, e adesso morire così, per strada. Non ha mai avuto pace, nemmeno adesso».
Il traffico sul viale si ferma. Tanti scendono dalle auto per vedere cosa è successo. E sembra quasi impossibile che, nell'ora di punta, quella del rientro a casa, sotto quel telo ci sia una vita perduta, finita dietro il cancello arrugginito di una vecchia segheria. A pochi passi dalla casa dove Caricato aveva la residenza.
Sul luogo del ritrovamento il medico legale Maurizio Rattio ha comunque fatto un primo esame del cadavere; la morte potrebbe risalire al primo pomeriggio, sembra che Giuseppe Caricato fosse ricoverato in una struttura di recupero, e che abbia avuto alcuni giorni di permesso: purtroppo, gli sono stati fatali. Il decesso sembra dovuto a intossicazione acuta da sostanze stupefacenti, ma prima di arrivare a una conclusione, come accennato, occorre aspettare. È stata aperta un'inchiesta: le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Carrara, ed è coordinata dal magistrato dottor Dello Iacono.
E intanto fra alcuni abitanti della zona cresce la rabbia, nei confronti di quella segheria dismessa: «Dove ogni sera ne succedono di tutti i colori - dicono - spaccio, bivacchi, gente che viene a dormire e a fare i propri bisogni. Noi abbiamo paura, la sera, o meglio appena viene buio, uscire di casa anche solo per andare a portare l'immondizia o a spasso il cane è un vero problema».
R.C.
L'uomo ha immediatamente allertato una pattuglia di vigili urbani che stavano passando nella zona. E da qui è partito l'allarme ai carabinieri e all'ambulanza.
Ma per Giuseppe Caricato non c'era più nulla da fare. Era morto da poche ore; l'impressione, è che si tratti di una sospetta overdose, ma ovviamente, solo i riscontri dell'autopsia - fissata per stamani, sarà eseguita dal medico legale dottor Maurizio Ratti - potranno dire l'ultima parola. A quanto sembra però, sarebbe stato trovato un laccio emostatico, oltre a una fiala di liquido fisiologico, elementi che farebbero pensare appunto a un decesso in qualche modo legato alle sostanze stupefacenti.
Una vita difficile la sua. Lo ricordano i vicini di casa, abitava nelle case popolari della Doganella. «Non posso credere che sia lui, pensavamo si stesse curando» dice qualcuno, a bassa voce. Quasi per rispetto di quel cadavere che coperto da un telo bianco è rimasto steso a terra in attesa che venissero effettuati tutti i rilevamenti del caso.
In pochi hanno voglia di ricordare Giuseppe. Ma, soprattutto nelle persone più anziane spuntano le lacrime agli occhi. «La sua è stata una vita sfortunata, e adesso morire così, per strada. Non ha mai avuto pace, nemmeno adesso».
Il traffico sul viale si ferma. Tanti scendono dalle auto per vedere cosa è successo. E sembra quasi impossibile che, nell'ora di punta, quella del rientro a casa, sotto quel telo ci sia una vita perduta, finita dietro il cancello arrugginito di una vecchia segheria. A pochi passi dalla casa dove Caricato aveva la residenza.
Sul luogo del ritrovamento il medico legale Maurizio Rattio ha comunque fatto un primo esame del cadavere; la morte potrebbe risalire al primo pomeriggio, sembra che Giuseppe Caricato fosse ricoverato in una struttura di recupero, e che abbia avuto alcuni giorni di permesso: purtroppo, gli sono stati fatali. Il decesso sembra dovuto a intossicazione acuta da sostanze stupefacenti, ma prima di arrivare a una conclusione, come accennato, occorre aspettare. È stata aperta un'inchiesta: le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Carrara, ed è coordinata dal magistrato dottor Dello Iacono.
E intanto fra alcuni abitanti della zona cresce la rabbia, nei confronti di quella segheria dismessa: «Dove ogni sera ne succedono di tutti i colori - dicono - spaccio, bivacchi, gente che viene a dormire e a fare i propri bisogni. Noi abbiamo paura, la sera, o meglio appena viene buio, uscire di casa anche solo per andare a portare l'immondizia o a spasso il cane è un vero problema».
R.C.
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