Sicurezza
LA VERTENZA
Mor: bloccare il varo ci rovina l'immagine
Alessandra Vivoli
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L’ad Luigi Mor e un corteo dei lavoratori di Nca«Il modello Nca non regge più, è superato: adesso ci si può solo limitare a farlo sopravvivere». A dirlo è l'amministratore delegato dei Nuovi Cantieri Apuania, l'ingegner Luigi Mor. Il manager, che era presente all'incontro con Invitalia, fa un'attenta disamina della crisi e manda un chiaro messaggio al sindacato
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CARRARA. «Il modello Nca non regge più, è superato: adesso ci si può solo limitare a farlo sopravvivere». A dirlo è l'amministratore delegato dei Nuovi Cantieri Apuania, l'ingegner Luigi Mor. Il manager, che era presente all'incontro con Invitalia, fa un'attenta disamina della crisi e manda un chiaro messaggio al sindacato: «a differenza loro io non pongo limiti nel cercare soluzioni per il futuro di Nca. A patto che resti un cantiere e che i conti siano a posto».
«Nca? Un modello superato». È un'analisi attenta e articolata quella dell'ingegner Luigi Mor. Con una premessa: «Non mettetemi in contrapposizione con il sindacato, non è il momento di farsi la guerra». Anche se poi, e questo le vedremo più avanti, a mandare un messaggio inequivocabile a lavoratori e sindacalisti, l'ad del cantiere ci penserà da solo. Ma andiamo con ordine. L'ingegner Mor parte da lontano per dichiarare finito il «modello Nca». Più chiaro di così. «I tempi evolvono - comincia col dire l'ingegner Mor - e gli ultimi 30 anni di storia dimostrano che questo modello di mono-cantiere assestante non regge più. Perché non regge più? Perché i conti non sono a posto, mancano gli utili. E proprio per questo, oltre a continuare a fare le belle navi come abbiamo fatto fino ad oggi, bisogna cercare un nuovo modello aziendale per il cantiere».
«Tre anni fa si poteva continuare a cercare la soluzione cara al sindacato, quella di continuare con la navalmeccanica e con il pubblico - continua Mor - Lo scorso anno si poteva inseguire quella dei privati, visto che alla gara per la vendita di Nca si erano presentati 8 pretendenti. Oggi queste due ipotesi sembrano lontane: bisogna solo cercare di far sopravvivere il cantiere. Bisogna arrivare alla riva, anche remando con le mani».
«La soluzione non è solo Fincantieri». L'uovo di Colombo secondo l'ingegner Mor. Un boccone di sicuro indigeribile per i sindacati.
Ma per l'amministratore delegato di Nca si tratta solo di allargare la prospettiva.
«La soluzione Fincantieri è la più logica - afferma Mor - ma non è l'unica. È da qui che bisogna partire per affrontare la crisi dell'azienda. La differenza fra me e il sindacato è che io non pongo limiti alle soluzioni che potrebbero aiutare Nca a superare l'empasse. Ci sono solo due punti fermi irrinunciabili: il cantiere navale deve rimanere tale, insomma non ci possiamo far nascere la Barilla. Ma può essere un cantiere che si occupa di navi, mega yacht o riparazioni. Insomma, non è obbligatorio che si facciano navi a carico dello stato». «La seconda condizioni legata al futuro di Nca è che i conti devono essere a posto: l'azienda deve ricominciare - conclude Mor - a creare utili». Infine uno spiraglio verso il diporto. «Il clima che si respirava al salone di Genova, nonostante la flessione, è di un mercato che continua a tirare. E la nostra area geograficamente è ancora molto interessante e baricentrica».
«Bloccare il lavoro ci rovina l'immagine». Il tono è pacato: «mi raccomando, non voglio far guerra con il sindacato».
Ma l'ingegner Mor non ha davvero timore a dichiarare quello che pensa. Anche su una questione delicata come il blocco del varo della nave all'interno di nca che è divenuto un po' il vessillo della protesta delle tute blu. «Non si bloccano i vari, non si blocca il lavoro - afferma Mor - Nelle rarissime gare che ancora ci sono per gli appalti e i carichi di lavoro, l'immagine di Nca di sicuro non ci guadagna». «Ma adesso - conclude - non dite che la penso come l'armatore Grimaldi. Io lavoro perché ci sia un cantiere anche in futuro e non certo perché venga chiuso».
Zubbani: l'ultimo problema sono le speculazioni. Il sindaco risponde a distanza ai timori del sindacato. «In questo momento l'ombra delle speculazioni è l'ultimo dei problemi: bisogna chiedere l'autorizzazione anche per montare una tenda da sole. Quindi - chiarisce Zubbani - chi ha brutte intenzioni stai pure dov'è». E per quel che riguarda l'appuntamento di stamattina a Roma. «Non sono stati invitati tutti i sindaci delle realtà cantieristiche in crisi - precisa - Quindi lo considero un segnale importante anche per l'interesse dell'amministrazione alla vertenza Nca. Adesso la speranza è che il governo dica con chiarezza cosa intende fare per la cantieristica. È quello che ci aspettiamo».
«Nca? Un modello superato». È un'analisi attenta e articolata quella dell'ingegner Luigi Mor. Con una premessa: «Non mettetemi in contrapposizione con il sindacato, non è il momento di farsi la guerra». Anche se poi, e questo le vedremo più avanti, a mandare un messaggio inequivocabile a lavoratori e sindacalisti, l'ad del cantiere ci penserà da solo. Ma andiamo con ordine. L'ingegner Mor parte da lontano per dichiarare finito il «modello Nca». Più chiaro di così. «I tempi evolvono - comincia col dire l'ingegner Mor - e gli ultimi 30 anni di storia dimostrano che questo modello di mono-cantiere assestante non regge più. Perché non regge più? Perché i conti non sono a posto, mancano gli utili. E proprio per questo, oltre a continuare a fare le belle navi come abbiamo fatto fino ad oggi, bisogna cercare un nuovo modello aziendale per il cantiere».
«Tre anni fa si poteva continuare a cercare la soluzione cara al sindacato, quella di continuare con la navalmeccanica e con il pubblico - continua Mor - Lo scorso anno si poteva inseguire quella dei privati, visto che alla gara per la vendita di Nca si erano presentati 8 pretendenti. Oggi queste due ipotesi sembrano lontane: bisogna solo cercare di far sopravvivere il cantiere. Bisogna arrivare alla riva, anche remando con le mani».
«La soluzione non è solo Fincantieri». L'uovo di Colombo secondo l'ingegner Mor. Un boccone di sicuro indigeribile per i sindacati.
Ma per l'amministratore delegato di Nca si tratta solo di allargare la prospettiva.
«La soluzione Fincantieri è la più logica - afferma Mor - ma non è l'unica. È da qui che bisogna partire per affrontare la crisi dell'azienda. La differenza fra me e il sindacato è che io non pongo limiti alle soluzioni che potrebbero aiutare Nca a superare l'empasse. Ci sono solo due punti fermi irrinunciabili: il cantiere navale deve rimanere tale, insomma non ci possiamo far nascere la Barilla. Ma può essere un cantiere che si occupa di navi, mega yacht o riparazioni. Insomma, non è obbligatorio che si facciano navi a carico dello stato». «La seconda condizioni legata al futuro di Nca è che i conti devono essere a posto: l'azienda deve ricominciare - conclude Mor - a creare utili». Infine uno spiraglio verso il diporto. «Il clima che si respirava al salone di Genova, nonostante la flessione, è di un mercato che continua a tirare. E la nostra area geograficamente è ancora molto interessante e baricentrica».
«Bloccare il lavoro ci rovina l'immagine». Il tono è pacato: «mi raccomando, non voglio far guerra con il sindacato».
Ma l'ingegner Mor non ha davvero timore a dichiarare quello che pensa. Anche su una questione delicata come il blocco del varo della nave all'interno di nca che è divenuto un po' il vessillo della protesta delle tute blu. «Non si bloccano i vari, non si blocca il lavoro - afferma Mor - Nelle rarissime gare che ancora ci sono per gli appalti e i carichi di lavoro, l'immagine di Nca di sicuro non ci guadagna». «Ma adesso - conclude - non dite che la penso come l'armatore Grimaldi. Io lavoro perché ci sia un cantiere anche in futuro e non certo perché venga chiuso».
Zubbani: l'ultimo problema sono le speculazioni. Il sindaco risponde a distanza ai timori del sindacato. «In questo momento l'ombra delle speculazioni è l'ultimo dei problemi: bisogna chiedere l'autorizzazione anche per montare una tenda da sole. Quindi - chiarisce Zubbani - chi ha brutte intenzioni stai pure dov'è». E per quel che riguarda l'appuntamento di stamattina a Roma. «Non sono stati invitati tutti i sindaci delle realtà cantieristiche in crisi - precisa - Quindi lo considero un segnale importante anche per l'interesse dell'amministrazione alla vertenza Nca. Adesso la speranza è che il governo dica con chiarezza cosa intende fare per la cantieristica. È quello che ci aspettiamo».
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