Il Tirreno

Depurazione

Gaia, in arrivo i rimborsi

Chiara Sillicani
<strong>LA PROTESTA.</strong> Cittadini mostrano la bolletta di Gaia
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LA PROTESTA. Cittadini mostrano la bolletta di Gaia

Rimborsi all'orizzonte. Per una volta non saranno i cittadini a pagare. I soldi, infatti, li tirerà fuori Gaia Spa. Dovrà rimborsare tutti gli utenti che hanno pagato la depurazione senza essere allacciati alla rete fognaria

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MASSA. Rimborsi all'orizzonte. Per una volta non saranno i cittadini a pagare. I soldi, infatti, li tirerà fuori Gaia Spa. Dovrà rimborsare tutti gli utenti che hanno pagato la depurazione senza essere allacciati alla rete fognaria. Nessuna via d'uscita per il gestore del servizio idrico, a prevedere i rimborsi è un decreto che porta la firma del Ministro all'ambiente Prestigiacomo.
I rimborsi. Un atto con cui vengono stabiliti tutti i criteri per la restituzione delle somme «indebitamente versate dagli utenti per il canone di depurazione delle acque nonostante la mancanza degli impianti o la loro temporanea inattività». Adesso si tratterà di verificare in quante case la bolletta è stata recapitata, ma la rete fognaria non arriva. Giuliano Minuto, membro del cda della società, spiega che negli «scorsi mesi, presso l'ufficio di via Cavour, i cittadini hanno compilato un modulo in cui dichiaravano il mancato allacciamento. Non si tratta di autocertificazione - precisa - ma di una dichiarazione, per cui a breve dovranno partire i controlli». Poi i rimborsi. Come e quando ancora non è chiaro. Paolo Peruzzi, direttore di Gaia, spiega che «Il decreto è stato firmato, ma deve ancora passare al vaglio della Corte dei Conti, poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale». Dopodichè i rimborsi, anche se Gaia ha 5 anni di tempo tempo per mettersi in regola. «A Massa - precisa il direttore Peruzzi - le famiglie interessate sono poche (circa mille n.d.r)». Anche perché chi ha pagato la depurazione senza aver ricevuto il servizio, si vedrà decurtare una parte del rimborso se sono in corso i lavori per allacciare la sua abitazione alla rete. Notizie fumose, dunque, almeno per ora.
I conguagli. Un po' più di chiarezza, invece, sulla questione dei conguagli. L'Ato, l'ambito territoriale ottimale, è il soggetto che ha affidato a Gaia il servizio idrico. L'Ato ha messo a punto un piano tariffario che definisce gli importi e gli aumenti anno per anno. Quegli aumenti spesso, per volontà dei comuni, non sono finiti in bolletta. Ma a Gaia i soldi servono, non riesce a far fronte alle spese. Così lo scorso anno abbiamo fatto i conti, è il caso di dirlo, con i conguagli del 2005 e nei prossimi anni, fino al 2014, verranno dilazionati in bolletta quelli relativi al periodo 2006-2008. Gaia non può evitare l'adeguamento al piano tariffario, questione di soldi e di norme. Perché la legge Galli del'94 prevede che i costi del servizio siano coperti dalle tariffe. E il primo passo è recuperare tutti i soldi. A parte l'accordo con chi a Carrara ha scelto l'autoriduzione e ha pagato come se ci fosse ancora il vecchio gestore (perv loro è prevista la rateizzazione dell'importo), nel 2009 il 60% della morosità è stato recuperato. Chi non pagava la tariffa è stato obbligato farlo.

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