Il Tirreno

Tensione in piscina, arrivano i carabinieri

I carabinieri alla piscina di Marina
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I carabinieri alla piscina di Marina

Caos piscina a Marina, e alle 18 circa di ieri sono dovuti intervenire anche i carabinieri. È andata così: alla piscina comunale di Marina, accompagnati dai genitori, si sono presentati a quell'ora del pomeriggio i giovani atleti della Triathlon K Apuania, chiedendo di avere accesso alla vasca per poter svolgere il loro allenamento di nuoto

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CARRARA. Caos piscina a Marina, e alle 18 circa di ieri sono dovuti intervenire anche i carabinieri. È andata così: alla piscina comunale di Marina, accompagnati dai genitori, si sono presentati a quell'ora del pomeriggio i giovani atleti della Triathlon K Apuania, chiedendo di avere accesso alla vasca per poter svolgere il loro allenamento di nuoto.

All'impossibilità di accesso, perché la vasca era in quel momento occupata per gli allenamenti degli atleti del Club Nautico e della Apuania Nuoto, nasceva un vivace "scambio di idee" fra i tecnici dei sodalizi, fino a che sopraggiungevano i Carabinieri della stazione di Marina. A quel punto gli animi si placavano e il gruppo della Triathlon K Apuania rinunciava a nuotare. «Noi - puntualizza il presidente della Triathlon K Apuania Luca Frediani - siamo stati costretti a questa azione dal fatto che il Comune, nonostante le nostre numerose sollecitazioni, non ci ha mai convocato e comunicato un calendario in cui ai nostri ragazzi sarà consentito di allenarsi in piscina, mentre altre società vedo che utilizzano l'impianto senza, a quanto mi risulta, comunicazioni ufficiali». «Il triathlon è uno sport duro e altamente competitivo - continua Frediani - e i nostri ragazzi, tutti tra gli 11 e i 13 anni, si sono allenati duramente per tutto il 2009, raggiungendo, in qualche caso, risultati di rilevanza nazionale; per presentarsi in piena forma alle gare del 2010, è essenziale che sia loro consentito di svolgere un regolare allenamento in piscina per tutto l'inverno; qualora ciò non accadesse, non sarebbero più in grado di continuare a praticare il loro sport». «La nostra società - dice ancora Frediani - già i primi dello scorso mese di settembre ha, com'è d'uso, presentato regolare domanda al Comune di avere a disposizione la piscina di Marina per gli allenamenti dei propri giovani atleti e per reclutarne di nuovi; mentre alla nostra domanda non è stato dato alcun riscontro, ad altre società sportive giovanili è stato dato accesso alla piscina per svolgere gli allenamenti dei loro atleti fin dalla scorsa settimana. Noi - conclude Frediani - non intendiamo, ovviamente, mettere in discussione le prerogative dell'Amministrazione nello svolgere l'attività di gestione degli impianti sportivi comunali, ma sappiamo essere nostro diritto che il Comune, nell'esercitare tali prerogative, si attenga all'osservanza, innanzitutto, del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione: se l'uso della piscina è concesso alle società sportive giovanili per l'allenamento dei propri atleti, i nostri ragazzi hanno uguali diritti dei loro coetanei». Stamani una delegazione della Triathlon K sarà in Comune a cercare di far valere i suoi diritti, e nel pomeriggio si ripresenterà alla piscina.

E intanto, anche il comitato degli utenti della piscina segnalano che in giornata ci sono stati momenti di tensione «tra dirigenti e operatori del settore costretti a gestire una situazione precaria in tutti i sensi». Fra l'altro, aggiungono, gli «Spazi vasca sono insufficienti», vi è mancanza di spazi idonei ad una normale accoglienza degli utenti oltre all'inadeguatezza dei locali addibiti a spogliatoio. Inoltre i ragazzi disabili sono costretti a trovare spazi su altri impianti in quanto costretti ad orari proibitivi.

E osservano: «Meraviglia che l'amministrazione non prendano in seria considerazione la immediata ristrutturazione della piscina di Carrara». E lanciano l'allarme che possano essere costruiti palazzi al posto della piscina.

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