Sicurezza
centro storico
Boom dei dehors: già presentate 46 nuove richieste
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I tavoli all’apertoVoglia di colazioni e apertivi all'aperto. Anche in città (e la legge anti fumo ha fatto la sua parte) scoppia la mania dei dehors: 46 richieste in meno di un anno per quegli spazi attrezzati dai locali, con tavoli, gazebo, e, considerando la stagione, stufe, sul suolo pubblico. In centro e non solo
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CARRARA. Voglia di colazioni e apertivi all'aperto. Anche in città (e la legge anti fumo ha fatto la sua parte) scoppia la mania dei dehors: 46 richieste in meno di un anno per quegli spazi attrezzati dai locali, con tavoli, gazebo, e, considerando la stagione, stufe, sul suolo pubblico. In centro e non solo.
Un vero e proprio boom legato al regolamento edilizio comunale, approvato all'inizio dell'anno, che ha, di fatto, fissato un insieme di regole a cui dovranno attenersi i nuovi dehors che sono diventati un allegato del regolamento stesso. Ma che, al tempo stesso, sdogana la voglia di spazi all'aria aperta per tutti coloro che vogliono utilizzare il suolo pubblico per dare uno sbocco al proprio locale. Sì, perché l'amministrazione, a chi sarà in regola con i dettami imposti dal regolamento edilizio, è ben disposta a concedere le autorizzazioni.
Nuove regole per i dehors. «Anche gli spazi dei locali sul suolo pubblico - spiega l'assessore al commercio Andrea Zanetti - devono avere delle caratteristiche precise, con cui abbiamo voluto dire basta a sedie di plastica, ombrelloni dai colori sgargianti e coperture in plastica. In nome di un decoro rubano che ha come obiettivo quello di ridisegnare il circuito commerciale e dei servizi del centro».
Ecco cosa cambierà. Sulla stessa linea del vicesindaco Zanetti l'assessore all'urbanistica Andrea Vannucci che punta l'attenzione sui criteri di «qualità». «Con il nuovo Rec (regolamento edilizio comunale) abbiamo concesso ai locali di fare di più, ma con l'obbligo di fare meglio - mette in chiaro Vannucci - Da quest'anno, infatti, per i dehors temporanei la concessione scatta a 3 anni (prima era solo di un anno), otto mesi per quelli stagionali. Ma la vera differenza sta nella tipologia dei vari interventi: per avere il via libera, infatti, bar e ristoranti dovranno attenersi a delle regole precise che sono differenti a seconda che si tratti di interventi in centro città o in altre zone». «Insomma - conclude Vannucci - chi apre un dehors in centro dovrà utilizzare materiali di maggior pregio, ma anche in tutte le altre zone ci dovranno essere delle linee comuni. Proprio per dire basta a quelle macroscopiche differenze, quelle che oggi si vedono in via Roma dove ogni locale ha una pedana, sedie e tavoli diversi, che certo non giovano all'immagine della città».
Le nuove richieste. I numeri parlano chiaro: per il 2009 le richieste avanzate da bar e ristoranti sono 46 sull'intero territorio. Insomma 46 spazi attrezzati all'aperto che sorgeranno da Carrara ad Avenza. A fare la parte del leone è il centro città: qui sono 20 i bar che hanno presentato domanda per avere un'appendice nel suolo pubblico. E per il centro storico, come ha precisato l'assessore all'urbanistica, ci sarà l'obbligo di utilizzare materiali di pregio e, soprattutto, tutti uguali.
Seguono, a parimerito, Marina e Avenza (e zone limitrofe) con 13 richieste a testa: tutti pronti ad attrezzare un'area all'aperto.
A.V.
Un vero e proprio boom legato al regolamento edilizio comunale, approvato all'inizio dell'anno, che ha, di fatto, fissato un insieme di regole a cui dovranno attenersi i nuovi dehors che sono diventati un allegato del regolamento stesso. Ma che, al tempo stesso, sdogana la voglia di spazi all'aria aperta per tutti coloro che vogliono utilizzare il suolo pubblico per dare uno sbocco al proprio locale. Sì, perché l'amministrazione, a chi sarà in regola con i dettami imposti dal regolamento edilizio, è ben disposta a concedere le autorizzazioni.
Nuove regole per i dehors. «Anche gli spazi dei locali sul suolo pubblico - spiega l'assessore al commercio Andrea Zanetti - devono avere delle caratteristiche precise, con cui abbiamo voluto dire basta a sedie di plastica, ombrelloni dai colori sgargianti e coperture in plastica. In nome di un decoro rubano che ha come obiettivo quello di ridisegnare il circuito commerciale e dei servizi del centro».
Ecco cosa cambierà. Sulla stessa linea del vicesindaco Zanetti l'assessore all'urbanistica Andrea Vannucci che punta l'attenzione sui criteri di «qualità». «Con il nuovo Rec (regolamento edilizio comunale) abbiamo concesso ai locali di fare di più, ma con l'obbligo di fare meglio - mette in chiaro Vannucci - Da quest'anno, infatti, per i dehors temporanei la concessione scatta a 3 anni (prima era solo di un anno), otto mesi per quelli stagionali. Ma la vera differenza sta nella tipologia dei vari interventi: per avere il via libera, infatti, bar e ristoranti dovranno attenersi a delle regole precise che sono differenti a seconda che si tratti di interventi in centro città o in altre zone». «Insomma - conclude Vannucci - chi apre un dehors in centro dovrà utilizzare materiali di maggior pregio, ma anche in tutte le altre zone ci dovranno essere delle linee comuni. Proprio per dire basta a quelle macroscopiche differenze, quelle che oggi si vedono in via Roma dove ogni locale ha una pedana, sedie e tavoli diversi, che certo non giovano all'immagine della città».
Le nuove richieste. I numeri parlano chiaro: per il 2009 le richieste avanzate da bar e ristoranti sono 46 sull'intero territorio. Insomma 46 spazi attrezzati all'aperto che sorgeranno da Carrara ad Avenza. A fare la parte del leone è il centro città: qui sono 20 i bar che hanno presentato domanda per avere un'appendice nel suolo pubblico. E per il centro storico, come ha precisato l'assessore all'urbanistica, ci sarà l'obbligo di utilizzare materiali di pregio e, soprattutto, tutti uguali.
Seguono, a parimerito, Marina e Avenza (e zone limitrofe) con 13 richieste a testa: tutti pronti ad attrezzare un'area all'aperto.
A.V.
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